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Ago 08 2007

Sale q.b.

Published by Maurice under Donne, Costume & Società

Ho sempre sostenuto che le democrazie nordiche sono qualche passo avanti rispetto a tutti gli altri popoli, e se non fosse per le loro lingue impossibili forse non sarei qui a scrivere questo post. La notizia di oggi conferma ed aumenta la mia stima per quei popoli e mi renderà odioso alla metà del cielo dei blog. Il governo norvegese, non Men’s Health, ha istituito una commissione di saggi per discutere e decidere le misure opportune per le pari opportunità maschili. brigata-2.jpgChi mi segue da tempo penso non abbia dubbi sulla mia ferma convinzione che il Padre Eterno, o Madre Natura per chi non crede, ha fatto l’uomo e la donna diversi e complementari, ma di pari dignità a tutti gli effetti, dando ad una parte ed all’altra diverse funzioni per la generazione e la conservazione della specie. Non sto qui a ripercorrere tutto il percorso femminista, dalle suffragette ad oggi, perché mi viene la nausea a ripensarci. Non più tardi di tre giorni fa Jo, recensendo un libro, tornava sull’argomento ed io commentavo: "Senza aver tante lauree, io da tempo vado sostenendo che la coppia etero non ha futuro. Sempre più la donna farà da sola, in aperto antagonismo con l’uomo; da qui sarà sempre più diffusa l’omosessualità femminile". Ora la Norvegia, per prima, si è accorta che i veri discriminati sono gli uomini. Si potrebbe obiettare che, come in tutte le cose, da un eccesso si passa all’estremo opposto, per trovare infine una soluzione equa per tutti. Se fosse così mi starebbe bene. Come diceva Kierkegaard (guarda caso nordico anche lui!), bisogna toccare il fondo per resuscitare a nuova vita, ma ho la vaga impressione che - soprattutto da noi - il cammino sia ancora molto ma molto lungo. Quindi non resta che aspettare, sperando che almeno i miei figli vedano una nuova era. Nel frattempo è balenata nel mio bacato cervello una ipotesi: non è per caso che la vera guerra dei sessi sia sempre stata una guerra all’interno del sesso femminile? Guerra fra madre e figlia, tra figlia e madre, tra nuora e suocera, tra suocera e nuora, tra collega e collega, per determinare la supremazia del potere femminile nella società? E che la guerra tra uomo e donna non sia nient’altro che un diversivo dal vero obiettivo? Perché, diciamolo onestamente, di potere l’uomo ne ha avuto e ne ha ben poco: la donna fa finta di essere scelta, ma sappiamo benissimo che è lei che sceglie lui, che anche il più macho alla fine fa quello che vuole lei, sempre. Negli ultimi tempi, poi, l’uomo - già rincitrullito per suo conto - ha deciso di catturare la donna entrando nel suo stesso campo: via i peli superflui, avanti con il bisturi e la plastica, orecchini e trucco (non scherzo: una volta la mia estetista mi ha proposto lo smalto alle unghie e il rimmel). Pari opportunità, almeno in Norvegia, anche per l’uomo, dunque. Forse si sono accorti che una donna imbecille che comanda fa gli stessi danni di un uomo imbecille. Non è questione di X o Y, è sempre e solo questione di sale nella zucca. Come si dice in cucina, sale q.b.: se non ce n’é sia il riso sia la minestra sono insipide.

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