Giu 28 2007
Miracolo ad Assisi
Che il sushi in Occidente sia una moda, non è un mistero. Che fra le mode, sia una delle più gustose e ricche dal punto di vista nutrizionale, è una sorpresa sempre benaccetta. Che pochi sappiano realmente distinguere un buon tonno piuttosto che una cernia od un salmone, beh, questo è un bel problema e solo una maggior diffusione dell’informazione ed un minor pregiudizio potranno risolvere.
A Santa Maria degli Angeli, nota ormai come campus universitario di Assisi, nasce Le Cirque, locale ristrutturato a puntino tra il panorama non sempre accattivante dell’hinterland perugino. Non è l’entrata sfarzosa a farla da padrone, ma i cromatismi più che azzeccati: viola mirtillo per l’area sushibar, rosso rubino per l’enoteca e lo stile più familiare per la pizzeria al piano sovrastante. Davanti ai due cuochi brasiliani con le mani nel pesce crudo, la luce è sapientemente dosata in lampade di carta di riso che va a creare un’atmosfera di vero convivio, unitamente a tavoli di noce chiaro, a sedie e bancone bianco con rifiniture colore dell’oro.
Ebbene sì, cuochi carioca, tutti di nippo-style vestiti. Il che potrebbe formare una curiosa dissonanza. Ogni dubbio viene fugato al primo assaggio di tonno e salmone aromatizzati con aceto di riso e sakè, cullati in salse leggerissime di frutta tropicale, con un tocco di bosco: chiodini poco più piccoli ma molto più saporiti dei nostri giallerini.
E questo è il tocco caraibico. Si passa poi a un vero tripudio di sushi, sashimi, uramaki, uniti all’immancabile wasabi ed alle scaglie di zenzero per sciacquare la bocca tra un pesce e l’altro, in assoluto rigore giapponese. I maestri brasiliani hanno ben imparato il taglio dei migliori pesci crudi, hanno abbracciato l’amore per il mare e quello per mango, arancia, sesamo e cetrioli, dando di tanto in tanto un tocco flambé che crea in bocca una meraviglia di consistenza e sapori che fanno pensare a quanto la globalizzazione sia un fenomeno di gusto globale, altroché.
Immancabile il vino di accompagnamento, il vino bevuto dai giapponesi in alternativa al sakè, che proviene da un vitigno spagnolo, chiamato Oroyo. Per chi non apprezza, non c’è che l’imbarazzo della scelta dato dall’enoteca ricchissima, dove il cicerone è anche patron di questa splendida opera, Livio, classe 1970, che non intende fermarsi a Santa Maria. Ha in progetto altri 11 locali, una catena che si estenderà non solo in Italia, ma in tutta Europa, e non in 10-20 anni: si dà 24 mesi di tempo. Perché “non è una questione di soldi, ma di prospettive”. Prossima apertura: Verona.
Perché Le Cirque è un gioco di sapori da tutto il mondo, una giostra che gira sui nostri palati, e non lascia che la testa che gira e il desiderio di risalire per un altro squisito stordimento.
Aidi per Bistrot Chez Maurice S.Maria degli Angeli, PG - 27 giugno 2007



















































