Archive for Agosto 6th, 2007

Ago 06 2007

Cari amici vicini e lontani

Published by Maurice under Mondo Web, Mass media

Se elimino i 9 post di Jo, il mio feed mi segnala che sono solo 7 i post non ancora letti tra ieri ed oggi, e non sono pochi gli RSS dei blog marcati. Tutti al mare, quindi, senza computer, a far riposare anche le dita dopo un anno di digitazione frenetica. good-morning.JPGQuesta considerazione mi fa tornare alla mente i discorsi di qualche sera fa con una simpatica coppia di clienti, lui prof all’università, lei prof al liceo della stessa città. Nel fresco dopocena ci siamo ritrovati a dare giudizi sulla grafomania imperversante: "la gente scrive troppo, purtroppo" diceva il prof, anche quando non ha nulla da dire. E citavamo e ci ritrovavamo perfettamente concordi su fenomeni di vendita contemporanei. Camilleri - non me ne abbia l’amica Betta - è illeggibile da chi non è siciliano, diamolo per letto e diciamo che è bravo. Faletti farebbe bene ad eliminare il correttore automatico dal suo Word e dovrebbe cercarsi un editor che lo corregga a mano da cima a fondo ("si alzò al fine di prendere un libro"). Melissa dovrebbe andare a lavorare sul serio. E fermiamoci qui con l’elenco sui "fenomeni" editoriali degli ultimi tempi. Un’occhiata ai blog. Anche se Musa non è d’accordo, mi rifiuto di commentare quelli che hanno già una fila come al pronto soccorso di commenti: quasi sempre sono fuochi fatui che non fanno la minima luce. Anzi, da tempo ho eliminato sia i link sia il feed dei blog troppo gettonati: alla fin fine mi sembra solo un gioco di chi arriva per primo, ed i primi della classe mi sono stati sempre un po’ antipatici. La smania di protagonismo o presenzialismo, che va di pari passo con la grafomania, è quanto di più distante può esserci dal mio modo di pensare e di vivere. Qualche secolo fa, alla mia terza esperienza in una radio, dopo tre mesi di conduzione di un programma annunciai ai responsabili dell’emittente la mia volontà di chiudere il programma stesso, troppo pesante per essere condotto tutte le sere da solo, in diretta, con la ricerca continua di testi nuovi per riempire un’ora e mezza di trasmissione. Sembrava una bestemmia: rinunciare al microfono quando tanti altri avrebbero fatto le carte false solo per entrare in sala trasmissione. Mi dicono che in Rai vi sia un trojaio (il toscanismo esprime al meglio il concetto). Pur di varcare il cancello di via Asiago o di Saxa Rubra tutti sono disposti a tutto (Corona e Mora sono dei chierichetti al confronto). Ma il discorso vale anche per Mediaset. Mi raccontano che un giorno un baldo giovane si presenta a chi di dovere (capostruttura o altra benemerita figura dotata di potere, non so, non sono dentro alla gerarchia geopolitica della tv pubblica). "Cosa fai?" chiede il boss. "Niente". "Cosa hai fatto?" "Niente". "Che studi hai fatto?" "Nessuno". "Perché sei qui, allora?" "Mio padre mi ha detto di venire da lei per lavorare". "Hmmm. Ho capito. Portami un curriculum". "Ma cosa ci scrivo nel curriculum?" "Scrivi: autore". Non so se sia una storiella metropolitana o un fatto vero. So che chi me l’ha raccontata è un autore Rai. Siamo ben messi.

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