Apr 25 2007
La festa del bocolo
Oggi non festeggio la Liberazione. Nulla di politico, ma per un veneziano, anche se esule, il 25 aprile è la festa di san Marco, è la festa del bocolo (pronuncia: bòcolo). Cos’è il bocolo? E’ il bocciolo di rosa, rigorosamente rossa, che oggi i veneziani regalano alla propria amata, uno solo, non un mazzo, ed è tanto più importante quanto più lungo è il gambo. Non avere nessuna a cui oggi regalare il bocolo è proprio da disgraxiai (= disgraziati). La tradizione del bocolo è strettamente legata al patrono della città dove giunse nell’ 828 grazie a due vispi mercanti, Buono da Malamocco e Rustico da Torcello, che ne trafugarono il corpo agli islamici di Alessandria d’Egitto. I due ne nascosero le reliquie a bordo del proprio battello, sotto una partita di carne di maiale, passando quindi tranquillamente la dogana musulmana. Fu solo nel 1094, però, che le reliquie di san Marco vennero alla luce nella Basilica omonima che, da allora, le custodisce gelosamente sotto l’altare maggiore.
Una curiosità. Il leone alato di san Marco ha notoriamente un libro aperto sotto la zampa con la scritta Pax tibi Marce Evangelista Meus. In tempo di guerra il leone chiudeva il libro, imbracciava una spada e la coda si rizzava: attenti, perché arriva
Sul collegamento della festa di san Marco al bocolo le leggende sono diverse. Ne scelgo una, la meno mitologica.
Un certo Basilio, un marinaio della Giudecca, aveva ricevuto un roseto come premio per la sua partecipazione attiva al trafugamento delle spoglie di san Marco. Questo roseto era stato piantato nel giardino di casa ed era diventato il confine della proprietà divisa fra i figli alla morte di Basilio. Ma, si sa, i veneziani hanno il sangue caldo, e fra i due rami della famiglia le cose non andarono d’amore e d’accordo; all’uccisione di uno dei parenti il roseto smise di fiorire. Ma un 25 aprile lo stesso sangue caldo fece sbocciare l’amore a prima vista tra un lui di un ramo della famiglia ed una lei dell’altro ramo, mentre si guardavano tra le foglie della pianta. L’amore fece sbocciare di nuovo le rose, lui ne colse una, la offrì alla fanciulla, e da quel momento vissero felici e contenti. Da allora, in ricordo di quell’amore, i maschietti veneziani offrono il bocolo alla propria donna amata (in mancanza d’altro, va bene anche la mamma).
Ora, se permettete, vado a comperare il bocolo per la mia signora.



















































