Giu 24 2007
Ordine, perdio!
Sono molto contento. Non ho vinto niente, anche perché non gioco, ma ho fatto una piccola cosa che funziona. Costretto da Aidi, cioè da mia figlia che è passata dal pc al Mac, a cambiare il modem USB con un altro Ethernet per permettere anche a lei di usare la rete (quando finirà la sessione di luglio di esami e tornerà all’ovile), e geloso del mio tavolo che non voglio condividere con altre postazioni, sono riuscito - al terzo tentativo - a configurare il nuovo modem plag and play (?), a collegarlo al router ed infine ad attivare il mio pc con la trasmissione wireless (senza fili).
A valle di tutto questo nuovo sistema si è presentata una questione. Sul mio piccolo tavolo trovano posto in senso orario, oltre al pc, lo scanner, un altoparlante, il modem, il masterizzatore cd, il router, il secondo altoparlante, la multiporta USB ed infine la stampante. Molti di questi aggeggi hanno un alimentatore, e comunque una spina, più tutti i cavi che collegano i vari pezzi fra di loro: sembrava un salice piangente elettrico di fili che scendevano dal retro del tavolo. Insomma, un gran casino ed una vera schifezza. Preso dal raptus della sistemazione informatica ho deciso di affrontare il problema fili: ho acquistato un’altra ciabatta ed una canaletta copri fili. Su una ciabatta con interruttore ho sistemato modem e router, così da poterli spegnere esternamente con un solo colpo, sulle altre due ciabatte ho sistemato tutte le altre spine; nelle canalette sono entrati molti degli antiestetici cavi, ed ora ho una tavolo - e soprattutto un retro e un sotto - pulito ed organizzato. Wow! Mi resta ancora un’appendice da sistemare: devo trovare un posto in cucina dove posizionare in comodità e sicurezza il mio vecchio portatile. E’ uno strumento utile per gestire il ricettario, la cella e la cantina, eliminando il cartaceo. Non è un’impresa facile perché, come dicevo qualche tempo fa, la mia cucina è come la sottocoperta di un dodici metri, con ogni centimetro quadrato sfruttato al massimo. Tranquilli, però: datemi ancora qualche ora e il bernoccolo dell’organizzazione darà ancora una volta i suoi frutti.



















































