Set 13 2007
Peperoncino? Sì, anzi no.
Dedicato agli uomini e alle donne che ci tengono ai propri uomini. Scienza e salute, quindi scienza e cucina, e cucina e letto. Non parlo di cucina molecolare, ma del contributo della ricerca scientifica moderna alla salute, suggerendo dei canoni anche per una corretta alimentazione, sfatando molto spesso luoghi comuni che sono durati secoli.
Il peperoncino. Da sempre gioia e delizia per certuni, il primo afrodisiaco per uomini in cerca di potenziatori naturali.
Il frutto viene consumato fresco, essiccato, affumicato, cotto o crudo. Oltre alla sua capacità di bruciare il palato, si utilizza anche per aromatizzare, nonché per fare salse piccanti. Nelle specie piccanti, la capsaicina (che è il principio attivo della "piccantezza" del peperoncino, NdR) si concentra nella parte superiore della capsula, dove ci sono ghiandole che la producono, diffondendosi poi lungo la capsula. Al contrario di quanto si crede comunemente, non sono i semi, ma la membrana interna, la placenta, che contiene la maggior parte di capsaicina: quindi è quasi inutile togliere i semi per ridurre la piccantezza del frutto, mentre è consigliabile togliere la placenta. In Italia il peperoncino è ampiamente usato e alcune regioni ne hanno fatto la base dei propri piatti regionali, come la Calabria, con la famosa nduja, la Basilicata e in generale tutto il Sud peninsulare. Una varietà italiana poco piccante, i peperoni di Senise, ha ottenuto il marchio IGP dall’Unione Europea.
Per chi volesse saperne di più, rimando alla pagina di Wikipedia, molto esauriente sull’argomento ma - come si scoprirà - anche questa legata a diversi luoghi comuni. L’allarme, invece, arriva proprio oggi dalla Società Italiana di Urologia che avverte che l’abuso di peperoncino provoca il tumore alla prostata, il più grave dei tumori dopo quello ai polmoni, con 7 mila morti all’anno su 46.400 uomini colpiti ogni anno in Italia. E se, poi - vista la correlazione tra cibo e sesso - uniamo all’uso smodato del peperoncino anche una scarsa attività sessuale (ma anche il coito interrotto), il gioco è fatto. Attenzione quindi, come dice la mia figliola erborista, che non tutto quello che ci fornisce Madre Natura fa bene. Sembra faccia meglio, nel caso specifico, la chimica. E’ di pochi giorni fa un’altra notizia secondo la quale il peperoncino sintetico - il Viagra, per capirci - oltre ai noti effetti primari farebbe bene anche all’affettività in senso lato. Secondo una ricerca recentissima gli uomini che usano il Viagra sarebbero molto più affettuosi con le loro partner: non sesso mordi e fuggi, ma bei rapporti conditi con carezze, attenzioni e carinità prima, durante e dopo. Per la cronaca questo "effetto collaterale" sarebbe importante per studi ulteriori sul cervello. So già che su questo argomento tutti arricceranno il naso: i maschi perché nessuno (ovviamente) usa il peperoncino chimico, le femmine perché sanno loro come far raffreddare i bollenti ardori dei partner. Io riferisco e chioso quello che ho letto.




















































la notizia sul Corriere dice: “Evitare cibi dannosi alla prostata, anzitutto, quelli che un tempo non a caso venivano considerati afrodisiaci, per il semplice fatto che infiammavano l’area, creando un artificiale impulso al coito: moderazione dunque nel mangiare peperoncino (non più di due volte a settimana, ammonisce Mirone), ma anche birra, insaccati, spezie, pepe, superalcolici, caffè, e aragoste. Vanno bene invece cibi con antiossidanti, dalle carote agli spinaci, dal kiwi alle carni rosse.”
quindi, insieme al peperoncino, ci vanno anche la birra, gli insaccati, le spezie, il pepe, i superalcolici, il caffè, le aragoste.
ma date le proprietà benefiche del peperoncino (e tralascio quanto mi piaccia, va), io rispondo “peperoncino? si, assolutamente si” :)
a me piace tanto il peperoncino ma non ne abuso…sapevo che faceva bene alla pressione…d’ora in poi farò attenzione anche quando cucino ogni tanto nelle pitanze è gradevole
….peperoncino?No grazie! Non mi piace proprio…E ho ancora in testa l’immagine del coniglio quando andammo al ristorante messicano e prese il chili…Lo mangiava di corsa e gli scendeva un rivolo di sudore dalla fronte…a febbraio!!!