Ago 28 2007
Tu vuoi fa’ l’americano
Il caldo agosto nostrano è stato scosso da una serie di omicidi, e quello di Chiara Poggi continua a tener banco nell’apertura dei giornali e dei tg. Ieri nuova incursione dei RIS nella villa di Garlasco alla ricerca di nuove tracce. Capisco che questo reparto super specializzato sia giovane e che, quindi, incuriosisca come non mai un’opinione pubblica
abituata fino ad ieri ai metodi alla Maigret o alla Montalbano, ma se vogliamo copiare gli americani facciamolo bene. Mi chiedo: o chi ha fatto il primo sopralluogo immediatamente dopo il delitto era un incompetente - lasciando dietro di sè montagne di indizi e di tracce non rilevate - o non si può tornare dopo due settimane sulla scena del crimine che, nel frattempo, potrebbe essere stata inquinata abbondantemente, come Cogne insegna. Sembra di assistere a scene già viste, come quel chirurgo che riapre il paziente perché si è dimenticato dentro una garza od una pinza: in certi casi l’approssimazione non è ammissibile. Lincoln Ryme, Kay Scarpetta e Tempe Brennan - per non parlare dei vari CSI, che ben conosciamo - insegnano che quando si entra nella scena del crimine si porta via tutto, non si tralascia niente; il luminol si usa anche a distanza di anni, sì, ma solo per scoprire tracce di sangue cancellato. A Garlasco la scena era "calda", non ci si poteva dimenticare qualcosa dietro. Vogliamo fare gli americani anche noi? Occhei, facciamolo seriamente però. L’altro fatto di cronaca nera è il duplice omicidio dei coniugi Pellicciardi, custodi della villa di Gorgo al Monticano, vicino a Treviso. Che fine hanno fatto le indagini su questo caso? Perché non se ne parla più? Le risposte potrebbero essere molte, una peggio dell’altra. Prima. E’ più pruriginosa una giovane ragazza uccisa che due anziani seviziati ed assassinati. Con tutto il massimo rispetto per loro e per le famiglie, un bel corpo di ventenne colpisce molto di più la fantasia rispetto a due persone di una certa età. Seconda. I coniugi Pellicciardi non avevano familiari da incolpare e da sbattere in prima pagina, quindi chi se ne importa. Terza, corollario della seconda. Siccome - dicono - la maggior parte degli omicidi è compiuta nell’ambito della famiglia, è molto più facile (pensare di) sparare nel mucchio, sicuri che qualcuno si colpisce di certo. Dove non c’è mucchio, dove mirare? E su questo sorgono altri dubbi. Personalmente penso che chi ha stilato le statistiche sugli assassinii si sia basato sugli omicidi risolti, non sul totale dei reati, comprendendo anche quelli archiviati senza prendere i criminali. Se il 70 percento è stato compiuto da un familiare, questa cifra non comprende tutti gli omicidi, ma solo quelli scoperti, quindi è destinata a scendere notevolmente, se pensiamo che solo una piccola parte dei crimini viene giudicata. Ecco che allora - sulla base di cifre falsate - la pista n.1 è sempre e comunque quella della famiglia. Visto che a Treviso l’unico parente è la guardia giurata - che, massimo della sfiga, ha raccolto al centralino la prima telefonata del collega che aveva scoperto il delitto - che ha quindi un alibi di ferro, e non essendoci altre piste, il caso finirà nei cold case.

















































