Il meglio a meno: si può 4
Non interessa a chi l’orticello ce l’ha già - sul quale prima o dopo mi riprometto di parlare - ma solo a chi ama la frutta e la verdura di qualità (ho il vago sospetto che i lettori saranno molto pochi, c’est la vie).
Finalmente anche in Italia sono stati aperti i public market dove è possibile acquistare direttamente dai produttori.
All’inizio con diverse incertezze ed errori, ma forse adesso hanno trovato una loro collocazione ed una loro fisionomia ben precisa. D’altra parte anche per il contadino si tratta di cambiare mentalità, passare dal conferimento all’ingrosso alla vendita al dettaglio.
Sempre dall’estero (ma non eravamo noi il popolo pieno di fantasia?) arriva un’altra esperienza, e più precisamente dalla Francia dove - non offendiamoci ed ammettiamolo - i palati sono più fini e più esigenti. La novità riguarda i prodotti biologici.
Il metodo più semplice è quello che ha scelto mio figlio che vive sulla Rive Gauche, ma ne esistono altri. Lui va nel negozio convenzionato sotto casa, mi pare sia un bar, dove raccolgono le prenotazioni: sceglie il cestino da tot euro (vi sono tre possibilità a prezzi differenti) e al giorno stabilito ripassa a ritirare la frutta e la verdura.
Forse qualcuno ricorda un tempo che in edicola si prendeva un pacco di giornalini a prezzo fisso, e dentro si trovava un po’ di tutto. Ecco, in Francia, fanno più o meno la stessa cosa: il cliente paga una cifra fissa ed è il contadino a mettere nel cestino frutta e verdura assortita, a sua scelta.
Il metodo funziona.
Se il contadino fa il furbo perde il cliente, ma se è corretto - come succede - si trova un cliente affezionato che ogni settimana lo gratifica con un nuovo cestino.
I prodotti sono tutti biologici ed il loro sapore e la qualità sono di gran lunga superiori agli equivalenti del supermercato.
A parte le considerazioni sulla freschezza, la qualità, il chilometro zero (ma esistono anche organizzazioni che offrono frutti esotici) e la garanzia delle coltivazioni, il fatto rilevante è che il costo per il cliente è inferiore, mancando gli intermediari vari, e per il produttore è un valore aggiunto che la catena commerciale tradizionale non garantisce.
Mangiar meglio pagando meno, gratificando maggiormente il contadino.
Un altro aspetto rilevante è che, una volta oliato e messo a regime il meccanismo, il produttore può contare su un mercato sicuro, incassando in anticipo il denaro. Questo comporta la possibilità di programmare anche gli investimenti, e non è poco in tempi come questi.
Per il cliente c’è la comodità della merce consegnata praticamente a domicilio, senza slalom fra gli scaffali, merce sempre diversa. Anche questo è un vantaggio, perché obbliga il consumatore a far funzionare il cervello in funzione dei diversi prodotti e l’organismo, non più ingabbiato nelle solite abitudini alimentari.
Una bella idea da copiare.




















C’ho pensato molto, cercando di capirne i motivi.
Ma una (venti) escort di sicuro non emettono la ricevuta fiscale al momento del congedo dal letto matrimoniale. E difatti il corrispettivo era ben chiuso in busta, senza contrassegni della Repubblica spero.


















