Lug 19 2007
Mortadella di m…!
Passo falso della signora Livia Turco. Nell’intento di rivedere tutta la materia relativa alla sicurezza alimentare, la ministra della Salute sta preparando il relativo Codice; intento lodevole, visto che si tratta della prima opera organica di leggi su questo settore specifico.
Ma, c’è sempre un ma, gli estensori della nuova legge hanno preso un granchio grande come una casa. Fino ad oggi chi attenta alla nostra vita con schifezze od adulterazioni varie rischia la galera. I vari chimici dell’enologia che hanno cambiato l’uva con il metanolo, i salumieri della mortadella allo sterco, i casari del mascarpone al botulino si sono beccati la giusta condanna al sole a scacchi. Nel nuovo testo - per fortuna non ancora approvato - sparisce la pena detentiva finché non ci scappa il morto, e l’ammenda arriva al massimo a centomila euri. Sinceramente mi pare una presa per i fondelli. Pensiamo che un giorno il commedator Barilla decida di fare le tagliatelle alla segatura, o che Giovanni Rana ci metta un po’ di residui nucleari nei ravioli ai funghi, o che il signor Ferrero lanci la Nutella al silicone: centomila bigliettoni sono bruscolini per tipi del genere. Ma c’è un corollario a questa depenalizzazione. Fino ad oggi i Nas - Nuclei Anti Sofisticazioni dei Carabinieri - se trovavano un prodotto non conforme (adulterato, contraffatto, avariato) potevano procedere immediatamente al sequestro di quel prodotto e, su ordine della Magistratura, anche su tutto il territorio nazionale, quello che sta succedendo in questi giorni con il Colgate bidone. Se passa la nuova norma il magistrato interverrà solo quando si scoprirà il morto, anni luce dopo che il prodotto è in commercio, con la possibilità quindi che dal singolo morto si passi alla strage. Mi sembra un paradosso, e spero proprio che la ministra intervenga per tempo. Lo stesso Codice alimentare prevede, infine, la multa anche per i giornali e giornalisti che diffondino notizie "suscettibili di creare panico o allarmismo fra i consumatori". Questa invece mi pare una bella novità, alla faccia di chi ci vede un bavaglio alla libertà di stampa. Credo sia arrivato il momento di dare una calmata a chi semina vento per fare scoop: non è affatto vero che il consumatore è adulto, vaccinato, e sa leggere bene una notizia. Fosse vero, non ci sarebbero così tante truffe in giro, a cominciare dalle false email di Bancoposta o di Banca Intesa, ed i navigatori di Internet non sono proprio i più sprovveduti tra i consumatori. Forse, prima di parlare a vanvera di aviaria o di mucca pazza, i signori dei giornali ci penseranno bene due volte in futuro, com’era loro dovere pensarci bene prima.



















































