Apr 22 2007
Pancioni e perizomi
C’è un fatto inconfondibile che indica l’arrivo della bella stagione. Non sono le rondini che tornano a scagazzare sui passanti, non sono gli alberi che germogliano ed i fiori che sbocciano, non sono le temperature che salgono sopra i 20 gradi Celsius, non sono i pancioni delle future mamme esposti in bellavista, non sono i perizomi che si vedono sotto i pantaloni bianchi, bensì le previsioni meteo.
Quando arriva la bella stagione, immancabilmente, tutti i giorni, senza soluzione di continuità, sentiremo: annuvolamenti pomeridiani sull’arco alpino con piovaschi e temporali locali. Se qualcuno ha voglia di passare le proprie ferie in montagna la parola d’ordine è: da aprile a settembre pioverà tutti i giorni. Non sono un meteorologo, quello che so di correnti atlantiche, venti da est-nord-est, fronte caldo africano e mari da mossi a molto mossi, l’ho imparato, in ordine cronologico:
- dai proverbi popolari
- dai sussidiari
- dal Vittorioso
- dalle ore di scienze al liceo
- da decenni di bollettini meteo
- dal barometro di casa
- dalla mia cervicale e dai calli
- da qualche lettura estemporanea
- dal buonsenso.
Su uno degli innumerevoli siti dedicati alla meteorologia leggo:
Cumulus humilis, comunemente detti "cumuli di bel tempo" con dimensioni ridotte. I cumuli di bel tempo si presentano come piccoli banchi bianchi, sparsi e con contorni ben netti. Si osservano con tempo bello e tipicamente si formano nella mattinata, raggiungono il loro massimo sviluppo nelle ore pomeridiane e svaniscono in serata. Se invece permangono anche di sera e/o notte possono indicare l’instaurarsi di condizioni ideali per lo sviluppo di temporali.
Parole semplici e chiare che spiegano cosa succede in estate. Non serve aver messo la firma in Aeronautica o aver fatto chissà quali corsi per sapere che: il sole nella bella stagione scalda la terra (d’accordo?), di conseguenza fa evaporare l’umidità che per legge fisica sale verso l’alto (d’accordo?), questa umidità si raccoglie in agglomerati che si chiamano nubi o nuvole (d’accordo?), queste formazioni hanno un loro tempo di aggregazione che coincide con la seconda metà della giornata (d’accordo?). Se non sopravvengono altri fenomeni, queste nuvole - in genere chiamate cumuli - sono solo indice di bel tempo, e come si sono formate così si dissolvono da qualche parte senza nessuna conseguenza. Può succedere che per altre cause i bei cumuli bianchi diventino neri - mi si passi la molta approssimazione scientifica, ma un post non è un trattato - ed allora cade la pioggia anche sotto forma di "piovaschi o temporali". Ma sono casi minoritari. In montagna, anzi nell’arco alpino (come dicono i meteorologi) che va dal mar Ligure fino al golfo di Trieste, cioè in un’estensione che ha centomila variabili, il fenomeno dei cumuli pomeridiani è cosa normale. Ed allora: perché per sei mesi rompete i maroni dicendo banalità? Perché non dite anche che al mare avremo la brezza di terra? O che l’afa farà sudare? Che se tutto va bene anche quest’oggi il sole sorgerà e poi tramonterà? Non è questione di essere pignoli. E’ che c’è qualche milione di persone che non capisce una mazza di meteorologia, che pende dalle labbra del primo imbecille in divisa azzurra che compare in video, e "pensa": "Vedi? Non posso andare in montagna, piove sempre". L’estate scorsa la Val d’Aosta si è incazzata come una belva su questo tipo di disinformazione, perché alla fin fine parliamo di euri. Bisogna far causa all’Aeronautica per non avere più un disservizio meteo?

















































