Apr 23 2007
Women in Power
Ségolène va al ballottaggio. Allez Ségolène, forza Royal! Se tutto andasse come vorrei, nel giro di pochissimi anni avremo un Women Power, o meglio Women in Power. Per restare ai nostri giorni senza scomodare le varie Indira Gandhi, Golda Meir, Elisabetta d’Inghilterra e Margareth Tatcher, ammiriamo Rania di Giordania che fa già egregiamente la First Lady, Nancy Pelosi che siede sullo scranno del presidente del Congresso americano, e a novembre potrebbe essere la volta di Hillary Clinton nell’ufficio più importante del mondo.
Se anche l’Italia avesse il coraggio di un colpo di reni, fra qualche tempo potremmo avere un leader di partito, e prima o dopo un premier, donna.
Non è che ci manchino le personalità, donne in gamba, donne intelligenti, oltretutto donne belle che farebbero la loro figura nel consesso dei potenti. Sì, tifo donna. Le donne intelligenti hanno una marcia in più rispetto agli uomini. Abituate a doversi mettere in discussione con un marito, a mettere d’accordo questi con i figli, i figli tra di loro, sono delle maestre nella mediazione che, in politica, è una delle doti più importanti per uno statista. Le donne sono ottime amministratrici da sempre, dovendo far quadrare il bilancio della famiglia, costrette tra il martello delle spese quotidiane e l’incudine delle poche entrate. E’ difficile corromperle per spese superflue, se il budget familiare non lo concede; a volte possono essere prese dal raptus dello shopping, ma nello Stato non ci sono negozi di scarpe. Le donne hanno valori pesanti. Le loro convinzioni sono fondate sulla roccia, non le smuove nessuno da quello in cui credono, ma di fronte ad esigenze superiori sono capaci di trovare una soluzione che vada bene a tutti. Le donne pubbliche sono, inoltre, molto meno chiaccherate dei colleghi maschi: sulla stessa Nilde Jotti, compagna nella vita di Palmiro Togliatti, nessuno osò mai dire alcunché. E, comunque, dopo un premier puttaniere anche qualche gossip non avrebbe valore. E poi penso sia arrivato il momento che le donne entrino anche nella stanza dei bottoni. Dopo una miss Italia nera, un presidente di regione gay, un papa tedesco, il tempo è maturo perchè le donne dimostrino tutto il loro valore anche in politica. Non c’è motivo per aspettare ulteriormente.
Post post.
Ho sentito stasera i discorsi dei candidati francesi e dei supporter italiani (che pena questi ultimi!). Sono cavoli dei francesi ora scegliere il successore di Chirac all’Eliseo. Mi hanno colpito due cose: il discorso molto ideale della Royal, improntato all’orgoglio francese, e l’elenco delle cose che non vanno di Sarkozy. Quest’ultimo mi pareva Berlusconi alle ultime elezioni nostrane: un cahier de doléance sui mali del Paese, ma la colpa di chi è? Dov’è stato Sarko negli ultimi cinque anni? Chi era ministro dell’interno fino a poche settimane fa? Se fossi francese il mio voto sarebbe la risposta a queste domande.



















































