Apr 09 2007
Accadde la sera di Pasqua A.D. 2007
Ieri, domenica di Pasqua nell’anno del Signore 2007, ho imparato a fregarmene: il cliente ha sempre ragione. Anche quando il menu prevede, oltre alla carte stagionale, ogni ben di dio, preparato con eccellenza ed amore. Anche quando il citato cliente esce la sera di Pasqua per ordinare una bistecca od una braciola ai ferri. Anche quando la cucina ha impiegato mezza giornata per preparare quelle salse speciali, ed il cliente non le assaggia neppure e vanno a finire direttamente nel bidone del biologico. Anche quando il tavolo nr. 12 chiede il filetto ben cotto. Anche quando la cucina ha disossato cinghiale ed istrice, ha tritato le carni, ne ha ricavato un ragù da 8 su una scala da zero a dieci, ed il tavolo nr. 7 chiede due pennette scondite. Anche quando il tavolo nr. 5 chiede due primi ed un litro di minerale. Non importa quello che ordinate, basta che paghiate.




























Ecco questa mattina, prima di leggere il tuo post, ti ho pensato, ed ho pensato: “… chissà quanti rompi****i saranno capitati ieri a Red…?”
I ristoranti, durante le feste comandate, sono come le autostrade durante le vacanze. Si riempiono di gente incapace di starci.
Stammi bene
Questi quelli che sono venuti, perchè poi ci sono quelli che hanno prenotato e non sono venuti. Mannaggia.
Non posso pensare che esistano queste due categorie: quelli che vanno fuori a mangiare due pennette in bianco e quelli che prenotano e non si presentano! Per me sono due eresie viventi! Mah, che dire? Il mondo è bello perchè è vario!
Piccola curiosità: ma davvero l’istrice si mangia? e dove lo si compra? e chissà quanto costa! E te lo vendono con gli aculei e tutto? Però mi fa un certo effetto pensare che lo si possa mangiare!
Buona pasquetta! Oggi andrà meglio!
Siccome non ci sente nessuno posso dirti che era un pezzo di contrabbando, di chiara derivazione bracconiera.
E’ una specie assolutamente protetta, ma me l’hanno regalata così: buttarla? Come tutta la selvaggina, ha un sapore deciso, tipo il fagiano.
ad un certo punto, e con l’età, si impara ad esser un pochino giustamente cinici. ed a trovare la motivazione quando è il caso, almeno nel vil danaro. per fortuna non tutti son così.
ps: certo sta storia dell’istrice è intrigante. debbo dire che come idea non andrei apposta a mangiarlo, ma se me lo offrissero lo assaggerei!!
il “per fortuna non tutti son così” era riferito ovviamente ai clienti !!
ps: la pasquetta è passata in giardino con gli amici, ad avanzi dei pasti dei giorni scorsi, e non
menu :
> fave fresche e pecorino
> formaggio di capra fresco
> grana
> torta salata di pasqua
> olive fatte da noi
> salame della basilicata prodotto da amici (in modo assolutamente naturale)
> porchetta al forno
> torta di pasta sfoglia ripiena di cipolle ed olive
> casatiello fatto in casa
> ciambella di pane di caserta
> pastiera
> agnellino di favara al marzapane e pistacchi
> macedonia di frutta fresca tagliata (fragole, kiwi, melone bianco, arance)
> vino : falaghina del beneventano
ora il rush delle feste pasquali è passato e da domani si potrà passare alla dieta stretta, per un po. ;-(
ciao
luc
Parigi val bene una messa. Dopo cotante prelibatezze, Luc, anche un piccolo sacrificio è accettabile.
Scelta ottima ed intelligente aver passato la Pasquetta in giardino, pensa a quelli incolonnati per chilometri.
Mah, diciamo che magari il filetto ben cotto lo piglio anch’io…voi puristi…cheduepalle!!!