Giu 01 2007

E sangue sia.

Published by Maurice at 00:05 under Mass media, Costume & Società

Volevano il sangue? Sono accontentati. Non mi riferisco ai francesi che preferiscono la carne appena scottata, ma a Bruno Vespa ed Enrico Mentana, a cui piace il sangue caldo da bere a grandi sorsate. Mercoledì sera vanno in onda in contemporanea Porta a Porta e Matrix, stesso argomento, il delitto di Marsciano. Stessi filmati, stessi personaggi, più o meno stesse interviste, stesso stile. grissom.jpgTutti sono scandalizzati dalle vicende di questi giorni, dalla violenza che esplode così prepotentemente tra le pareti domestiche, come se non fosse mai esistita. Mancava solo il fatidico "dove andremo a finire?". Da Vespa. Una dracula in gonnella intervista il fratello della vittima, il sindaco e compaesani vari: "Ma quella famiglia era un clan?", "E’ vero che era un clan chiuso?", "Un clan dove la legge è quella del maschio violento e padrone…" L’immagine che ne viene fuori è una società maschilista, dove vige la legge della violenza più barbara sulla donna, chiusa in se stessa e omertosa ("Ma lo sapevate delle violenze su Barbara?" "Perché non avete portato via Barbara ed i figli dal marito?" "Possibile che non sospettavate nulla?"). Da Chicco Mentana. Le parole meditate e sagge dello zio vengono tacciate dal conduttore come troppo buoniste, troppo comprensive nei confronti del cognato presunto uxoricida. In entrambe le trasmissioni il messaggio che emerge è chiaro: troppa violenza, ma per fortuna che c’è, anzi vediamo di scovarne altra, ché alza l’audience e ci guazziamo felici. Eccoli serviti i signori del thriller-show: qualche ora dopo le trasmissioni a Mezzolombardo, alle porte di Trento, una tranquilla signora assassina tranquillamente la propria bimba di 6 anni. Invece di svegliare la piccola Maria Lisa con un bacio per andare a scuola, la prende a coltellate e la finisce, chiama tranquillamente il marito perchè la bimba non sta bene, ed aspetta l’arrivo dei carabinieri. Splendido, altra trippa per cani. Non voglio insinuare, nemmeno lontanamente, che il nuovo delitto sia figlio di Rai1 e Canale5, ma è un dato di fatto che certi fatti di cronaca nera hanno un effetto domino o, come dicono gli esperti, un processo emulativo che si fonda sull’amplificazione che i media danno ai fatti stessi. Inutile ricordare la stagione dei sassi sulle autostrade, certo è che quando se ne fa ‘na cacciara, menti più deboli non ci pensano due volte a non condannare come aberranti certi comportamenti, li giudicano anzi "normali", e come "normali" li emulano. Sono contro la censura tout court, ma in po’ di maggiore prudenza non ci starebbe male. Ci lamentiamo della maleducazione, dell’arroganza, della violenza, della mancanza di regole, dell’eclissi della religione e dei valori. Siamo seri, finiamola di lamentarci e sfreghiamoci le mani: tutto questo ci piace. Ci piace leggere pagine e pagine sui delitti nostrani, vedere foto e sequenze di corpi dilaniati, dibattiti politici che solo un secolo fa sarebbero finiti in duello. Godiamo a vedere tette e culi al vento dimenarsi a tutto schermo, Quentin Tarantino è un mito, il massimo dell’ascolto si ottiene quando due stronzette (parlamentari o veline non importa) si prendono per i capelli. E se è vero che finiscono tutti in gloria, è pur vero che non manca mai il telefilm noir quotidiano in prima serata E’ questo che assumono i nostri figli, ogni giorno, ogni ora, assieme alle merendine ed in sostituzione delle archeologiche favole o dei paleolitici libri per ragazzi. Anche Mitridate assumeva ogni giorno qualche goccia di veleno per immunizzarsi. Di cosa ci meravigliamo, dunque? Il peggio deve ancora venire, con grande piacere di Vespa e Mentana.

8 commenti a “E sangue sia.”

  1. Losteil 01 Giu 2007 alle ore 08:41

    Lo spettacolo della nostra tv è deprimente, mi rifiuto di guardare quelli che una volta erano chiamati “programmi di approfondimento” i telegiornali sono decenti per i primi 10/12 minuti poi sembrano “chiacchiere da ballatoio”.
    Non ti dico poi i dribling da fare con il telecomando, quando hai un bimbo di sei anni in casa.
    E qualche ministro si preoccupa di oscurare internet ai giovani ? Fatemi il piacere….
    Stammi bene Red

  2. Lucil 01 Giu 2007 alle ore 09:49

    Oltre a quanto detto da Voi, quello che trovo veramente inconcepibile è che ormai la voglia ed il bisogno di mettere tutto in esposizione nella piazza telematica ci sta travolgendo tutti.
    Posso capire (ma non giustifico assolutamente, perchè fanno a dir poco schifo) i giornalisti. Ma i protagonisti no. Prendiamo Rignano, come esempio. Indagini aperte, situazioni non chiare, bambini coinvolti … eppure ecco lì, accusati, genitori accusatori, genitori innocentisti, tutti lì a parlare e sproloquiare in TV, a dire, a farsi vedere, io ci ho ragione e tu no, etc.
    Ma un pò di pudore, no eh? Per non parlare del rispetto che credo sia ormai una parola desueta.
    Hai cose da dire che ritieni utili alle indagini, allora vai dagli organi inquirenti. Altrimenti prego andare, che di gogne (mediatiche o no) non se ne ha certo bisogno.
    Però poi capisco che questo è ormai il risultato di anni di bombardamento sempre più fitto. Tra le Marie, i TG sempre urlati e le Vespate/Mixerate siamo arrivati a questo … processare tutti e tutto in diretta TV, senza garanzie di nessun tipo e spesso senza o con poco contradditorio.
    E, incredibile, tutti (accusatori ed accusati) si sottopongono a questo con una partecipazione che fa capire che ormai un tale comportamento è quasi nel DNA. Gli piace …
    A me invece piacerebbe tanto che la smettessero, ma non sarà così. Ed allora sempre più spesso smetto io. Click!

  3. Callistail 01 Giu 2007 alle ore 10:44

    Una sera ho sentito Mentana parlare sull’argomento in una delle mille puntate dedicate a Cogne. Si difendeva dalle accuse di “sguazzatore nel torbido” dicendo che la gente vuole sapere. Forse più “click”, come dice Luc, aiuterebbero a fare una tv migliore?

  4. La conigliail 01 Giu 2007 alle ore 11:04

    Concordo, ci piace il sangue, siamo morbosamente attirati da questi delitti e sembra quasi che la gente li faccia per puntarsi addosso il mirino dei media…Che triste mondo…

  5. La Meringail 01 Giu 2007 alle ore 15:49

    Eh, parole sagge, caro mio.
    Io sarei tra i giustizialisti. E a proposito di processi mediatici, sarei per mettere in carcere e buttare la chiave anche col solo sospetto di pedofilia. Certo però c’è un problema.
    Il noto mediatico penalista che si chiama come una splendida città siciliana e che notoriamente PERDE regolarmente tutte le cause che fa, almeno in tribunale - se conta ancora qualcosa -, ha preso la difesa di alcuni genitori di Rignano. E questo mi puzza. Perché o lui ha fiutato la vittoria processuale (la qual cosa, come ho pocanzi scritto, è assolutamente impossibile per lui), oppure ha da saldare il conto dal parrucchiere e quindi deve investire qualche altro trilione di minuti in televisione per mettersi a paro….
    Questo mi dà da pensare per quei poveri genitori….

  6. popaleil 01 Giu 2007 alle ore 18:19

    Questa alla fine è disinformazione e talk show di basso livello, ma continuano a farlo passare per “approfondimento”.

    Devo ammettere che in questi casi sono felice di perdere a cuscinate con Morfeo e a quell’ora viaggio per altri lidi ;)

  7. musa capricciosail 04 Giu 2007 alle ore 13:54

    Ma all’italiano medio quanto piace la tragedia! Non immaginate i vicini, organizzati in capannelli, che sono stati su fino a notte inoltrata in quel di Mezzolombardo. Per cosa, poi, se non pettegolare sull’accaduto?

  8. rubenil 04 Giu 2007 alle ore 14:39

    Il capostipite è stato il Fede della guerra del Golfo, quando ha coniato la sentenza “il soldato è come il maiale: non si butta via niente”. Poi la situazione è degenerata orrendamente. E’ proprio vero: si stava meglio quando si stava peggio… almeno Fede era UNO!

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