Mar 26 2007
Lo chef afro-italiano
Uno su cinque fra pochi anni sarà un italo-x. Così affermano alcuni studi sulla nostra immigrazione, prevedendo che già fra vent’anni avremo la seconda generazione di stranieri nata in Italia; e come negli Stati Uniti avremo gli albano-italiani, i croato-italiani e gli afro-italiani.
Come sarà allora la cucina italiana?
Noi siamo peggio dei coreani, riusciamo a copiare tutto, con l’aggravante che lo facciamo a modo nostro, secondo le nostre abitudini, la nostra cultura e la nostra fantasia. Prendiamo la cucina giapponese. Sulla scia della moda del sushi, abbiamo ri-scoperto l’uso tutto nostro di degustare il pesce crudo; dobbiamo ricordare – solo per fare un esempio – le sardine crude in marinata? Dalla sardina distesa sul piatto a quella arrotolata attorno ad un pugno di riso bollito il passo è brevissimo, diventando un susci. O che dire della cucina araba? Il loro piatto forte sappiamo ora che da sempre è un pilastro della cucina trapanese, e l’italiano cuscus diventa l’arabo cuscus. E potremmo continuare a lungo, parlando di muffins e di cottura al vapore, di curry e di gulasch.
Negli anni in cui ho abitato in Sudtirolo ho imparato una cosa semplicissima: la lingua forte spazza quella debole, una legge naturale come la catena alimentare. Prendete due bambini, uno di lingua italiana ed uno di lingua tedesca; dopo cinque minuti il tedesco parlerà italiano, e non viceversa. Così avverrà con la cucina, con buona pace di Castelli e Calderoli. La cucina italiana, come quella francese, è fra le più forti del mondo e se fra vent’anni lo chef del ristorante Bella Napoli sarà un pakistano, non preoccupiamoci che gli spaghetti allo scoglio saranno ancora fatti come dio comanda, senza curry.




















































non mi offendere il sushi eh!!!!!!!!!!
ma senti che io qui ne avrei da dire un po’ a proposito dei vegetariani………..
http://aidiblog.blogspot.com/2007/03/vegetariana.html
baci!
e al crucco che ci metterà sopra il ketchup o la marmellata, verranno tagliate le ditina…