Lug 26 2007
Sono o non sono il Capitan Uncino?
La disavventura di martedì ha un risvolto positivo: ridotto a Capitan Uncino, sto industriandomi a vivere con una mano sola.
Vivere la normalità è semplice. Devi aprire una coca-cola? Nessun problema: con la sinistra tieni ben salda la bottiglietta, con la destra la stappi, con la sinistra prendi il bicchiere, con la destra la versi, con la sinistra apri lo sportello sotto il lavello, con la destra butti via il vuoto. Ora proviamo solo con una mano: se tenti di aprire la bottiglia con il cavatappi senza nessun fermo, rischi la disidratazione perché non c’è metodo che tenga. Ecco allora subentrare l’ingegno del survival: bottiglia in mezzo alle gambe, ed il gioco è fatto. Tutte le altre attività consequenziali si possono fare tranquillamente con un solo artiglio. Tutto però si dilata. Quello che facevo in un minuto adesso necessita del doppio se non del triplo di tempo. Questo post, ad esempio, è scritto con il solo indice destro, un po’ di pollice (sempre destro) per le maiuscole e le parentesi; saltare continuamente sulla tastiera da una parte all’altra è lungo, oltre che stancante (alla fine avrò un bicipite ed un avambraccio da tennista). Lavarsi è un’altra bella impresa. Si comincia con lo spazzolino: a due mani è semplice, in una l’arnese, nell’altra il tubetto, e via. Con due bisogna intanto appoggiare lo spazzolino sul lavabo, e se è rotondo come buona parte di quelli elettrici, bisogna trovare il giusto punto di equilibrio, addentare il cappuccio e girare con la mano sana il tubetto (quanto adoro quelli con il dispenser, ma in casa mia ormai c’è la ricerca del dentifricio alle erbe o con gli additivi più sbiancanti, e sono tutti no-dispenser), versare la pasta, agguantare con mossa rapida lo spazzolino prima che giri e quindi arrivare finalmente a lavarsi le arcate. E siccome sono uno che sta attento a non sprecare l’acqua, alla fine devo azzannare lo spazzolino come fosse un chupa-chups per poter aprire il rubinetto. Fase due: lavarsi il viso. E’ già più semplice, ma è arduo ottenere una bella schiuma con una mano sola, e soprattutto è difficilissimo sciacquare l’orecchio opposto. Fase tre: farsi la barba. Io uso la schiuma, ma dove metterla se la mano buona è già occupata dalla bomboletta? Semplice, direttamente sulla guancia. Alla fase quattro (lenti a contatto) ho momentaneamente rinunciato, e sono tornato ai vecchi occhiali. Meno problematica è la vestizione, con l’eccezione di calzini e scarpe con i lacci (benedetti i cari vecchi mocassini!) che abbisognano dell’aiuto muliebre esterno, lo stesso che sarà necessario per la doccia (per questa sto già pregustando il piacevole soccorso). Se poi c’è anche il viziaccio del fumo, meglio passare al pacchetto morbido, perchè l’unico modo per estrarre una sigaretta da quello rigido è azzannarla con i denti, anche se sento già la Belladdormentata: un’occasione per smettere,ma… abbi pazienza e compassione per un povero ciancato. Per finire la carrellata uno sguardo ai medicinali. Avendo una frattura esposta, devo prendere l’antibiotico, gli antidolorifici ed il sonnifero per poter dormire abbastanza tranquillamente. Ma qualcuno mi vuol spiegare da che parte inseriscono il foglietto illustrativo? Da qualsiasi parte io apra la confezione, anche la decima volta trovo sempre il foglietto che blocca le pillole. Secondo me c’è una qualche formula segreta che lo fa girare da solo, sempre dalla parte sbagliata.



























