Apr 06 2007
Il frigo sta scoppiando
Come per tutte le grandi occasioni, gli acquisti continuano ad arrivare copiosi in dispensa, tanto che i frigoriferi stanno letteralmente scoppiando.
Due capretti, una cinquantina di stinchi posteriori d’agnello, quattro carrè d’agnello, roastbeef, copertine di manzo, cinghiale ed istrice per il ragù nel reparto carni. Nel reparto verdure: zucca e cavolfiori per la vellutata, ananas e basilico in abbondanza per il dessert, gli immancabili (cipolle, carote, rosmarino e prezzemolo), cuori di carciofo, pomodorini, pomodori a grappolo ed asparagi, erbette, coste ed altro che mi sfugge. E poi i formaggi. Un classico della nostra valle, il casolèt, una sorta di taleggio che sta aspettando la DOP, quattro variazioni dello stesso casolèt (al peperoncino, alla rucola, alle erbe, alle noci), il nostrano stagionato, la fontina, la ricotta di malga, i caprini, il canestrato al vino rosso. Da stamani i ripiano dei frigo cominceranno a svuotarsi per far posto ai semilavorati ed ai finiti. Erbette e caprino si trasformeranno in tortini, tutti belli allineati nelle placche, in attesa di essere impiattati con la dadolata di pomodoro ed i trancetti di asparagi. Quando cucino molto spesso penso alla grandezza del cervello umano. In secoli di pratica e di esperienza l’uomo (ma molto più spesso la donna) ha capito come trasformare un prodotto di per sè incommestibile a qualcosa di sublime. Facciamo un esempio che mette d’accordo tutti, onnivori e vegetariani: le patate. Fin da piccolo la mia curiosità mi ha spinto ad assaggiare tutto, anche le patate crude: fanno schifo. Ma basta poco perchè diventino il miglior cibo del mondo. Pensiamo ad una patata "cucinata" semplicemente sotto la cenere calda, a quale sapore assume solo con l’aggiunta del calore. O cotta con l’acqua: una patata di qualità semplicemente lessa, con un pizzico di sale e basta, ancora calda o ancor meglio bollente, è un’esperienza mozzafiato. Vogliamo arricchirla con un pizzico di burro (o di olio extravergine d’oliva), un po’ di latte, un cucchiaio di parmigiano grattugiato e magari una spezia particolarmente gradita? Un boccone da re. Se l’uomo è geniale, Dio (o madre natura, come preferite) è immenso. La bestemmia è rovinare tutto questo ben di dio - è proprio il caso di dire - cucinandolo male o non degustandolo a dovere, ma solo ingollandolo. Io e tutti i migliori colleghi faremo il massimo, la speranza è che Pasqua non sia l’occasione solo per ingozzarsi a mo’ di anatre da paté.




























Ma quanto è bello questo frigo! Vorrei mandarti la foto del mio: tutta un’altra cosa! Per il caos (ma solo apparente) che c’è!
Un nostro amico, con moglie prudente che per evitare scorrerie notturne dentro il frigo, lo tiene sempre semivuoto, quando viene a casa nostra chiede sempre di poterne ammirare l’interno, perchè secondo lui è così che dovrebbe essere un frigorifero: sempre pieno!
Spesso anche io ho pensato a come la fantasia umana sia riuscita a rendere appetibili alimenti altrimenti poco gradevoli. E basta davvero poco. Spesso, con le mie pazienti, passo molto tempo a spiegare loro che essere a dieta non significa mortificare il gusto, bensì esercitare la fantasia, utilizzando più spezie ed erbette e meno condimenti, e imparando a mangiare lentamente per sentire davvero i sapori che si sprigionano.
vero,vero….Io adoro degustare i cibi,non ingozzarmi…E’ una delle cose più belle mangiare cibi buoni e non preconfezionati….
pensando ai giorni futuri, che saranno impegnativi dal punto di vista della dieta, oggi approfitto della meravigliosa giornata di sole, e mi vado a mangiare un “misero” panino al mare, sulla spiaggia del Parco Nazionale del Circeo.
E Buona Pasqua a tutti Voi.