Mag 27 2007
La classe è un’altra cosa
Anche i cuochi hanno un cuore sportivo e lo chef in questione ce l’ha a strisce bianche e nere (i non juventini possono tranquillamente passare ad un altro blog).
Dopo un anno di purgatorio si torna dove siamo sempre stati, anche se personalmente avrei fatto un’altra scelta. Nella giornata che la squadra ha dimostrato sul campo di essere di un altro pianeta, è arrivata la doccia fredda delle dimissioni di Didier Deschampes, prima annunciate dall’interessato, poi smentite dalla dirigenza juventina, poi confermate. Dopo averlo chiamato a tirar fuori dalle pezze la vecchia signora, ora Blanc & C. non solo gli danno il benservito, ma lo fanno nel peggiore dei modi, facendogli dare le dimissioni, quindi senza emolumenti futuri. E questo dice molto sull’attuale caduta di stile dei boss bianconeri: quanti anni luce sono passati dalla classe dell’Avvocato! E quello che addolora ancor più chi ha sempre amato quella maglia sono le voci che oggi si sono rincorse come foglie sollevate dal vento d’autunno (vero che non sono state confermate dagli interessati, ma neppure smentite). Ora che la bufera è passata sarebbero pronti a tornare a Torino: Capello, Lippi, Cannavaro, forse anche Ibrahimovich. Sappiamo che nello sport professionistico - ed il calcio per primo - salvo rarissime eccezioni non esistono più atleti legati alla maglia: ognuno va dove pagano meglio, peggio di Mastella. Però un pizzico di dignità anche lo sportivo dovrebbe averla. Non si può abbandonare la nave che affonda, anzi, già alle prime avvisaglie di tempesta, e poi tornare a bordo tranquilli e felici come se niente fosse successo, quando torna il sereno. Già è stato triste assistere al fuggi-fuggi generale un anno fa, ma è altrettanto triste lo spettacolo odierno.



















































