Ott 14 2007

Macrobiotica cercasi

Published by Maurice at 00:05 under Alimenti, Costume & Società

Esisteva una volta la macrobiotica. Qualcuno se la ricorda? Non sono passati né secoli né decenni quando su tutti i giornali si leggeva di cucina macrobiotica e tutti, anche noi cuochi, a riempirci la bocca di questo bel termine che faceva molto chic, molto kultural, molto trendy. Qualcuno se la ricorda ancora?

I proponenti odierni della macrobiotica sostengono in linea di massima una cultura pacifista attraverso il federalismo mondiale, basato sulla migliorata e più pacifica natura di individui, famiglie e società grazie ad una vera e propria migliorata salute fisica e spirituale, e questo grazie ad uno stile di vita più sano ed equilibrato, sulla base di respirazione regolare, yoga ed esercizio fisico non smodato, e sicuramente, un’alimentazione assai diversa dai modelli odierni, centrata su cibi biologici ed integrali, con grande prevalenza dei vegetali sulla componente di derivazione animale. I cereali completi sono il cibo umano per eccellenza, specie se in forma di chicco come il riso, seguiti da verdure, leguminose, frutta, alghe, semi e noci, e quant’altro purché inserito in un regime sano e personalizzato, ma sempre col cereale ad ogni pasto.

(Wikipedia)

carne.jpgCome tutte le moda - perché di moda si è trattato - è passata e forse qualche sparuto vegetariano si rifà ancora a quei principi. Io adoro il riso, amo la verdura e la frutta, specie quella che proviene dal nostro orto che non è biologico a norma di legge, ma non ha fertilizzanti o altri additivi chimici. Però non sono un macrobiotico perché amo la carne, adoro il pesce e mangio di tutto. So già che mi attirerò qualche critica, ma sono convinto che se il Padreterno - o Madre Natura - ci ha messo a disposizione migliaia di varietà di alimenti, un senso c’è. Da cuoco, poi, non posso che sostenere il piacere ed essere contrario al solo sostentamento. E’ la differenza tra noi e gli animali: la scimmia sicuramente gode nel mangiare una banana, ma non ha avuto in dono la capacità di aumentare questo piacere trattandola con il calore o con l’aggiunta di altri alimenti. Noi abbiamo il dono dell’intelletto. Dico sempre che Iddio ha creato quel frutto meraviglioso che è l’uva, ed ha dato all’uomo la genialità di arrivare a produrre il vino. Perché allora limitare le nostre possibilità? Di certo non Gli fa piacere vedere che non sappiamo sfruttare al meglio quei talenti che ci ha donato. Certe cose non fanno per noi, sicuramente non fanno per me. Mi piacciono i princìpi, ma le conseguenze pratiche le lascio a chi è nato e cresciuto in una determinata cultura. Ho studiato letto il Feng Shui, le sue fondamenta sono indiscutibili, consulto i Ching, sono del segno del Topo, farei volentieri Kamasutra e Tantra, ho visto dieci volte Kagemusha e Lanterne Rosse, ho mangiato le alghe, cucino con il curry ed uso le spezie, ma alla fin fine sono un uomo occidentale che ha a che fare con altre persone occidentali. Perchè pormi dei limiti se non quelli della legalità e della moralità? Mi sento già le obiezioni sulla crudeltà; va bene, si possono rivedere certi metodi di abbattimento, ma non mi si venga a dire che un leone cerca il sistema meno cruento per far fuori una gazzella. Noi abbiamo la razionalità, bene, possiamo usarla al meglio per far soffrire il meno possibile un maiale o un manzo, ma non mi privo certo del piacere di una costata o di un filetto o di un brasato. Se qualcuno lo desidera, nulla in contrario: ci sono anche quelli che fanno voto di castità, addirittura come conseguenza estrema del veganismo. Liberissimi di farlo. Personalmente ho sempre guardato con sospetto alle mode, di qualsiasi tipo, soprattutto se vogliono privarmi di piccole gioie. E’ già dura così, e non intendo rendermi la vita ancora più dura. Felici loro, felice anch’io.

4 commenti a “Macrobiotica cercasi”

  1. labelladdormentatail 14 Ott 2007 alle ore 07:11

    Ho sempre mangiato di tutto, e con molto gusto. Il mio girone sicuramente sarà quello dei golosi. Ma da qualche anno ho modificato moltissimo il mio personale stile alimentare (non quello dei miei pazienti però!). All’inizio era stata una scelta dovuta a problemi di salute, ora invece è proprio uno stile diverso. Così ho praticamente abolito la carne, nel senso che non mi va più di mangiarla, preferisco di gran lunga il pesce, che però non riesco a mangiare spesso, almeno non più di un paio di volte a settimana, per il resto mi nutro con verdure, legumi, cereali e frutta. Credo che questo nuovo stile dipenda più che altro dall’età: non cresco più, non faccio sport particolarmente pesanti e non devo più costruire un certo tipo di ormoni, quindi le mie esigenze metaboliche sono decisamente cambiate.
    Però il cibo continua, per me, ad essere un mezzo importante per conoscere altre culture, sia regionali sia di altri paesi, e così mi piace moltissimo rispolverare vecchie ricette tipo la paniscia milanese o il risotto con la zucca, e perchè no, anche quello con i funghi!

  2. Mauriceil 14 Ott 2007 alle ore 08:21

    Ti aspettavo al varco, Aurora. Sapevo che da lettrice attenta non saresti mancata all’appuntamento. Detto da te acquista anche un valore scientifico, oltre che passionale come il mio.
    Per le ricette di un tempo stavo proprio preparando il post di domani sull’argomento.

  3. la conigliail 14 Ott 2007 alle ore 10:13

    mi piace tutto il post, specialmente la fine in cui mi ritrovo appieno :)

  4. ferroil 14 Ott 2007 alle ore 14:14

    Per quanto ne so io la cucina macrobiotica si adotta una cucina vegetariana anche per evitare la deforestazione, dato che l’allevamento intensivo richiede, oltre agli spazi per il pascolo, un apporto di cereali nn indifferente. Per produrre un chilo di carne è necessaria una superficie coltivata più grande di un fattore tra 10 e 100 della superficie per produrre un chilo di vegetali. I valori precisi ovviamente nn me li ricordo. La deforestazione ha perdipiù l’effetto di aumentare il riscaldamento globale a causa dell’effetto serra.
    In sostanza, pur rispettando la scelta di vegetariani e delle varie vocazioni alla macrobiotica, credo che uno sviluppo più sostenibile sia possibile anche evitando estremismi di questo tipo. Basterebbe anche solo consumare carni allevate nella stessa nazione del consumatore (ovviamente con mangimi della stessa nazione).

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