Ott 10 2007
Chi piange, chi ride
Ahi, ahi, ahi, Vissanone è scivolato su una buccia e non è più il Numero Uno: per la Guida del Gambero Rosso Fulvio Pierangelini gli ha fatto la scarpetta - diciamo così - trattandosi di cucina.
Dopo anni di dominio incontrastato e di testa a testa con il collega livornese, il maestro di Baschi ha perso lo sprint per il 2008. Non più tardi di mercoledì scorso Edoardo Raspelli, già curatore della Guida dell’Espresso ed ospite all’Isola dei Famosi, affermava in tv che Vissani in cucina è il miglior cuoco che abbiamo; ora dobbiamo aspettare le altre guide per vedere se il giudizio del Gambero Rosso è isolato o se è condiviso anche dalle altre. Io non sono (ancora) entrato: l’avevo saputo da una fonte super informata ancor prima che uscisse la guida, fonte che ovviamente ringrazio, non perché non sia stato inserito, ma per aver avuto l’anticipazione di stampa. Non me ne faccio una ragione, perché non avevo niente e non ho perso niente. Però l’anno scorso sono stato inserito nella Guida Oro Veronelli, e nel 2006 e nel 2007 ho avuto l’onore di essere sulla Guida dell’Espresso. E per il 2008? L’8 giugno 2005 alle ore 13 si è accomodato al tavolo n. 7 un signore che aveva prenotato. Era il giorno del rituale mercato mensile che quell’anno era stato particolarmente vivace, eufemismo per dire che in un’ora ci eravamo già fatti un mazzo così. Il mio capo due minuti dopo entra in cucina, annunciando che quello che aveva prenotato era arrivato: "Secondo me è un critico gastronomico". "Come fai a dirlo?" "Ha posato sul tavolo l’agenda da dove spunta un foglio con scritto Scheda di valutazione". "Vedremo da quello che chiede, ma soprattutto da quello che rientra". Difatti, se ne frega del menu del giorno, chiede la carte ed ordina mezzo menu. I piatti escono, e rientrano quasi intonsi, segno che non mangia ma assaggia. Non me ne può importare di meno, basta che paghi. Finito anche il dessert e prima del caffè chiede di parlare con lo chef. Esco, mi presento e mi fa accomodare al tavolo. E comincia a farmi un cazziatone su questo e quel piatto: non oso contraddirlo… perchè ha ragione su tutto, ad eccezione del brodo che dice che sapeva un po’ troppo di sedano. Non è sedano, osservo, ma levistico, al che fa un’espressione di ammirazione e scrive sul famoso biglietto in mezzo all’agenda. Finita la critica, estrae il bigliettino da visita e si presenta: sono un critico della Guida dell’Espresso ed il prossimo anno sarete inseriti. Giuro che mi tremavano le gambe sotto il tavolo. Per essere un autodidatta arrivato tardi in cucina è stato il giorno più bello di tutta la mia carriera professionale: ho messo tutta la passione e l’impegno per farlo al meglio, ed arrivare in brevissimo tempo a questo primo traguardo è come se mi avessero annunciato il Nobel. Se c’avessi scommesso prima, non avrei puntato un centesimo su di me. L’anno scorso sono stato riconfermato e la cosa mi ha fatto ancora molto piacere. Quest’anno avevo già qualche dubbio. Proprio ieri ne parlavo con il mio aiuto e dicevo: L’anno scorso di questi giorni mi era già arrivata la comunicazione ufficiale, con tanto di adesivo da esporre sulla porta, fino ad ora non è arrivato niente, ed in più ho saputo da fonte interna alla Guida che c’è una certa rotazione. Se non sei un grande nome rischi ogni momento di uscire, e quindi ero già rassegnato a perdere il riconoscimento. Stamani arriva in cucina il mio Capo nascondendo qualcosa dietro la schiena. "Cosa mi dai se ti porto una bella notizia?" Ho subito pensato che fosse arrivato il premio di BlogCafè, annunciatomi da una email della giuria. Ed invece è arrivata la lettera dell’Espresso: per il terzo anno consecutivo sono sulla Guida!!! Non voglio sembrare presuntuoso, ma è come la prima volta, veramente una grande gioia. Non sono Vissani né Pierangelini, sono l’ultimo loro collega. Ma sapere che qualcuno che se ne intende mi ha confermato che sono sulla strada giusta - prima come blogger ed oggi come artigiano della cucina - mi stimola quanto non mai. Le critiche mi fanno riflettere e, se provengono da una fonte competente, mi fanno correggere gli errori, ma un riconoscimento professionale scatena l’adrenalina. E vai! da domani si ricomincia a correre, sempre di più, sempre meglio.



















































