Set 25 2007
Anche noi nel mirino
Tempi duri per gli evasori fiscali. Meringa mi fa notare come, in questa parte del mondo, non ci sono Vip che evadono: una provincia modello! Non ci credo molto, ed ho seri dubbi anche su certe attività in zona. Se ci fosse il sistema in uso nella Repubblica della Serenissima, una denuncia nella bocca della verità l’avrei già mandata, ma se si hanno solo sospetti… si va a fare un altro mestiere. Credo invece che nella mia provincia, abitata da timorati di Dio e del Fisco, la GdF e l’Agenzia delle Entrate facciano egregiamente il proprio lavoro da sempre; anche troppo, se è intervenuto il presidente della provincia di Bolzano per denunciare un sistema persecutorio contro i cittadini trentino-alto atesini.
Qualche anno fa, a metà mattina, entra decisa in ristorante una squadra di sette persone sette, armate di valigette; con cipiglio si sono presentati e mancava solo che tirassero fuori le mitragliette. Scherzo ovviamente, ma anche in borghese sembrava un’azione tattica da NCIS. Fuori i libri contabili, fuori i registri, fuori tutti i documenti fiscali degli ultimi anni. Hanno impacchettato tutto, fatto il verbale e se ne sono andati con il malloppo. In coscienza eravamo tranquilli, ma - vista la potenza di fuoco - abbiamo cominciato a fare i pensieri più foschi: qualcosa tireranno fuori. E difatti, qualche tempo dopo, ci è arrivata la contestazione: 70 milioni delle vecchie lirette, tutto compreso, per evasione fiscale! Che cavolo era successo? Cosa avevano trovato? Si dà il caso che comperavamo il pane nel panificio del paese, pagando in contanti ogni giorno a fronte di un bollettino che ci veniva rilasciato di volta in volta; a fine mese il panificio ci mandava la fattura riepilogativa. Tutto a posto, quindi. Col cavolo. Il mio Capo non si è mai premurata di controllare se il totale della fattura corrispondeva ai vari bollettini giornalieri, si fidava, ed invece i furbi fatturavano meno di quello che noi avevamo preso e pagato. Volendo evadere, avremmo buttato via i bollettini, ma per noi era tutto regolare. Così è arrivata la contestazione su tutto. Loro - Avete comperato ics chili di carne che divisi per ipsilon grammi a porzione, fanno tot pasti erogati. Noi - Sì, però noi usiamo tanti stinchi di maiale (allora) ed almeno un 40 percento è costituito dall’osso. Loro - Risultano ics quantità di cioccolatini acquistati, ma non risulta che li abbiate venduti. Noi - Infatti li diamo in omaggio con il caffè. E così di seguito, per una intera mattinata. Mancava solo che ci chiedessero se avevamo un alibi. Diciamo che, per nostra fortuna, abbiamo incontrato una giovane funzionaria che ha accettato le nostre ragioni; rimaneva in sospeso la questione del pane, per il quale ci siamo accollati - fra imposta evasa, multa, interessi, contributi previdenziali e sanitari - la piccola somma di 35 milioni di lire. Qui funziona così.




























lascia stare che io ho una multa da pagare (salatissima) perchè l’inps non si è premurata di avvisarmi che procedure dovevo seguire in merito ad un lavoro che ho fatto…Non mi ha detto nulla però i soldi li vuole anche se non mi ha informato!!!!!!
Quindi sei un fuorilegge ? ;)
Oh,vedi! Questo mi piace! Essere l’ispiratrice di un post! ;-)
@ PopAle: chi più chi meno, se scaviamo bene lo siamo tutti, fiscalmente parlando: l’idraulico che ti cambia le guarnizioni dei rubinetti senza RF, la parrucchiera amica che sorvola, la studentessa che fa un paio d’ore di servizio in pizzeria il sabato sera, l’amico dipendente pubblico che ti ridipinge la cameretta.
Pensa che pure gli Autogrill riescono a fare del “nero” (saputo da un dipendente interno).
E se tornassimo al baratto?