Ott 13 2007

Quella volta che venne

Published by Maurice at 00:05 under Ristorante

Una volta che compari in televisione sei un personaggio, volente o nolente. Abitando in una località turistica è facile che qualcuno di questi personaggi prima o dopo capiti a tavola. uma-thurman.jpg Fra i ricordi più lontani ci sono Ugo Tognazzi, che però non ricordo, e Sergio Tacconi, allora portierone della Nazionale e della Juve. Annunciato da una telefonata dell’amico Maurizio Fondriest, aveva chiesto un tavolo appartamento e, mi raccomando!, niente pubblicità. Arrivarono in compagnia delle rispettive amiche per una cenetta romantica, ma la nostra massima discrezione doveva aver avuto qualche falla: a metà cena è arrivato il giornalista locale di turno ed abbiamo dovuto farli uscire da una porta di servizio sul retro, vista la folla che si era radunata in piazza per vederli. Data sempre ad anni ormai lontani la visita di Alberto Tomba, per una consumazione al bar. Mia moglie era girata quando ha sentito la richiesta dietro le spalle: "Ha la voce di Alberto Tomba", le è venuto spontaneo da dire ed è rimasta di stucco quando, voltatasi, si è trovata davanti il campione: "A dire la verità sarei proprio Alberto Tomba". In tempi più recenti, ma prima del matrimonio, una sera d’estate ho cucinato per Licia Colò, ospite del nonno. In genere, quando c’è qualche VIP, la sua presenza viene annunciata in cucina prima ancora della comanda, come a dire: ehilà, ragazzi, fate i bravi perché c’è il tale e dobbiamo fare bella figura. Quella volta, invece, niente anticipazioni. Non ricordo cos’aveva ordinato la Licia, ma era una richiesta particolare che mi aveva fatto girare i santissimi. Fatto sta che, fatto il piatto, suono il campanello per chiamare la sala: "Vai con il fuori cinque" ordino, che - tradotto - vuol dire porta il piatto al tavolo numero cinque nel dehors. "Per la Licia Colò" mi sento rispondere. Blocca tutto. Chi? La Licia Colò? Sì, è con suo nonno. Il giramento di qualche minuto prima si è trasformato nella più becera forma di paraculismo: levato il grembiule, ho preso i piatti e li ho portati personalmente. Lo so che non si dovrebbe fare, ma volevo vedere quel gran pezzo di… figliola dal vivo. Non m’ha neanche degnato di uno sguardo. Non so se fossi stato Vissani… L’esatto contrario di Luca Calvani, il vincitore dell’Isola dei Famosi dell’anno scorso, praticamente appena rientrato dall’Honduras. Di certo Luca non ha la risonanza di Licia Colò, ma era comunque il personaggio del momento. E’ venuto, ha cenato tranquillamente e senza pretese particolari, alla fine ha firmato volentieri il libro degli ospiti con una lusinghiera dedica. In due posti anche i VIP sono come tutti noi poveri mortali: in quel posto e in sala da pranzo. Lì non li vede nessuno e sono proprio come noi, a tavola qualche volta si portano dietro il personaggio pubblico. Per noi in cucina non cambia nulla. Fuori della cucina è un’altra cosa: anche i cuochi sono birichini, e se arriva Uma Thurman tutta la brigata esce a vederla, com’è successo a mio figlio. Ne vale la pena.

4 commenti a “Quella volta che venne”

  1. consumazioneobbligatoriail 13 Ott 2007 alle ore 15:34

    tognazzi? non vorrei passar male e lui non sarebbe stato nemmeno d’accordo, ma avrei fatto carte false per cenare con il grande ugo. più che con licia colò… ma come è possibile che non ti ricordi, è stato uno dei più grandi gourmet italiani. hai letto l’abbuffone, il suo libro di ricette?

  2. Mauriceil 13 Ott 2007 alle ore 17:13

    Non ricordo quand’è venuto perchè non ero ancora in cucina. Come non ricordarsi del Tognazzi grande attore?

  3. SmokingPermittedil 14 Ott 2007 alle ore 19:56

    Uscirei anche io a vedere la Thurman!
    Invece Licia Colò boh.

  4. Jo Masonil 21 Ott 2007 alle ore 11:53

    C’è gente che appare ogni ogni giorno in tv e si reputa comunque una persona normale, c’è chi diventa più gentile e chi se la ‘tira’. Questi ultimi sono i peggiori giacchè talora sono famosi per non essere capaci di far nulla.Eppure la tv ha questo potere. L’affabile Morandi in pubblico, in privato ha una puzza sotto al naso da mettere paura. Renato Zero invece è una persona meravigliosa, umana e amabile, che ti suona dalla macchina per salutarti se ti incontra per la strada (e la sua macchina è una Rolls). Mastroianni era una persona umilissima e discreta, il cui carattere è stato in fondo svelato dal magnifico film ’stanno tutti bene’ di tornatore, una poesia. Tutto il resto è fuffa, Bellucci compresa.

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