Set 10 2007

Carré d’agnello e vellutata

Published by Maurice at 00:05 under Ristorante

La normalità è quello che statisticamente succede di più? O è normale anche quello che succede di meno? Me lo chiedo guardando i tavoli del mio dehors, desolatamente vuoti in questa domenica settembrina, con il sole che gira dietro l’angolo di casa in un cielo quasi blu e la costa della montagna vestita a festa. L’aria è frizzantina, ma si sta da papi a pranzare ancora fuori, tanto che non solo una temeraria coppietta di ventenni o poco più, ma anche una signora con papà ottuagenario preferiscono sedersi all’aria aperta. Non do loro torto: avremo tempo fino a Pasqua per chiuderci in casa. Passa il Karl (v. pagina delle persone del Bistrot) per un aperitivo e giro la domanda iniziale a lui: "Strunz, secondo te, è normale quello che succede di più, o no?" Guarda sotto la maglietta e mi dà la classica risposta ideologica: "Secondo te è normale che sei anni fa la maggioranza degli italiani abbia votato il governo che abbiamo avuto?" "Lascia stare la politica. Volevo dirti: è normale settembre con questi vuoti di gente, o è normale agosto con le folle che riempono le piazze?" E’ già partito NCIS, lunedì ricomincia Il Ruggito del Coniglio, poi a seguire Quelli che il calcio, poi l’Isola dei Famosi, poi le varie serie di telefilm: ritrovare in radio ed in televisione le voci e le facce note dei nostri eroi e delle nostre eroine, è come tornare a casa dopo un lungo viaggio durato qualche mese. E’ questa la normalità. Ritrovare i luoghi ed i riti di tutti i giorni: storme di bambini e ragazzini con gli zaini in spalla alle 8, le solite signore che si fanno il caffè a metà mattina, la passeggiata in piazza a metà pomeriggio delle mamme con carrozzine e passeggini, il giro di bianchi prima di cena, poi tutti a casa, aspettando la prima neve e le auto con i portasci. E saremo già a Natale. agnello.jpgNella mia cucina il passaggio dall’eccezionalità alla normalità si annuncia con la pulizia dei frigoriferi. Con i grandi numeri i frigo sono sempre pieni, pronti a tutte le evenienze. Un roast-beef? Siamo impazziti? Dobbiamo averne almeno tre. C’è mezza vaschetta di vellutata? Ma me la fanno fuori in cinque minuti, mettiamone su un’altra pentola. Adesso apri il portellone del frigo, tiri fuori un contenitore di policarbonato, guardi dentro, e butti via, non è più fresco. Quanti maialini da latte facciamo? Bastano quattro. Quanti carrè di agnello abbiamo? Tre? Bastano fino alla fine della settimana, non serve ordinarne di nuovi. Non sono mai contento. Con gli straordinari di luglio ed agosto ti alzi al mattino, scendi in cucina, spadelli, butti fuori piatti a ripetizione, levi il grembiule, vai a riposare, ridiscendi in cucina, rispadelli, ributti fuori piatti, risali a casa e vai a letto. Tutto senza soluzione di continuità, senza giorni di riposo. E non vedi l’ora che sia tutto finito per tornare alla normalità. Riecco la normalità, e ti interroghi dove siano finiti tutti, incavolandoti per la roba che bisogna buttar via. Ma c’è un risvolto positivo. Dopo tre mesi cominciano ad abbassarsi le pile di riviste e di libri lasciati lì in attesa di essere letti, spariscono pian pianino bigliettini vari, memo e post-it, c’è finalmente tempo per metter mano a quei progetti abbozzati in un momento di genialità e lasciati decantare come un buon pinot nero. Adesso lo degusteremo in tutta calma, meditando.

Ecco il primo commento a “Carré d’agnello e vellutata”

  1. La conigliail 10 Set 2007 alle ore 11:52

    questo di settembre è un periodo così strano…che davvero non so definirlo! Normalità? stranezza allo stato puro. Forse a novembre mi stabilizzerò…

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