Ago 03 2007
The day after
All’indomani della maturità ho mosso i primi passi nel mondo del giornalismo all’ANSA di Venezia. Il redattore a cui ero stato affiancato era Arnolfo Pacini, corrispondente anche del Giorno, un giornalista serio, puntiglioso.
Fresco fresco degli studi su Manzoni, Leopardi e Foscolo, abituato a riempire quattro facciate di foglio protocollo per portare in saccoccia almeno un 7, mi sono trovato di colpo a dover diventare - come si direbbe oggi - un minimalista. Per un buon mesetto Pacini mi dava un "pezzo" pubblicato su qualche quotidiano, molto spesso il Gazzettino, e dovevo trasformarlo in "stile ANSA": quattro colonne stampate da ridurre a 15 righe. All’inizio mi sembrava impossibile, poi pian pianino ho imparato ad andare alla notizia vera, a buttar via impietosamente aggettivi ed opinioni. Man mano che andavamo avanti nel mio apprendistato Pacini mi insegnava, per esempio, che all’agenzia stampa non si usa mai cadavere, ma corpo, che il protagonista della notizia va indicato con uomo (o donna), età, residenza. Ma soprattutto mi insegnava il senso della notizia: partendo dal classico uomo che morde il cane, mi faceva capire che un morto non fa notizia, purtroppo, ma due sì. Dopo questo tirocinio finalmente ho appreso l’uso del telefono per il giro di nera: tutti i giorni, tre volte al giorno, dovevamo telefonare a Carabinieri, Polizia, Polizia Stradale, Pronto Soccorso dei vari ospedali, Vigili del Fuoco ed altri enti per sapere se c’erano novità. Se tutto era liscio, si metteva un bel NN sulla riga della fonte, se era successo qualcosa di rilevante dovevo avvertire immediatamente il redattore per il servizio. Non si può dire, quindi, che mi manchi il senso della notizia. Per il centenario della nascita dello Scoutismo ho preparato per questo blog un trittico di post che ho lasciato volutamente per due giorni. Insomma, anche se un tempo non fossi stato scout, un avvenimento che ha coinvolto in un secolo quattrocento milioni di persone in tutto il mondo mi sembrava un fatto degno di nota. Il 1° agosto ho passato in rassegna i più importanti giornali online. Il Corriere riportava la foto di Prodi alla cerimonia della Promessa a Roma, ma solo per un commento sulla situazione politica; più generosa Repubblica, che ha fatto un box con le immagini delle cerimonie scout in tutto il mondo e che ovviamente non mi sono fatto sfuggire ed ho pubblicate come slide nel post di apertura. Il giorno dopo nessuna notizia sui quotidiani cartacei. Con una pessima espressione dico che non ci sono più i giornalisti di una volta. Oppure sono tutti in ferie. Oppure, non essendoci sangue e violenza, la notizia non vale la pena di essere data. Per finire in bellezza ringrazio tutti gli amici (e non) che in questi tre mesi e mezzo dalla ripartenza con un contatore ufficiale hanno visitato diecimila pagine di questo blog. A qualcuno interessa, dopotutto.



























