Archive for Giugno, 2007

Giu 29 2007

Si è alzato un vento nuovo

Published by Maurice under Politica

Modulo di formazione sulla telefonata: quando telefonate sorridete, e credete a quello che dite. Quando il nostro formatore di allora, il buon dott. Travaini, ci illustrò questo principio basilare ci facemmo una bella risata: ma da quando il cliente può vederci tramite il telefono? Ed invece è vero. Il tono della voce, supportato dal sorriso o dalla rabbia o da un qualsiasi altro sentimento, viene immediatamente recepito dal nostro ascoltatore e provoca una reazione sim-patica. Questo per dire che mi trovo d’accordo con il post di Luca Sofri su iMille a proposito del modo veltroniano di comunicare. Tra parentesi l’articolo di Sofri è stato scritto prima del discorso al Lingotto, dimostrando un’acutezza di analisi di Luca veramente encomiabile. bolina.JPGPerché mi trovo d’accordo? Non ho né ascoltato né letto la relazione di Walter Veltroni al congresso dei Ds, quand’era segretario, ma ho seguito tutto il discorso del Lingotto e, come ho già detto in precedenza, sono rimasto affascinato e pure commosso (di questi tempi è non raro, ma inverosimile che un politico mi faccia un effetto uguale, e non sono stato l’unico). Eppure Walter per una buona parte del suo discorso sembrava Mentana, come ha osservato qualche esperto di comunicazione, non era il Craxi che dosava i silenzi e le variazioni vocali. Non ha usato la gestualità da venditore di padelle di altri imbonitori politici, non ha approfittato di scenografie spettacolari, anzi in tv appariva un po’ spettrale, con quella torre che gli spuntava da dietro la capoccia. Nonostante ciò ha riscosso un enorme successo non solo presso i mass media nazionali e d’oltre frontiera, ma anche tra gli italiani, se è vero il dato (puramente indicativo) che il 72% degli ascoltatori ha trovato le sua parole "condivisibili", anche presso gli elettori di centro-destra. Walter ha saputo costruire il suo discorso in maniera splendida. I temi potevano essere scontati, ma già qui è stato rivoluzionario, sciorinando cifre chiare (oltre mille parlamentari italiani contro i 400 americani) ed indicando soluzioni concretissime (un immigrato delinquente va preso, processato e condannato "senza se né ma"). Non un discorso populista teso a strappare l’applauso, ma un progetto da leader per un paese che ha bisogno di un progetto e di un leader. Addirittura in certi momenti mi è sembrato il discorso "sullo stato dell’Unione" di un Capo di Stato più che di un candidato alla guida di un futuro partito o di un governo. Temi scontati, dicevo, ma non per questo banali. Tutt’altro. Con chiarezza e fermezza, senza giri di parole, senza inveire né offendere, Veltroni ha indicato colpe degli uni (sinistra) e meriti degli altri (destra), e non è da poco in questi tempi di volgarità diffusa. Ha mostrato una via da percorrere, insieme, secondo il "metodo" Sarkozy. Perché ha colpito nel segno Walter? Perché sorrideva (dentro) e credeva in quello che diceva. Lo si percepiva a pelle. Lo diceva col cuore, non con la mente o solo con la lingua sovente biforcuta (dei vecchi e nuovi politici), e quando si parla col cuore non c’è santo che tenga: si va direttamente al cuore. Se è stata un’ora e mezza di tensione oratoria, è stata anche un’ora e mezza di tensione emotiva, per lui e per chi ascoltava. Non ha raccontato barzellette per tener desta l’attenzione, non ha fatto battute cretine, ma ha parlato al cuore della gente dei problemi della gente e delle soluzioni che secondo lui vanno prese. Ha saputo emozionare. L’esatto contrario di Prodi. Ha saputo far emergere quell’orgoglio italiano che solo le finali dei campionati del mondo di calcio riescono a far esplodere. Veltroni sa (è un cancerino, come chi scrive) che senza emozioni non sia va da nessuna parte: si può predicare all’infinito sulla nefandezza dell’evasione fiscale, ma nessun evasore si convertirà mai, ma se si crea un clima emotivo che isoli il delinquente, è più difficile che questi continui a scellerare. Ho letto, infine, a proposito del PD come della nascita di una nuova democrazia cristiana. Beh, intanto il futuro partito sarà democratico fin dal nome, non si chiamerà né totalitario né partito del padrone e, stando al vento che si è alzato (per usare ancora un’espressione veltroniana di queste ore), lo sarà anche nei fatti. Se, poi, cristiano vuol dire solidarietà, rispetto degli altri, ricerca del bene comune (come diceva Papa Roncalli), dialogo, aiuto ai più deboli, lotta alle ingiustizie, io non ho nulla in contrario.

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Giu 28 2007

Miracolo ad Assisi

Published by Maurice under Ristorante

Che il sushi in Occidente sia una moda, non è un mistero. Che fra le mode, sia una delle più gustose e ricche dal punto di vista nutrizionale, è una sorpresa sempre benaccetta. Che pochi sappiano realmente distinguere un buon tonno piuttosto che una cernia od un salmone, beh, questo è un bel problema e solo una maggior diffusione dell’informazione ed un minor pregiudizio potranno risolvere.

sashimi.jpgA Santa Maria degli Angeli, nota ormai come campus universitario di Assisi, nasce Le Cirque, locale ristrutturato a puntino tra il panorama non sempre accattivante dell’hinterland perugino. Non è l’entrata sfarzosa a farla da padrone, ma i cromatismi più che azzeccati: viola mirtillo per l’area sushibar, rosso rubino per l’enoteca e lo stile più familiare per la pizzeria al piano sovrastante. Davanti ai due cuochi brasiliani con le mani nel pesce crudo, la luce è sapientemente dosata in lampade di carta di riso che va a creare un’atmosfera di vero convivio, unitamente a tavoli di noce chiaro, a sedie e bancone bianco con rifiniture colore dell’oro.

Ebbene sì, cuochi carioca, tutti di nippo-style vestiti. Il che potrebbe formare una curiosa dissonanza. Ogni dubbio viene fugato al primo assaggio di tonno e salmone aromatizzati con aceto di riso e sakè, cullati in salse leggerissime di frutta tropicale, con un tocco di bosco: chiodini poco più piccoli ma molto più saporiti dei nostri giallerini.

E questo è il tocco caraibico. Si passa poi a un vero tripudio di sushi, sashimi, uramaki, uniti all’immancabile wasabi ed alle scaglie di zenzero per sciacquare la bocca tra un pesce e l’altro, in assoluto rigore giapponese. I maestri brasiliani hanno ben imparato il taglio dei migliori pesci crudi, hanno abbracciato l’amore per il mare e quello per mango, arancia, sesamo e cetrioli, dando di tanto in tanto un tocco flambé che crea in bocca una meraviglia di consistenza e sapori che fanno pensare a quanto la globalizzazione sia un fenomeno di gusto globale, altroché.

Immancabile il vino di accompagnamento, il vino bevuto dai giapponesi in alternativa al sakè, che proviene da un vitigno spagnolo, chiamato Oroyo. Per chi non apprezza, non c’è che l’imbarazzo della scelta dato dall’enoteca ricchissima, dove il cicerone è anche patron di questa splendida opera, Livio, classe 1970, che non intende fermarsi a Santa Maria. Ha in progetto altri 11 locali, una catena che si estenderà non solo in Italia, ma in tutta Europa, e non in 10-20 anni: si dà 24 mesi di tempo. Perché “non è una questione di soldi, ma di prospettive”. Prossima apertura: Verona.

Perché Le Cirque è un gioco di sapori da tutto il mondo, una giostra che gira sui nostri palati, e non lascia che la testa che gira e il desiderio di risalire per un altro squisito stordimento.

Aidi per Bistrot Chez Maurice S.Maria degli Angeli, PG - 27 giugno 2007

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Giu 27 2007

V come vittoria

Published by Maurice under Politica

Me lo sono ascoltato tutto nel pomeriggio ed adesso ho appena finito di leggere le reazioni al discorso di candidatura di Walter Veltroni a futuro leader del Partito Democratico. Credo che siamo sulla via giusta.veltroni.jpg Walter ha sparigliato le carte nel centro sinistra, ma ha posto non pochi problemi nel centro destra, anche se ovviamente faranno di tutto per nascondere la testa sotto la sabbia e far finta di niente. Già nei primi commenti la CdL dimostra di non capire assolutamente niente di cosa sta succedendo, di quello che vuole la gente, di quelli che sono i problemi che stanno a cuore ai giovani, ai precari, a chi è preoccupato per l’ambiente, per una politica sempre più scollegata dal Paese. Se Veltroni avesse raccolto anche solo un piccolo consenso a destra, la cosa mi avrebbe preoccupato. Ora (o fra quattro anni, o prima) con quale faccia può presentarsi il cavaliere all’elettorato? Il nuovo? A settant’anni suonati contro un cinquantenne? Già solo il profilo anagrafico è un bel salto. C’è stato un passaggio nel discorso del Lingotto che mi ha colpito, ma che nessuno ha sottolineato: c’è un potere (cito a memoria) che ha tutto l’interesse che il nostro Paese vada allo sbando, che abbia i problemi che ha e che non trovi la forza di risolverli. Mi ha fatto pensare all’ipotesi, circolata negli ultimi giorni, di una rinascita di un potere massonico. E’ l’Italia delle rendite, delle corporazioni, del conservatorismo delle posizioni che si oppone al rinnovamento, all’innovazione, ed è molto chiaro - se si vuole vedere - dove sta questo potere, anche in termini anagrafici. Era da quando ero giovane che un politico non mi emozionava. Non per il riferimento finale alla lettera di Giulia, ma per il progetto complessivo per il mio Paese, per l’Italia in cui sono nato e vissuto e che amo, nonostante tutto e nonostante ci siano stati anni in cui ho pensato seriamente che l’unica soluzione era andarsene altrove. Finalmente si ricomincia a parlare di progetti, della Grande Frontiera kennediana, della forza di una politica capace di attrarre consensi e capacità individuali. Già solo per questo vale la pena crederci ancora.

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Giu 26 2007

Caramelle alla menta

Published by Maurice under Cazzeggiamenti

Due o tre cose buttate lì a caso. Cari amici blogger(s) della Penisola, schiantate d’invidia: secondo Altroconsumo la città italiana con la migliore qualità della vita è Trento. Forse non sono stato chiaro: Trento è la città con la migliore qualità della vita. Nessuno, però, ha mai fatto la classifica delle città in base alla migliore qualità della morte. (Che il caldo mi abbia dato alla testa?)

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pollo.jpgI grandi chef per l’estate ed il gran caldo consigliano le carni bianche, pollo e tacchino in testa. Lo dice Repubblica.it che riporta anche uno studio condotto dall’Associazione "Donne e qualita’ della vita". Ma perché, invece di spendere soldi in queste indagini, non li danno direttamente a me gli euri? Per i miei affezionati clienti di tutti i giorni oggi ho fatto un ottimo galletto al forno. Basta chiedere, ed io profetizzo.

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Ricevo un’email da Emiliano Angelelli (piacere di conoscerla!) che reclamizza il suo blog Sanablog. A onor del vero lo conoscevo già, ma non l’avevo mai proposto perché le intenzioni dell’autore sono ottime, ma sono un po’ contrario agli ismi. Di cosa parla Emiliano? Di cibo e dintorni ecologico, quindi contro ogni ogm, e discorsi simili. In linea generale sono a favore, ma è proprio vero che sempre, comunque ed anche in futuro gli ogm sono da buttare? Mesi fa in altro blog ho divagato sull’argomento. Forse una rinfrescata farà bene.

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Stamani, a sorpresa, una avvenente fanciulla dai ricci capelli mori e dal paraurti posteriore spettacolare mi ha incastrato. Appuntamento a domani mattina, un quarto a mezzogiorno (magari fosse stato a mezzanotte, sig!), per presentare la mia cucina in diretta radiofonica. Non ho ben capito di cosa andrò a parlare, so però che devo portare al seguito due piatti pronti che se li cuccano i conduttori. Però, però, mi è venuta in mente una brillante idea che ancora non dico. Che avesse ragione Paolo Fox a proposito del Cancro?

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Di punto in bianco con il caldo e la bella stagione sono spuntate le orchidee. Ne girano dappertutto, come ti volti ne scopri una. A cena in pizzeria (nel giorno libero) accanto al nostro tavolo c’era una che mi ricordava moltissimo Ilaria D’Amico. Che siano ogm anche queste? Nascono e muoiono nel giro di un’estate?

 

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Giu 24 2007

Ordine, perdio!

Published by Maurice under Mondo Web

Sono molto contento. Non ho vinto niente, anche perché non gioco, ma ho fatto una piccola cosa che funziona. Costretto da Aidi, cioè da mia figlia che è passata dal pc al Mac, a cambiare il modem USB con un altro Ethernet per permettere anche a lei di usare la rete (quando finirà la sessione di luglio di esami e tornerà all’ovile), e geloso del mio tavolo che non voglio condividere con altre postazioni, sono riuscito - al terzo tentativo - a configurare il nuovo modem plag and play (?), a collegarlo al router ed infine ad attivare il mio pc con la trasmissione wireless (senza fili). computer.jpgA valle di tutto questo nuovo sistema si è presentata una questione. Sul mio piccolo tavolo trovano posto in senso orario, oltre al pc, lo scanner, un altoparlante, il modem, il masterizzatore cd, il router, il secondo altoparlante, la multiporta USB ed infine la stampante. Molti di questi aggeggi hanno un alimentatore, e comunque una spina, più tutti i cavi che collegano i vari pezzi fra di loro: sembrava un salice piangente elettrico di fili che scendevano dal retro del tavolo. Insomma, un gran casino ed una vera schifezza. Preso dal raptus della sistemazione informatica ho deciso di affrontare il problema fili: ho acquistato un’altra ciabatta ed una canaletta copri fili. Su una ciabatta con interruttore ho sistemato modem e router, così da poterli spegnere esternamente con un solo colpo, sulle altre due ciabatte ho sistemato tutte le altre spine; nelle canalette sono entrati molti degli antiestetici cavi, ed ora ho una tavolo - e soprattutto un retro e un sotto - pulito ed organizzato. Wow! Mi resta ancora un’appendice da sistemare: devo trovare un posto in cucina dove posizionare in comodità e sicurezza il mio vecchio portatile. E’ uno strumento utile per gestire il ricettario, la cella e la cantina, eliminando il cartaceo. Non è un’impresa facile perché, come dicevo qualche tempo fa, la mia cucina è come la sottocoperta di un dodici metri, con ogni centimetro quadrato sfruttato al massimo. Tranquilli, però: datemi ancora qualche ora e il bernoccolo dell’organizzazione darà ancora una volta i suoi frutti.