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Set 12 2007

Una cartolina dal Qatar

Published by Maurice under Ristorante, Costume & Società

Il Capo stamani mi capita in cucina con una cartolina che ritrae una vecchia imbarcazione sullo sfondo di grattacieli futuristici: "Guarda chi ha scritto!" e mi porge il biglietto. Sono Gianluca e la gentile fidanzata che mi mandano i saluti da quella "terra calda e umida" ricordando "quella magnifica serata di giugno", quando cenarono da me (uso le loro parole, sicuro che non me ne avranno, se infrango la privacy). cartolina.JPGMi basta poco, perché sotto sotto sono una persona sensibile: mi fa star male leggere un commento anonimo di un Cliente Offeso o di un Ex Cliente. Dove avrò sbagliato? Come posso aver offeso il cliente? Perché è diventato un ex cliente? La mia formazione cattolica, prima, ed il mestiere, poi, mi hanno inculcato il principio di cercare prima di tutto dentro di me le cause di qualcosa che non va, ed in seconda battuta di allargare lo sguardo attorno ed al di fuori di me. E’ tanto tempo che non vengono più Tizio o Caio: come mai? L’ultima volta che hanno cenato sono andato a salutarli? Mi sono preso troppe libertà? Non li abbiamo trattati bene? Se a tutte le domande rispondo no, vado allora a verificare altri elementi, e magari scopro che si sono separati, che hanno venduto la casa che avevano qui, che vi sono altri motivi di abbandono. Allo stesso modo una cartolina mi riempie di gioia e mi regala una gratificazione inattesa, tanto più gradita quanto più inattesa. E’ un po’ come quando si va in vacanza. Si conoscono altre persone, si passano belle giornate insieme, e quando si parte ci si promette di ritrovarsi, cosa che non succede mai. Forse una telefonata dopo qualche giorno dal rientro, e poi ognuno se ne va per la sua strada. Ma se un giorno, senza preavviso, torna a farti visita un amico di vacanza, allora la gioia è immensa perché porta con sè il ricordo di bei giorni insieme. Una cartolina è un semplice pezzo di cartoncino. Tra sms e email ci stiamo dimenticando di questo splendido pezzo di carta. Anche fosse senza una parola, anche se ci fosse solo una firma, una cartolina da sola vuol dire: ti ho pensato! In mezzo ai mille impegni di divertimento o di lavoro ti ho pensato. A migliaia chilometri di distanza ti ho pensato. Sei un mio amico (o il mio amore) e ti ho pensato. Ho speso denaro e tempo per acquistare questo biglietto e scrivertelo, ho impiegato una frazione della mia vita per te. Senza parlare dell’emozione di ritrovare in mezzo ad un libro una cartolina di anni ed anni fa, come è successo a me con un biglietto di Michelle, un’amica di penna di Rouen dei tempi del liceo. Riemergono allora in una sola immagine anni di ricordi, di sensazioni, di musiche, di luoghi, di persone che avevamo relegato in un angolino recondito della memoria, e che la memoria ci restituisce integre. Grazie Gianluca. E se mi leggete, mandatemi il vostro indirizzo in qualunque parte del mondo vi troviate.

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