Ott 06 2007
I bambini fanno sgnam
Ormai bimbi e ragazzi sono tutti ritornati sui banchi del nuovo anno scolastico. Dentro gli zaini - tra libri di lettura e sussidiari si diceva una volta, tra cataste di libri vari oggi anche alle elementari - albergano le merendine più disparate, frutto del marketing delle grandi aziende più che dei criteri di una sana alimentazione.
Al momento della ricreazione si assiste al dispiegamento di cioccolati alla nocciola, al riso soffiato, briochine di tutti i tipi ovviamente griffate, qualche biscotto, qualche crackers. Quante mele o banane o prodotti casalinghi? Quando portavo il grembiule nero con il fiocco rosso, cioè qualche millennio fa, la mia colazione di metà mattina era un panino tagliato a metà, spalmato di margarina (il burro era fuori dalle nostre possibilità) e irrobustito con lo zucchero. Il tutto avvolto per benino nella carta perché non ungesse i due libri prescritti ed i quaderni. Ma quelli erano tempi in cui si lavorava ancora di canotto e pennini, di carta assorbente e di gomma abrasiva per cancellare l’inchiostro. Neanche i figli dei ricchi avevano la stilografica e la biro era proibita perchè rovinava la calligrafia. Ovviamente non esistevano i distributori automatici di bevande e merendine, ci si arrangiava da casa. Già al liceo le cose sono migliorate: c’era il baffuto e paffuto bidello che distribuiva - mica aggratis - krapfen e croissant che provenivano da un qualche fornaio. Oggigiorno c’è per fortuna maggiore attenzione ai bisogni primari di noi tutti, e la scuola tenta di rimediare alle pessime abitudini di mamme e papà. A parte gli asili, dove da anni esiste la collaborazione fissa del dietologo con i cuochi scolastici, moltissime scuole elementari e medie si stanno muovendo in questa direzione, sia nelle grandi città che nei piccoli centri. (Raccomando di andare a leggere i link) Sulla base di queste esperienza il ministero della Salute sta per avviare un esperimento di macchinette con frutta e verdura in tre istituti pilota del Paese, al posto delle Fieste varie. Ci riuscirà? Personalmente glielo auguro. A Milano sono al lavoro squadre di chef per il menu "personalizzato" alle mense scolastiche: alimenti dedicati a chi soffre di celiachia, di intolleranze varie, ma anche cibi dedicati a chi - per scelta religiosa - non può mangiare cibi particolari. Non solo, ma molti centri scolastici stanno avviando dei programmi di "produzione propria": nel fazzoletto di terra dietro l’edificio scolastico stanno sorgendo orti che vengono coltivati dai ragazzi e dai bambini. I propri frutti, una volta maturi, arriveranno direttamente nei loro piatti. Tutte iniziative lodevoli. Così tireremo su delle generazioni di giovani che avranno preso il gusto delle verdure, della frutta, dei formaggi, degli alimenti coltivati con le proprie mani, oggi nel cortile di scuola, domani magari nel vaso sul terrazzo. Ma Capitan Findus è sempre in agguato nel freezer e pronto alla riscossa.




















































