Archive for Aprile 16th, 2007

Apr 16 2007

Ammalarsi in Trentino

Published by Maurice under Costume & Società

er-2.jpgVisto da fuori il Trentino appare come un’oasi felice, sempre ai primi posti nella classifica dei luoghi dove migliore è la qualità della vita. Ultimamente però qualcosa comincia a scricchiolare, se per difendere la qualità della sanità trentina ha dovuto intervenire la stessa potente Provincia Autonoma (il corrispondente Consiglio dei Ministri nazionale) con una massiccia campagna di propaganda con manifesti e inserzioni sui quotidiani nazionali. Sono contro il populismo e la demagogia, quindi mi danno fastidio le chiacchere da bar che criticano questo o quello: dico sempre che lo sport più praticato è la ginnastica della lingua. Un banale raffreddamento nell’ultimo fine settimana, con conseguente febbre altina, copogiri, spossatezza e permanenza a letto, mi hanno dato tempo e modo di riflettere sulle chiacchere da bar: vuoi vedere che effettivamente vox populi vox Dei? Ed ho rivisitato nella memoria le mie sporadiche esperienze sanitarie degli ultimi anni. Da una fiera a Montichiari mi ero portato a casa una brutta influenza; fino a trentotto di febbre non c’è da allarmarsi, dicono, ma quando la colonnina di mercurio allora raggiunse i 39 e 8 pensai bene che fosse arrivato il momento di chiamare il medico di base (una volta era di famiglia). La diagnosi poteva farla che il mio peloso quadrupede felino casalingo: dopo la prassi auscultorea il medico mi prescrisse… di aspettare fino al lunedì seguente, per vedere se la febbre passava da sola. Per fortuna mia nella cassetta dei medicinali era rimasto qualche antistaminico, e la febbre me la sono fatta passare da solo. Caso volle che l’anno seguente mi sono ribeccato il virus. Esperto, ho evitato di chiamare il medico di base e sono andato direttamente al pronto soccorso dove, però, mi avrebbero visitato solo dopo le urgenze, perchè 39 ed oltre di febbre non è un’urgenza. Dopo due ore e mezza di inutile sala d’attesa me ne sono tornato a casa, e mi sono dato all’autoterapia. Domenica scorsa, doppiamente esperto, ho evitato il medico di base ed il pronto soccorso e sono ricorso direttamente alla solita cassetta. Qualche anno prima di questi casi sono stato ricoverato in osservazione per un presunto caso di infarto incipiente: nulla di nulla, si è scoperto subito, forse un forte stato di stress. Però dall’ospedale periferico il cardiologo coscienzioso mi mandò all’ospedale del capoluogo per dare un’occhiata - tramite endoscopia - ad una sospetta macchiolina scura nel cuore (un embolo?). Di buon mattino un’ambulanza mi scaricò in pigiama e a digiuno nella sala d’aspetto del reparto, in attesa del mio turno. All’una, al ritorno dalla pausa pranzo di medici e paramedici, chiesi almeno una coperta per scaldarmi; con gli occhi sgranati il personale mi domandò cosa diavolo ci facessi lì in quelle condizioni (a digiuno ed in pigiama). Appurato che si erano letteralmente scordati di me, ho avuto allora l’onore di avere subito un’équipe di cinque persone dedite alla mia endoscopia. L’ultima pagina della mia cartella clinica riguarda una sindrome abbastanza oscura sulla quale ho trovato nel web una buona documentazione, autore proprio un primario dell’Ospedale di Trento. Sono diversi anni che convivo con questa sintomatologia, ma non ci faccio molto caso: lungi dall’essere un ipocondriaco e con una soglia del dolore molto alta, ho sempre imputato la causa a questo o a quell’altro. Solo quando non ne potevo più sono ricorso al medico (di base). Così una ventina di giorni fa l’ho quasi supplicato di fare qualche esame approfondito e, dopo essersi accorto che nel suo database esisteva traccia di analoga richiesta un paio di anni prima, per gli stessi dolori, mi ha prescritto dei prelievi di sangue che effettivamente evidenziano qualcosa che non va. Ora non so se tornare di nuovo dal medico o rivolgermi direttamente e privatamente al luminare di città. Il problema dove sta? Volendo contenere al massimo i costi pubblici della sanità, la nostra efficientissima Provincia Autonoma ha pensato bene di badgettare in qualche maniera i medici di base: ogni mesi invia loro un prospetto con tutte le spese che hanno fatto in medicinali, cure ed esami vari. Se per sfiga un medico ha un paziente con una malattia grave e rara, che comporta spese altissime di farmaci, chi ne sopporta le conseguenze è il paziente "meno grave", che si vede negato l’antibiotico o la visita specialistica. La soluzione, a cui sto pensando seriamente, è questa: facciamo risparmiare completamente l’ente pubblico, rifiuto l’assistenza sanitaria di base, se ho bisogno di quella specialistica vado come privato (almeno ho il vantaggio della celerità) e per il resto faccio tutto da solo. Aggiornamento alle 13.30 - Stamattina ho telefonato per ottenere un appuntamento con il celebre luminare del capoluogo. Prima disponibilità a pagamento come privato: metà settembre! No comment.

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Apr 16 2007

La democrazia taroccata

Published by Maurice under Politica

parlamento.jpgPerchè stupirsi dei Cinesi che copiano di tutto e poi buttano sul mercato? Ed infatti non ci stupiamo, visto che noi italiani siamo i primi a contraffare, soprattutto le griff. Borsette, occhiali, cinture, polo, musicassette e cd, lire ed euro, tutto può e viene taroccato nel paese della fantasia, e non è un caso che quelli che hanno maggior fantasia - napoletani in testa - sono anche i migliori imitatori. Non ho invece sentito o letto mai nessuno che si scandalizzi di quelli che taroccano un bene più prezioso, la democrazia. Siamo tutti concordi nell’affermare che l’atto forse più alto di democrazia è la diffusione dei computer, e tramite questi la diffusione di Internet: con la rete chiunque può arrivare dappertutto, anche sotto la peggiore dittatura ognuno può far sentire la propria voce di dissenso, senza sfidare i servizi segreti nell’esportare uno scritto proibito. Lo Sean Connery, che da libraio si trasforma in paladino della democrazia per portar fuori dalla santa madre Russia il libro del dissidente di turno, fa parte dell’archeologia cinematografica ed oggi ci ha sorridere. Due sono gli strumenti più democratici che Internet mette a disposizione: il blog e l’email. Con la possibilità di scrivere in un proprio spazio quello che più aggrada senza alcuna regola, e la libertà per chiunque di replicare con un commento, la democrazia ha fatto un enorme passo avanti. Dopo dipende dall’ampiezza della propria "platea" il fatto che una certa idea possa essere più o meno recepita. L’email è l’altro strumento, oltretutto gratuito, per arrivare dove sarebbe impensabile con i metodi tradizionali, o almeno dà l’illusione di poter arrivare. Se voglio mettermi in comunicazione con il presidente della Repubblica basta che apra Outlook ed il gioco è fatto. Quand’era presidente del Consiglio mandai un’email a Massimo D’Alema, ed il giorno dopo mi arrivò la risposta: di certo non mi rispose lui personalmente, ma uno del suo staff, ma il fatto che la mia modesta voce fosse arrivata nella stanza più importante del potere se non altro mi fece sentire ‘cittadino’. Ora, mi chiedo, che senso ha aprire un blog, lasciar libero sfogo ai commenti, se poi l’amministratore non si degna di replicare anche solo con un ok o una precisazione? Giustamente una commentatrice ad un famoso conduttore radiofonico osservava che costui farebbe meglio a farsi il suo bel libro, invece del blog, visto che non si degna di (leggere?) e rispondere almeno una volta ai commenti. E’ una falsa democrazia, è comunque un atteggiamento villano e presuntuoso, per cui ho deciso di eliminare dai miei link quei blog che democratici non sono. E quindi le email. Dal sito del Parlamento si possono raggiungere tutti i deputati ed i senatori della Repubblica con un semplice click del mouse. Ho scritto agli onorevoli Grillini e Mussi, ma penso che le mie email abbiano fatto la fine delle spam: che senso ha allora mettere l’indirizzo di email? Meglio fa Forza Italia che nel suo sito ufficiale non dà la possibilità di mandare alcunchè, a patto di non essere un hacker, e mi sta bene, visto che di democratico ha ben poco. Ma che il ministro della Repubblica Fabio Mussi (o chi per lui) non si degni neppure di mandare una ricevuta di ricevimento dell’email, questo mi irrita e non poco. Cosa ci sta a fare al ministero, visto che in un anno di attività non ha prodotto assolutamente nulla, e la nostra università galleggia nella melma prodotta dall’ultima pseudo riforma? Ho il fondato sospetto che anche lui aspetti la fine del mese.

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