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Apr 04 2007

Pecco se sospetto?

Published by Maurice under Cazzeggiamenti, Temps perdu

gv_sette.gif La mia maitre mi dice ieri sera: hai controllato il biglietto della lotteria? No, provvedo subito. Vado sul sito delle lotterie nazionali, ma anche stavolta abbiamo (o meglio: ha) contribuito soltanto al monte premi: il primo premio da un milione di eurini è stato vinto a Palermo. Oggi leggo sul giornale che un gratta-e-vinci ha dato un altro milioncino a Palermo. Pecco se sospetto? Nella letteratura noir due coincidenze fanno un indizio. Forse è solo la mia invidia che mi fa pensar male. Io, poi, non dovrei proprio parlare. 1982, primavera, sono a casa per una leggera influenza. Il giovedì sono già guarito, ma il medico mi ha dato una settimana di riposo. In mancanza di altro leggo la Gazzetta dello Sport del lunedì precedente che riporta tutti i risultati della giornata di campionato. E se provassi a fare una schedina basandomi su una sorta di calcolo statistico? Ricordo che nell’82 non esistevano ancora le giocate computerizzate, ed io non avevo mai giocato un sistema al Totocalcio. Comincio quasi per gioco a buttare giù un pronostico. Se la squadra A in casa ha vinto 9 volte su 12, e quella B in trasferta ha perso 7 volte su 12, mi sembra ovvio che vincerà la squadra A. Dove il raffronto era più difficile, guardo i gol fatti e subiti dall’una e dall’altra. Dove ancora il risultato sembra incerto, gioco una doppia. Ne viene fuori un sistemino di cinque doppie, pari a 9.200 lire, che gioco con disappunto di mia moglie. Domenica mattina mi sveglio dopo aver fatto un bel sogno: avevo fatto 13! Lo dico a mia suocera che mi fa gli auguri. Nel primo pomeriggio parto per il paese dove lavoro, poco più di un’ora di macchina. Ho la casa da riaprire e devo organizzarmi per il rientro in ufficio la mattina seguente, dopo una settimana di assenza. Poco dopo le sei di sera accendo la tv. A 90° minuto c’è Paolo Valenti che legge i risultati delle partite; schedina in mano comincio a scorrerli. Uno giusto. Due giusto. Tre giusto. … undici giusto, dodici giusto… tredici giusto! No, forse ho capito male, forse ho sbagliato qualcosa. Cambio canale, mi munisco di carta e penna, e aspetto il primo tg. Ridanno i risultati. Li scrivo, e poi con calma apparente, ma con il cuore che mi batte a 170 verifico la mia colonna: tredici secco! più 5 dodici, avendo giocano il sistema. Paolo Valenti aveva annunciato "quote interessanti", ma bisognava aspettare lunedì sera o martedì mattina perchè lo spoglio allora avveniva manualmente. Telefono a casa e chiedo un giuramento solenne a mia moglie sul segreto. Superfluo dire che nel giro di pochi minuti lo sapeva l’intera valle. Quote interessanti. Quanto sarà? Dopo cena non esiste altro: carta e penna mi metto a fare le diverse ipotesi. Se è un milione facciamo questo, se sono due facciamo quest’altro, se sono dieci… se sono cinquanta… se sono cento… se sono… All’una di notte mi fermo. Che cavolo sto facendo? Calma, calma ed ancora calma. Ora me ne andrò a letto, domani non devo pensarci assolutamente, devo lavorare, domani sera vedremo quanto sarà. Così mi impongo e così faccio, con l’eccezione di fare un giretto per le banche a vedere quanto prendono di spese per l’incasso. Alla sera ascolto tutti i tg, ma nessuno parla delle vincite. Telefono allora alla Gazzetta, ma un giornalista cortese mi dice che ci vorranno ancora un paio d’ore per sapere qualcosa. Alle 10 e mezza ritelefono ed il centralino di dà la grande notizia: fatti quattro calcoli mi vengono, puliti dalle spese bancarie, venticinquemilionieduecentomila lire (nell’82). Non male per uno che non gioca quasi mai. P.S. - Per chi ama il lieto fine dirò che con quei soldini abbiamo finito di arredarci la casa, abbiamo sistemato il concubinato con il matrimonio e ci siamo concessi il viaggio di nozze.

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