Mar
18
2007
Scarpe grosse e cervello fino Noi provincialotti abbiamo sempre invidiato quelli del Mamiani di Roma o del Parini di Milano, e più tardi i bokkoniani e i luissiani, della serie l’erba-del-vicino-è-sempre-più-verde. Da padre democratico ho concesso al primogenito di scegliersi le superiori, anche se non ne ho condiviso la scelta e, a posteriori, aver registrato un punto a mio favore. Per la secondogenita, con l’esperienza precedente, democraticamente ho deciso io. Viste le sue caratteristiche avrei preferito che facesse il classico ma la geografia nostrana mi ha costretto a ripiegare su un istituto più vicino a casa. Così la fanciulla si è ritrovata a fare cinque anni al liceo scientifico Bertrand Russel di Cles (che allora non aveva la sezione classica). Apprendo ora dai giornali locali che il ripiego è il liceo Number One non in Trentino, non in Italia, non in Europa, ma al mondo. Secondo un’indagine Ocse il nostro ha battuto Cambridge, Oxford ed americani vari. Mia figlia non ci crede (sempre per la suddetta serie), ma se ne è già accorta alla Facoltà, dove il confronto con le proprie compagne di corso non lascia dubbi. Il vecchio ha sempre ragione