Giu 18 2007
Un tranquillo mese di noia
E’ un periodo così. Assomiglia a quei minuti in cui il sole scompare dietro le nubi, il cielo diventa sempre più nero, il vento si placa, cresce l’umidità, il barometro precipita, in lontananza si vedono i fulmini che si scaricano a terra, ma ancora non succede nulla.
Sta per scatenarsi il temporale, tutto è sospeso, ma ancora non si decide a piovere, in senso metaforico s’intende, perché di acqua vera dal cielo ne abbiamo vista anche troppa in queste ultime settimane. Basta guardare giornali e tg per rendersene conto: sette notiziari persi sulle piste di Linate a rincorrere lepri e conigli selvatici. Perfino lo sport domenicale latita. Un Gran Premio che comincia a diventare noioso (già è noiosa di per sè Indianapolis), il campionato di calcio ormai seppellito, il mercato che si nutre solo di voci, un Capello che salva la propria sedia all’ultimo minuti (machissenefrega). Aprendo Internet mi compare Repubblica che, ha ragione Berlusconi, sta diventando sempre più un giornale di gossip: a fianco di una striminzita colonna di pseudo-notizie, ce n’è un’altra dedicata a:
- il Siena di basket
- l’europeo dell’Under 21
- Biaggi che cade
- le foto del golf
- le foto delle mongolfiere
- le foto di un matrimonio a Seul
- le foto di castelli di sabbia
- le foto dell’infiorata
- le foto di Bali
- le foto dei tatuaggi
- gli appuntamenti per il fine settimana
- le foto delle strade
- le foto dell’India
- il dopo ciclone di Mestre
- le nuove vergini
- il gossip al mare.
Levato lo sport e le immagini, rimane un solo argomento di informazione, che è quella che si cerca su un giornale in rete. Questo è quello che passa il convento. In questo minestrone fatto dei peggiori scarti della cucina, mi chiedo cosa proporre ai miei clienti in questa stanca giornata di un lunedì né di stagione turistica né di fuori stagione. Dovrò abbandonare a metà il servizio per la riunione di Club. Spero che almeno questa porti un po’ di aria fresca: il trovarsi assieme ad altri colleghi in genere porta idee, spunti, materiale da elaborare nella propria realtà, dati con cui confrontarsi, argomenti da far propri, opportunità da cogliere. La cosa peggiore sarebbe buttar via tre ore in cahier de doléance, pianti di Gerico e accuse a tutti e a nessuno, parole di circostanza dei soliti tromboni, senza un minimo di costrutto. Rimangono foglietti in giro per il tavolo che dovrebbero essere buttati, modelli TFR in scadenza da riempire, l’ultimo numero della rivista professionale da leggere, un progetto di casa da ristrutturare quando ci saranno i soldi, piccoli interventi di manutenzione domestica su cui intervenire finalmente, il ricettario da sistemare, cd da masterizzare, rullini di foto da scattare prima che scadano. Su tutto aleggia la bassa pressione, ed il temporale liberatorio non si decide a scatenarsi. Come dice Jack Reacher, nell’ultimo libro di Lee Child che ho appena finito di leggere, quando non sai cosa fare, aspetta.




























Buono, come consiglio. Ho proprio una cosuccia da niente in cui lo posso calare. Bene dunque ad “Urbi et Orbi” da sabato scorso ho finito di sbattermi per quella cosa, e adesso aspetto. Me lo ha detto Red. Grazie
Loste (Marco)
anche a me mi sembra una buona riflessione/consiglio “se non sai cosa fare, aspetta”. Bella proprio.
oddio : “a me MI sembra …” 4 !!! (ma m’è scappato ;^)
Sulla chiusura del post sono daccordo. La variante è: quando stai cercando qualcosa, fermati, quello che cerchi ti troverà.
Bacio