Mag 17 2007
Una legge civile
Quei comunisti della sinistra sempre pronti a dare addosso al povero Silvio. Qualcuno conosce la legge n.155 del 25 giugno 2003? Sapete chi l’ha firmata e di cosa tratta? Io no, lo ammetto, fino ad oggi non sapevo che esistesse anche se tutti la auspicavano, e
porta la firma dell’ex Presidente del Consiglio Berlusconi e dell’ex ministro del Welfare Maroni e riguarda la "Disciplina della distribuzione dei prodotti alimentari a fini di solidarietà sociale". Fuori dal burocratese, è stata battezzata come la Legge del Buon Samaritano.
E’ un provvedimento grazie al quale sarà possibile distribuire agli indigenti le enormi quantità di cibo inutilizzato che mense scolastiche e aziendali, ristoranti e supermercati erano, fino ad oggi, costretti a distruggere. Il provvedimento è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 150 del 1° luglio 2003 e consente, a coloro che vorranno donare cibo e in particolare il surplus destinato alla distruzione, di farlo attraverso le organizzazioni preposte, senza avere la responsabilità di percorso che obbligava chi donava il cibo a fornire garanzie anche dopo la consegna alle organizzazioni, sul corretto stato di conservazione, il trasporto, il deposito ed l’utilizzo degli alimenti. Regole queste che, di fatto, rendevano quasi impossibili le donazioni. La nuova legge ‘distribuzione dei prodotti alimentari a fini di solidarietà sociale’ equipara infatti ai consumatori finali le organizzazioni di volontariato riconosciute come Onlus che effettuano a fini di beneficenza distribuzione gratuita di prodotti alimentari agli indigenti. Grazie alla legge ‘del buon samaritano’ sarà dunque più facile rifornire le mense per gli indigenti con minore onere, tra l’altro, per le strutture pubbliche e private.
Purtroppo a beneficiare di questa legge sono soprattutto le grandi città, dove c’è un’organizzazione che effettua la raccolta delle eccedenze e le distribuisce a chi ne ha bisogno, mentre nei piccoli centri questi progetti non hanno ancora radicato. Per chi volesse approfondire l’argomento, segnalo due siti benemeriti: quello del Banco Alimentare e quello di Siticibo, quest’ultimo operante a Milano. Su entrambi i siti ci sono le istruzioni per aiutare queste organizzazioni: non occorre avere un supermercato o un ristorante, anche da privati si può collaborare con il 5 per mille. Ogni tanto una bella notizia fa bene al morale.




























Se c’è da riconoscerglielo, riconosciamoglielo che ha fatto qualcosa di buono! Ne facessero di più di cose così i politici…Indipendentemente dalla destra o dalla sinistra…
L’altra sera, alla tv nel programma ballarò, c’era un signore a palermo che mostrava delle confezioni di pasta (destinata agli aiuti umanitari credo) che invece gli era stata “regalata” in cambio di voti.
Non so cosa dire… spesso quando “dò” mi chiedo quanto (e se) arrivi realmente ai destinatari…
so pure di pacchi più grossi destinati in primis al volontariato e poi ai cittadini che adempivano al loro dovere elettorale a palermo…
ma io oggi ho imparato a curare il cancro quindi va bene così!
;P
Se nella catena c’è un anello ruggine bisogna eliminarlo perchè la catena tenga, soprattutto perchè chi fa del bene deve essere sicuro che quel bene arrivi a destinazione. E non per fare i buonisti, ma c’è più erba buona che gramigna.
Fare, controllare, denunciare, e continuare a fare.
Storture ed approfittatori ce n’è sempre. ma non bisogna per questo non fare e non dare. Piuttosto cercar di controllare la strada che fa ciò che doniamo. Questo si, almeno fin dove è possibile. E se non si è certi o peggio si scopre la magagna, denunciare (non solo in senso giuridico) e cambiare referente, oppure spendersi anche un po’ come tempo e competenza, se se ne ha voglia e possibilità.
Donare fa bene agli altri, ma anche a chi lo fa. E la vita ci insegna che qualcosa torna sempre indietro, nelle forme più varie e strane.
Beh ora Padre Luc torna in silenzio ;^).