Apr 02 2007
Acua sule palme, sol sui vovi
Per il vulgo: se piove la domenica delle Palme, il giorno di Pasqua sarà bello. Questo quando esistevano le mezze stagioni. Oggi sulle nostre montagne il sole non si è visto, un po’ intravisto attraverso qualche brevissimo sprazzo di non-nuvoloso, non sereno, ieri addirittura ci siamo alzati con la neve che cadeva leggera. Domenica prossima, quindi, né acqua né sol, e per gli stakanosvisti dello sci le funivie hanno deciso di rimandare la chiusura degli impianti (nota di servizio: Perec, portati la giacca a vento). Comincia la settimana santa, con il menu di Pasqua da redigere e da stampare, con i preventivi da fare per i gruppi che cominciano a muoversi. Nulla di terribile: ci ritroveremo martedì prossimo al solito trantran. La primavera porta rinnovamento, e quest’anno ho deciso di cambiare anch’io. Da tempo ho dei dolori che non mi lasciano, e giovedì scorso sono ricorso al medico: ne ho gli affari pieni, ed ora voglio risolvere la faccenda una volta per tutte. Cercando nel suo database il mio dottore ha scoperto che già due anni fa me ne lamentavo, così stavolta non ha potuto fare a meno di ignorare le mie perorazioni e mi ha mandato a fare una serie di analisi. Sono sicuro che non ne verrà fuori niente perché, spulciando sul web, ho trovato la relazione di un medico sulla mia sindrome. Dopo Pasqua fisserò un appuntamento con lo specialista, visto che oltretutto lavora proprio nel mio capoluogo. Nel frattempo si cambia. Stamani, alle 7 e mezza, quando il paese ronfava ancora dietro gli scuri, mi sono messo la mia tutina nuova, le Adidas supermolleggiate, la k-Way (della Timberland, ovviamente), e via a camminare - ed un po’ correre - per prati e boschi. E’ una bellezza questa stagione, assieme all’autunno: anche se oggi le nuvole erano così basse da ricordare el caìgo della Valpadana, ho visto i colchici bianchi e le primule lillà che sono già spuntati, le gemme che inondano tutti i rami e tra la nuova erba verde è già rigoglioso il tarassaco. Giovedì ne abbiano fatto una bella raccolta, ad uso esclusivo dello chef che ne fa largo consumo a pranzo ed a cena. Vivere fuori città ogni tanto ha qualche vantaggio.

















































