Come diventare cuochi
Ho ricevuto un’email. Una ragazza mi chiede un consiglio su una scelta che molte persone si pongono. Ho pensato che il caso potesse interessare anche altri.
Ho 34 anni, faccio il lavoro per cui ho studiato. Il mio hobby preferito, oltre la corsa, è la cucina!!!! mi rilassa, mi far star bene, è bello far da mangiare per gli amici, ed anche per me. Ho lavorato come cameriera in rifugio, a capodanno in sala in un gran ristorante, in un bar…anche se non ne avevo veramente bisogno! Mi piace questo lavoro, ma non ho mai provato a lavorare in cucina! Ti scrivo, perchè vorrei avere dei consigli da te, su come poter intraprendere questa strada, e su dove trovare il coraggio per dare la svolta! Cara amica, avvertenza preliminare: i professionisti diffidano molto di chi è bravo a cucinare nel privato, perchè farlo professionalmente è tutta un’altra cosa. Ti faccio una serie di casi che, se e quando diventerai cuoca, troverai certamente e quindi riflettici bene. (Non ti dico gli aspetti positivi perchè quelli vengono dopo, e quindi è bene non considerarli all’inizio). Feste comandate. Noi lavoriamo quando gli altri si divertono: per noi tutte le domeniche, Natale, la notte di Capodanno, il 1° dell’anno, Epifania, Pasqua, Pasquetta, Ferragosto, il giorno del tuo compleanno o di quello dei tuoi figli (se ne hai), sono tutti giorni in cui ti fai il mazzo più di tutto il resto dell’anno. Orari. Dipende dal tipo di cucina, ma gli orari non sono leggeri, a volte al limite dello sfruttamento se lavori nello stagionale, per due-tre mesi senza giorno di riposo infrasettimanale. Routine. Il difetto dei principianti, tutti, me compreso, è pensare di lavorare subito sui fuochi: sai cucinare, e perchè invece devi passare tutte le mattine a sbucciare patate e pulire verdure? A Parigi, in un lussuosissimo albergo, ho visto uno che in una stanzetta passava le giornate ad aprire ostriche, tutto il giorno, tutti i giorni. Oppure, se capiti in un ristorante che fa buffettistica o catering, devi fare come gli operai in catena di montaggio: 100, 200, 1000 piatti con mini tartine da mettere tutte uguali, tutte nella stessa maniera, o la fogliolina di insalata, o tagliare in quattro casse di pomodorini. Si racconta che il grande Marchesi un giorno ha preso un cuoco e gli ha fatto prima levare dal baccello, e poi sbucciare uno ad uno una cassa intera di piselli. Alla fine, siccome il lavoro non gli pareva ben fatto, ha buttato via tutto ed ha fatto rifare un’altra cassa di piselli. Disciplina e scala gerarchica. Mio figlio, a Parigi, volendo imparare di più, ha fatto due esperienze lampo da Laurent e da Marchesi; lì esistono le brigate e la prima cosa che impari è dire "sì, chef". Dopo una settimana è scappato da entrambe le cucine-esercito. Meglio il piccolo ristorante, dove però… Chef. …dove però trovi lo chef che può essere "umano", ma spesso va fuori di testa perchè è il lavoro che ci fa andare fuori di testa. Anche il più santo prima o poi impara a bestemmiare. E se non parti sapendo che dovrai sopportare – oltre a tutto il resto – anche gli umori del capo, questo non è un lavoro che fa per te. Sei ancora convinta di volerlo fare? Bene, allora parliamoci chiaro. Il problema tuo, purtroppo, è l’età: non sei sufficientemente giovane per poterti offrire sul mercato del lavoro in concorrenza con i giovani diplomati e gli extracomunitari. Tutto qui. Non c’entra l’esperienza. Sempre mio figlio, 28 anni, diplomato all’Istituto d’Arte, è arrivato in cucina cinque anni fa, quasi come ripiego: c’era sul sito della Federazione Cuochi una richiesta di un giovane anche senza esperienza per Parigi. Gli ho spedito io a mezzanotte l’email con il curriculum senza che lui lo sapesse, alle 8 del mattino gli hanno telefonato ed il giorno dopo era a Parigi, dov’è tutt’ora, felice e contento. Quindi le esperienze precedenti non servono. Io stesso ho avuto tutti aiuti senza esperienza, eccetto una ragazza diplomata alla scuola alberghiera che ne sapeva meno degli altri. Allora, come fare per aggirare l’ostacolo? Io, al posto tuo, cosa farei? Ipotesi nr. 1 - A qualsiasi età, quando entri in un nuovo lavoro devi partire dalla base, dalla gavetta come si suol dire. Se hai voglia di farti il mazzo potresti cominciare come lavapiatti, da lì fai un po’ di verdure,poi qualche primo, e poi lasci la plonge ed entri in cucina con tutti e due i piedi; ma non mi pare una bella soluzione a 34 anni. Ipotesi nr. 2 - Metterti in proprio, da sola o con altri. Un’amica blogger ha lasciato l’insegnamento più o meno alla tua età per buttarsi in un’avventura di questo genere, e le è andata male. Ed infatti, se ti venisse questa tentazione, ti sconsiglierei alla grande, a meno che tu non avessi dei capitali da investire a piene mani, senza ricorrere a mutui o prestiti. Ipotesi nr. 3 - Vendersi al meglio, parlando chiaro, facendo capire al tuo interlocutore – patron o chef – quali sono le tue aspirazioni e quanto è grande la tua volontà di lavorare in cucina. In questo momento mi viene in mente solo quest’ultima soluzione. Proporsi. Magari all’inizio patteggiando una specie di prova gratuita: tu mi fai lavorare per un mesetto, anche gratis (piuttosto che niente), e vedi se ho qualche attitudine per questo lavoro. Fra un mese ne riparliamo. Se vado bene mi assumi, e tu sei arrivata al tuo obiettivo, se va male amici come prima, e dovrai farti tu un esame di coscienza. Attenzione a non incappare in qualche sciacallo, che nel nostro settore non sono così rari: guarda un po’ le offerte di lavoro sul sito della Federazione http://www.fic.it/lavoro/offerteris.asp e scoprirai come ci sono locali che sono alla ricerca continua di personale. Come mai? Li prendono con mille moine, li tengono per il periodo di prova e poi li scaricano regolarmente, anche se sono più bravi di Pierangelini. Quindi attenzione. Spero di esserti stato di qualche aiuto. Alla prossima.















wow, spero che questa ragazzia sia molto motivata…se no…
wow, spero che questa ragazzia sia molto motivata…se no…
Grazie mille Chef Maurice, perche’ anche se non ho scritto io quella lettera, e’ come se l’avessi fatto. Purtroppo quello che hai detto, me lo ero detto e me lo continuo a dire da sola. Mi hai confermato i miei sospetti. Il sogno tuttavia rimane e la passione pure.
Grazie mille Chef Maurice, perche’ anche se non ho scritto io quella lettera, e’ come se l’avessi fatto. Purtroppo quello che hai detto, me lo ero detto e me lo continuo a dire da sola. Mi hai confermato i miei sospetti. Il sogno tuttavia rimane e la passione pure.
bravo chef, anche a me quando sono entrato in una redazione mi hanno fatto gli stessi discorsi e le analogie non mancano. poi se c’è la motivazione si apprezzano le soddisfazioni del vostro grande mestiere.
bravo chef, anche a me quando sono entrato in una redazione mi hanno fatto gli stessi discorsi e le analogie non mancano. poi se c’è la motivazione si apprezzano le soddisfazioni del vostro grande mestiere.
@ Imma: ecco chi è che mi legge dagli USA, ma non sei sola (ShinyStat non mente), ammesso che tu non bleffa.
Dalle tue parti il discorso è ancora peggio: quando sono stato negli States per verificare di persona le possibilità di aprire un ristorante, la cosa che mi ha colpito – e che mi ha fatto desistere dal proposito – è che la ristorazione è considerata un settore a rischio. Grazie a ciò le banche non mollano neanche un dollaro di prestito.
@ Imma: ecco chi è che mi legge dagli USA, ma non sei sola (ShinyStat non mente), ammesso che tu non bleffa.
Dalle tue parti il discorso è ancora peggio: quando sono stato negli States per verificare di persona le possibilità di aprire un ristorante, la cosa che mi ha colpito – e che mi ha fatto desistere dal proposito – è che la ristorazione è considerata un settore a rischio. Grazie a ciò le banche non mollano neanche un dollaro di prestito.
Chef Maurice nessun bluff: ti scrivo proprio da Houston (ma sono italianissima)!!! In realta’ non sono interessata ad aprirmi un ristorante, perche’ a houston il food-business e’ gia’ fin troppo busy. Si parlava qualche anno fa di circa 25.000 tipi di imprese per la ristorazione (da fast food a ristoranti). No, pero’ il mio sogno e’ lavorare in un ristorante vero. Mi arrangio e’ vero come personal chef – ma molto sporadicamente – faccio qualche catering, ma vorrei avere un lavoro un po’ piu’ stabile, per quanto ci si ammazzi a lavorare nel campo culinario!!!
Poi, tra parentesi, qui in Texas, la cucina italiana vera non e’ apprezzata (solo a parole), a meno che non venga adattata ai gusti loro.
Comunque complimenti per il blog. Mi piace molto il modo in cui lo hai impostato e per quello che scrivi. A presto
Chef Maurice nessun bluff: ti scrivo proprio da Houston (ma sono italianissima)!!! In realta’ non sono interessata ad aprirmi un ristorante, perche’ a houston il food-business e’ gia’ fin troppo busy. Si parlava qualche anno fa di circa 25.000 tipi di imprese per la ristorazione (da fast food a ristoranti). No, pero’ il mio sogno e’ lavorare in un ristorante vero. Mi arrangio e’ vero come personal chef – ma molto sporadicamente – faccio qualche catering, ma vorrei avere un lavoro un po’ piu’ stabile, per quanto ci si ammazzi a lavorare nel campo culinario!!!
Poi, tra parentesi, qui in Texas, la cucina italiana vera non e’ apprezzata (solo a parole), a meno che non venga adattata ai gusti loro.
Comunque complimenti per il blog. Mi piace molto il modo in cui lo hai impostato e per quello che scrivi. A presto
sbaglio o la richiesta della “Cara Amica” 34enne era “come poter intraprendere la professione di cuoco” e “dove trovare il coraggio per la svolta”????
invece si sono solo elencati una serie di motivi per scoraggiarla… addirittura l’esempio dell’amica che apre un’attività e le va male (non avevamo dubbi visto l’impostazione dell’intera lettera!!). Per non parlare delle tre ipotesi una peggiore dell’altra. Non è affatto detto che debba andare come dice Maurice o come si chiama lei…
Io trovo interessantissimo anche sbucciare le patate, perché chi vuol veramente fare il cuoco deve trovare, a mio parere, piacere anche queste piccole banalissime cose. E’ un lavoro molto duro e siamo d’accordo. Ma io trovo molto più duro fare un lavoro che richiede pochissimi sforzi e che non mi piace, anzicché lavorare 12 ore in cucina. Tutto dipende dalla propria volontà …
sbaglio o la richiesta della “Cara Amica” 34enne era “come poter intraprendere la professione di cuoco” e “dove trovare il coraggio per la svolta”????
invece si sono solo elencati una serie di motivi per scoraggiarla… addirittura l’esempio dell’amica che apre un’attività e le va male (non avevamo dubbi visto l’impostazione dell’intera lettera!!). Per non parlare delle tre ipotesi una peggiore dell’altra. Non è affatto detto che debba andare come dice Maurice o come si chiama lei…
Io trovo interessantissimo anche sbucciare le patate, perché chi vuol veramente fare il cuoco deve trovare, a mio parere, piacere anche queste piccole banalissime cose. E’ un lavoro molto duro e siamo d’accordo. Ma io trovo molto più duro fare un lavoro che richiede pochissimi sforzi e che non mi piace, anzicché lavorare 12 ore in cucina. Tutto dipende dalla propria volontà…
E’ nel mio stile (anche con i miei potenziali collaboratori) dire il massimo del rovescio della medaglia. Non sarà una buona strategia di formazione del personale, ma non voglio che altri cadano del tranello in cui sono caduto io troppe volte.
Con le lusinghe (altrui) e la (mia) ingenuità molto spesso ho accettato incarichi che si sono rivelati buoni solo per gli altri.
Ora, se uno accetta il peggio, è già preparato alle difficoltà : se le supera, possiamo condividere i progetti e le gioie che verranno sicuramente, quando avremo raggiunto – insieme – i nostri obiettivi.
Come dici giustamente tu, è questione di volontà . Se uno è conscio che per arrivare alla vetta bisogna scarpinare per ore su per sentieri e rocce, ben venga nel mestiere più bello.
E’ nel mio stile (anche con i miei potenziali collaboratori) dire il massimo del rovescio della medaglia. Non sarà una buona strategia di formazione del personale, ma non voglio che altri cadano del tranello in cui sono caduto io troppe volte.
Con le lusinghe (altrui) e la (mia) ingenuità molto spesso ho accettato incarichi che si sono rivelati buoni solo per gli altri.
Ora, se uno accetta il peggio, è già preparato alle difficoltà: se le supera, possiamo condividere i progetti e le gioie che verranno sicuramente, quando avremo raggiunto – insieme – i nostri obiettivi.
Come dici giustamente tu, è questione di volontà. Se uno è conscio che per arrivare alla vetta bisogna scarpinare per ore su per sentieri e rocce, ben venga nel mestiere più bello.
Credo che per essere veramente consci di qualcosa, bisogna immergersi dentro. Capisco la tua premura e le delusioni per i tuoi incarichi a tuo svantaggio (chi non ne ha mai avuti? anche in altri ambiti lavorativi…). Ma anzicché fare delle previsioni così catastrofiche, io da un lato metterei in guardia, sì, ma dall’altro spingerei ad ogni costo una persona verso la propria passione! La pregherei addirittura di sbagliare, di fare molti errori durante il suo percorso. Giacché è soltanto questo il miglior modo per imparare. Quando questa persona arriverà alla vetta sarà soddisfatta e potrà ritenersi capace. Se non ci arriverà , pazienza! Non deve accadere per forza. Vuol dire che non era adatta. Ma io non parlo del solo mestiere del cuoco. Questa è la vita…
Credo che per essere veramente consci di qualcosa, bisogna immergersi dentro. Capisco la tua premura e le delusioni per i tuoi incarichi a tuo svantaggio (chi non ne ha mai avuti? anche in altri ambiti lavorativi…). Ma anzicché fare delle previsioni così catastrofiche, io da un lato metterei in guardia, sì, ma dall’altro spingerei ad ogni costo una persona verso la propria passione! La pregherei addirittura di sbagliare, di fare molti errori durante il suo percorso. Giacché è soltanto questo il miglior modo per imparare. Quando questa persona arriverà alla vetta sarà soddisfatta e potrà ritenersi capace. Se non ci arriverà, pazienza! Non deve accadere per forza. Vuol dire che non era adatta. Ma io non parlo del solo mestiere del cuoco. Questa è la vita…
Buon 2008 a tutti in primis,
spulciando in rete e non a caso sono arrivato fin qui…naturalmente la domanda che mi pongo è la medesima…qual’è la strada migliore x avvicinarsi alla professione del cuoco?!?!?
Ho 27 anni, sono di Treviso, e da 6 anni e + lavoro come impiegato ma no ce la fo +…e sinceramente vedo vicina una svolta. Dato il mio stato confusionale attuale sul da farsi, partiamo da una certezza ossia quello che mi piacerebbe fare veramente, e questo è lavorare nell’ambito della cucina. Cerco quindi consigli su come sia meglio affrontare il possibile progetto…è necessario e indispensabile il diploma alberghiero??…esistono corsi di formazione professionale che riescano ad inserirti in questo mondo??!?!…oppure imparare il mestiere gettandosi a capofitto in qualche locale cominciando con il lavare i pavimenti, poi i piatti, le verdure e poi chissà …?!?!?
Vi ringrazio x l’attenzione, attendo nuove
Saludos
Buon 2008 a tutti in primis,
spulciando in rete e non a caso sono arrivato fin qui…naturalmente la domanda che mi pongo è la medesima…qual’è la strada migliore x avvicinarsi alla professione del cuoco?!?!?
Ho 27 anni, sono di Treviso, e da 6 anni e + lavoro come impiegato ma no ce la fo +…e sinceramente vedo vicina una svolta. Dato il mio stato confusionale attuale sul da farsi, partiamo da una certezza ossia quello che mi piacerebbe fare veramente, e questo è lavorare nell’ambito della cucina. Cerco quindi consigli su come sia meglio affrontare il possibile progetto…è necessario e indispensabile il diploma alberghiero??…esistono corsi di formazione professionale che riescano ad inserirti in questo mondo??!?!…oppure imparare il mestiere gettandosi a capofitto in qualche locale cominciando con il lavare i pavimenti, poi i piatti, le verdure e poi chissà…?!?!?
Vi ringrazio x l’attenzione, attendo nuove
Saludos
oh chef…ho 16 anni,faccio il liceo scientifico e da grande sogno di lavorare nell’ambito culinario…pensavo di specializzarmi nella ristorazione…ma dopo aver letto il suo commento su questo lavoro mi sa tanto che mi specializzerò in pasticceria…
oh chef…ho 16 anni,faccio il liceo scientifico e da grande sogno di lavorare nell’ambito culinario…pensavo di specializzarmi nella ristorazione…ma dopo aver letto il suo commento su questo lavoro mi sa tanto che mi specializzerò in pasticceria…
Calma Cri, vai a leggerti anche questo post di qualche giorno fa
http://www.bistrotchezmaurice.com/2008/01/06/voglio-fare-il-cuoco/ eed aspetta qualche giorno per il prossimo. Poi decidi.
Calma Cri, vai a leggerti anche questo post di qualche giorno fa
http://www.bistrotchezmaurice.com/2008/01/06/voglio-fare-il-cuoco/ eed aspetta qualche giorno per il prossimo. Poi decidi.
E’ da te tempo che cercavo info su internet sui corsi con cui poter diventare cuoco o meglio, con cui poter imparare le tecniche dell’arte del cucinare. Navigando mi sono imbattuto in questa pagina web che ho trovato molto interessante….tanto è vero che stò inserendo un mio commento. Prima di tutto premetto che : la storia della ragazza è molto simile alla mia….ho 33 anni e da sempre la cucina è stato per me il luogo della creatività …del relax…della concentrazione…sono un analista informatico e tutt’ora la sera quando rientro dal mio lavoro trovo ispirazione per la risoluzione dei miei problemi di lavoro, cucinando….
c’è stato un periodo per cui per mancanza di tempo mi sono sottratto al mio pacere…che invece o ripreso e sto scoprendo con maggiore intensità in questi ultimi mesi…da quì la mia ricerca di info.
Non voglio diventare cuoco per lavorare….vorrei diventarlo per passione….creatività e per la sua dolcezza di saper trasformare increndienti insignificanti in piatti gustosi e piacevoli…con cui raggiungere l’apice della soddisfazione scoprendo e leggendo la soddisfazione sul volto di chi ha gustato il piatto…..
Detto questo….condivido e apprezzo la sincerità e la franchezza nel rispondere alla ragazza…nn mi soffermo tanto sulla risposta data….ma vorrei chiederti un’altra cosa:
nn ho intenzione di lasciare il mio attuale lavoro (almeno per adesso visto che ho sulle spalle un mutuo e nn posso rischiare ) e nn ho intenzione di lavorare in un catering…e questo nn per fare alcuna discriminazione…ma soltanto perchè nn è quel che cerco….nn voglio lavorare in una catena di montaggio, ma in una cucina in cui i miei sacrifici…le mie fatiche….la mia cratività sono mirati a piatti unici…in cui ho il contatto con chi gusta …in cui ho la possibilità di godere dei complimenti ma anche delle critiche…nn mi sottraggo alla gavetta….ma il mio obiettivo è imparare le tecniche, e nn come si sbucciano patate ma caso mai come si tagliano e come si lavorano…e vorrei farlo facendo pratica anche gratis ma di sera dopo il mio lavoro ..in piccole realtà …piccoli ristoranti…e poi chissà …inizio a mettermi in proprio alternando i due lavori in un modo o in un altro e alla fine aprire una mio ristorantino in cui la gente nn verrà per riempirsi la pancia e dove il proprietario pensa al solo al guadagno, ma un luogo in cui l’ospite gusta e soddisfa il suo palato…trova la propria serenità assaporando piatti tradizionali e tipici o insoliti ,magari in compagnia… tra una chiacchiera ed un’altra….
quanto è fattibile tutto ciò? così come la penso e in base alla tua esperienza ..almeno teoricamente potrei saltare su questo treno dei sogni che potrebbero avverarsi oppure no?? e se sì quale consiglio mi daresti….
Grazie
Roberto
E’ da te tempo che cercavo info su internet sui corsi con cui poter diventare cuoco o meglio, con cui poter imparare le tecniche dell’arte del cucinare. Navigando mi sono imbattuto in questa pagina web che ho trovato molto interessante….tanto è vero che stò inserendo un mio commento. Prima di tutto premetto che : la storia della ragazza è molto simile alla mia….ho 33 anni e da sempre la cucina è stato per me il luogo della creatività …del relax…della concentrazione…sono un analista informatico e tutt’ora la sera quando rientro dal mio lavoro trovo ispirazione per la risoluzione dei miei problemi di lavoro, cucinando….
c’è stato un periodo per cui per mancanza di tempo mi sono sottratto al mio pacere…che invece o ripreso e sto scoprendo con maggiore intensità in questi ultimi mesi…da quì la mia ricerca di info.
Non voglio diventare cuoco per lavorare….vorrei diventarlo per passione….creatività e per la sua dolcezza di saper trasformare increndienti insignificanti in piatti gustosi e piacevoli…con cui raggiungere l’apice della soddisfazione scoprendo e leggendo la soddisfazione sul volto di chi ha gustato il piatto…..
Detto questo….condivido e apprezzo la sincerità e la franchezza nel rispondere alla ragazza…nn mi soffermo tanto sulla risposta data….ma vorrei chiederti un’altra cosa:
nn ho intenzione di lasciare il mio attuale lavoro (almeno per adesso visto che ho sulle spalle un mutuo e nn posso rischiare ) e nn ho intenzione di lavorare in un catering…e questo nn per fare alcuna discriminazione…ma soltanto perchè nn è quel che cerco….nn voglio lavorare in una catena di montaggio, ma in una cucina in cui i miei sacrifici…le mie fatiche….la mia cratività sono mirati a piatti unici…in cui ho il contatto con chi gusta …in cui ho la possibilità di godere dei complimenti ma anche delle critiche…nn mi sottraggo alla gavetta….ma il mio obiettivo è imparare le tecniche, e nn come si sbucciano patate ma caso mai come si tagliano e come si lavorano…e vorrei farlo facendo pratica anche gratis ma di sera dopo il mio lavoro ..in piccole realtà …piccoli ristoranti…e poi chissà…inizio a mettermi in proprio alternando i due lavori in un modo o in un altro e alla fine aprire una mio ristorantino in cui la gente nn verrà per riempirsi la pancia e dove il proprietario pensa al solo al guadagno, ma un luogo in cui l’ospite gusta e soddisfa il suo palato…trova la propria serenità assaporando piatti tradizionali e tipici o insoliti ,magari in compagnia… tra una chiacchiera ed un’altra….
quanto è fattibile tutto ciò? così come la penso e in base alla tua esperienza ..almeno teoricamente potrei saltare su questo treno dei sogni che potrebbero avverarsi oppure no?? e se sì quale consiglio mi daresti….
Grazie
Roberto
La vita da chef è interessante e per certi versi ripagante ma quanti bocconi amari, quante giornate in cui l’unico pensiero è continuare o meno questo lavoro massacrante. Ho meditato e continuo a meditare.
Non mi sento una vera chef perchè i miei studi sono stati ben altri.
Ho studiato per diventare un insegnante di scuola elementare ma di lavorare non se ne parlava tra concorsi e corsi che rubano solo soldi e tempo. Perciò presi la dura decisione di lasciare e seguire la passione che aveva per la cucina….
La ricerca del mio cibo perfetto….e quel che metto nel piatto deve necessariamente stare prima nel mio cuore e allora ecco che tutto si trasforma. La giornata storta di colpo si trasforma in un tripudio di luce e sole, il ghiaccio si scioglie e mi sento strafelice di aver fatto questa scelta….
La vita da chef è interessante e per certi versi ripagante ma quanti bocconi amari, quante giornate in cui l’unico pensiero è continuare o meno questo lavoro massacrante. Ho meditato e continuo a meditare.
Non mi sento una vera chef perchè i miei studi sono stati ben altri.
Ho studiato per diventare un insegnante di scuola elementare ma di lavorare non se ne parlava tra concorsi e corsi che rubano solo soldi e tempo. Perciò presi la dura decisione di lasciare e seguire la passione che aveva per la cucina….
La ricerca del mio cibo perfetto….e quel che metto nel piatto deve necessariamente stare prima nel mio cuore e allora ecco che tutto si trasforma. La giornata storta di colpo si trasforma in un tripudio di luce e sole, il ghiaccio si scioglie e mi sento strafelice di aver fatto questa scelta….
ciao sono diego.
è il mio ultimo mese al liceo scientifico e il mio fututo è la cucina.sono più che consapevole di cosa mi aspetta ma io amo lavorare e per ora non è un problema per me.
l’unico problema che ho ora è che non riesco a trovare una scuola vicino a milano(se non a milano stessa) professionale di cucina che non sia un alberghiero e io di rifare 5 anni di materie che con fatica ho affrontato,non ne ho prorpio voglia.
io so che ci cono queste scuole ma su internet è un vero disastro ed è molto difficile trovarne.
qualcuno mi può aiutare?
ne sarei molto grato
ciao!
ciao sono diego.
è il mio ultimo mese al liceo scientifico e il mio fututo è la cucina.sono più che consapevole di cosa mi aspetta ma io amo lavorare e per ora non è un problema per me.
l’unico problema che ho ora è che non riesco a trovare una scuola vicino a milano(se non a milano stessa) professionale di cucina che non sia un alberghiero e io di rifare 5 anni di materie che con fatica ho affrontato,non ne ho prorpio voglia.
io so che ci cono queste scuole ma su internet è un vero disastro ed è molto difficile trovarne.
qualcuno mi può aiutare?
ne sarei molto grato
ciao!
Ciao A tutti.
Mi sono appena imbattuto in questo forum e devo dire che lo trovo molto interessante , per cui mi è venuta voglia di dire ,la mia. (^_^)…forse può aiutare gli indecisi a capire che cosa può essere la cucina…
Ho lavorato in cucina per circa 6 anni (dopo alcune esperienze veloci come commis de rang e come factotum in diversi bar)senza nessuna qualifica…cominciando in maniera classica, come tutti…per bisogno di soldi…Ho lavato e sbucciato , credo , ogni verdura esistente in europa (^_^)…ho pulito km di pavimenti da ogni indicibile schifezza…per non parlare delle decine e decine di cappe di aspirazione da sgrassare e lucidare, fuochi incrostati e lavandini intasati da organismi biologici indefinibili.
E finalmente c’è stato uno chef che si è ricordato il mio nome (non mi chiamava più “ragazzo” o ” eih tu!”)…Presi coraggio ed incominciai a fare domande , a cui seguivano risposte e dimostrazioni pratiche da parte di questo chef.
Un giorno , durante un servizio particolarmente incandescente mi sentii dire : “Davide…ho due insalate tiepide e tre capresi che devono uscire…muoviti!”…pensando che volesse dei piatti puliti, gli appoggiai i piatti sul banco…ma lui alzò la voce : “Che c…zo me ne faccio di quei piatti?! Cosa credi che si riempiano dasoli?!”…Deve aver notato , in quel momento che anzichè prendermela per come ero stato trattato , mi si aprì un sorriso enorme…dovevo preparare dei piatti per la sala!!!!
Da quel momento capitò sempre più spesso…poi io me ne andai quando lo chef cambiò locale. Ho lavorato in molti altri ristoranti…fino al giorno in cui ebbi una delusione talmente grande che ne fui ferito quasi a morte…non sono più riuscito a cucinare con il piacere di farlo e smisi di lavorare in cucina. Sono 6 anni che faccio altro…ma da 2 ho cominciato a provare una senzazione di frustrazione e insoddisfazione…non sono riuscito a capire il motivo fino a circa metà del 2007…quando ho capito…mi mancava la cucina…quella temenda , massacrante , severa ed impietosa amante da cui mi ero sentito tradire , mi mancava tanto da diventare quasi un dolore interno al mio corpo. Così quest’estate ho deciso…VOGLIO TORNARE IN CUCINA! Mi sono Iscritto al serale dell’istituto alberghiero Pellegrino Artusi…uno dei migliori istituti pubblici a livello Europeo e sono deciso a tornare in cucina con cognizione di causa. Mi sono reso conto che non è stata la cucina a tradirmi, ma sono stato io ad abbandonarla alla prima delusione grossa.
Con tutto questo cosa voglio dire? Che per chi si trova indeciso e dubbioso sul come o se intraprendere questa strada, l’unico modo che esiste per verificarlo è provare! E se siete convinti di quello che volete , provate e riprovate! Se ce la potete fare sarà la cucina a “scegliervi”…o inqualche modo credo che ve lo farà capire. Però ci tengo a sfatare un mito…la cucina è tante cose piacevoli e spiacevoli, ma non è un posto romantico. No scegliete questo lavoro pensando di vivere in una specie di film della Disney, perchè rimarrete delusi! Prendetelo per quello che è , un lavoro che prima di diventare arte è chimica…conoscendo bene le regole, le potrete infrangere e creare qualche cosa di unico…solo a quel punto diventerà arte.
“Dio ha inventato il cibo…ma il divolo ha inventato i cuochi”.
PER DIEGO
Ciao, forse è un pò tardi…però ci sono molti alberghieri che organizzano dei serali…essendo istituti di istruzione superiore, in realtà non devi rivare tutte le materie per 5 anni (e tral’altro essendo scuola pubblica , costa molto, molto meno rispetto ad una scuola di cucina privta come ad esempio L’ALMA di Parma, la scuola di Marchesi per intenderci , che ti da si il lavoro quasi assicurato , ma a discapito di circa € 15.000,00 per due anni di frequenza + vitto e alloggio a carico tuo)…solitamente fai 1° e 2° anno da ottobre a maggio e poi al settembre sucessivo fai il 3° anno interamente , che è di indirizzo…cioè fai quasi solo cucina se sglegli questo indirizzo….se riesci a produrre tutta la documentazione come pagelle ecc…e riesci ad attestare che tu hai gia affrontato con successo (la sufficienza) la materie di area comune a tutte la scuole superioori (italiano , matematica ecc…), non te le fanno più fare. Però dovrai affrontare tutte le materie di settore , come i laboratori di sala/bar e ricevimento , oltre ovviamente a cucina.
Tieni presente che, sono d’accordo con chi dice cha la scuola non ti fa diventare un cuoco…è assolutamente vero…però ti da comunque delle basi operative e metodologiche , percui ti aggevola nel momento in cui deciderai di avere delle esperienze lavorative. Comunque come in tutti i lavori , passione per quello che fai , impegno costante , voglia di farcela , ti aiutano sempre.
Auguri.
e io…ho solo 23 anni….vorrei veramente imparare….ma io sto a catania nn c sn scuole d cucina si e no qualche corso ke vale vale poko e costa tantissimo……il mio sogno è di andare via e aprire 1 piccolo agruturismo dove poter cucinare x i miei ospiti…a prescindere da ciò cucinare è da anni la mia passione…e vorrei coltivarla…
ciao a tutti…ho solo 18 anni…. mi sarebbe tanto piaciuto frequentare una scuola alberghiera… ma purtroppo mio papà non ha voluto dice che far la cuoca per una ragazza non è bello… dice che è un lavoro troppo faticoso…così tra circa 6 mesi se tutto andra bene diventerò geometra… ma non mi ha mai abbandonato quella passione che ho per la cucina… adesso vorrei non appena diplomata poter frequentare un corso per diventare cuoca, ma non ho la più pallida idea da dove poter iniziare…abito a caltagirone in prov di catania,e qui non c’è granche su corsi del genere spero con tutto il cuore di riuscir a trovare quel corso che faccia propio per me… ciao a tutti
Ciao A tutti ,sono Bets e ho 31 anni,sono stufa di fare l’impiegata e amo la cucina da molto tempo, fine anno io e mio marito andremo in spagna e mi piacerebbe avere delle basi per insegnare cucina italiana, vivo vicino a Milano ma nn trovo scuole che mi diano questa cosa, tranne il gambero rosso a Roma che per me costa troppo.qualcuno può aiutarmi e indicarmi una buona scuola anche diurna?
grazie
Ciao a tutti ho 23 anni e mi sarebbe tanto piaciuto frequentare una scuola alberghiera, ma purtroppo non sono stato accettato poichè era a numero chiuso. Mi mancano pochi esami per laurearmi in ingegneria elettronica ma ancora adesso non mi ha mai abbandonato quella passione che ho per la cucina. Vorrei poter frequentare un corso per diventare cuoco, ma non ho la più pallida idea da dove poter iniziare…Qualcuno può Consigliarmi qualcosa? Vi prego Aspetto vostre risposte.
vi confesso che il mio grande sogno e’ avere un locale tutto mio….amo cucinare,anche perche mangiare e’ un mio grande piacere…sto accarezzando l’idea di frequentare un corso x chef,ma mi avete sbattuto in faccia una verita a cui non stavo dando molto peso: ho 36 anni….che brutto avere dei sogni nel cassetto e scordarsi l’eta!!!!!! grazie x avermi ricordato come stanno le cose. buon lavoro a tutti…..
Perchè abbattersi, Serena? Alla tua età non pensavo di diventare cuoco, poi le cose sono andate in una certa maniera.
In tempi di crisi e se ne hai la possibilità, puoi sempre pensare di metterti in proprio: io, per esempio, voglio ritirarmi.
Ciao,ho 18 anni e tra 2 mesi mi diplomerò in ragioneria. ovviamente questa non è assolutamente ciò che vorrei,la mia grande passione è cucinare.. a 10 anni ho iniziato a guardare e sperimentare in cucina mia madre e imparare piano piano sempre più cose.
ora mi chiedo,inizio in un ristorante quindi facendo ovviamente la gavetta e tutto il resto e poi poter diventare qualcuno o inziare con qualche corso?
io preferirei iniziare con la gavetta e imparare piano piano.. so quanti sacrifici dovrò passare e la determinazione che ci vuole però lo voglio fare,so che quella è la mia vera passione e farò di tutto per poter diventare qualcuno un giorno..
spero che ora tu Maurice possa darmi qualche consiglio..
grazie mille
Ti invito a leggere:
http://espresso.repubblica.it/food/dettaglio/ragazzi-prima-di-viaggiare-imparate-la-cucina-della-nonna/2069122
ok grazie..
volevo anche un parere da un professionista,secondo te cosa è meglio che faccia?sono molto confusa su come poter iniziare.. grazie ancora
Eccomi qui, in questi commenti rivedo le mie aspirazioni, il mio sogno, le mie paure e la mia voglia di intraprendere una strada un pò oscura.
Ho 23, da poco laureata in scienze politiche, mi ritrovo a dover decidere se intraprendere una laurea specialistica nel mio ambito di studi o seguire il cuore e la pancia e avventurarmi nel mondo della cucina. Più passa il tempo e più mi convinco che la ristorazione, l’invenzione, la manualità sia la mia strada. Avrei bisogno di un consiglio amico, meglio frequentare un corso serale di 3 anni presso un istituto alberghiero o iscriversi ai tanto citati e tanto dispendiosi corsi professionali (Alma, Cordon Bleu…)? E nel caso decidessi di seguire i corsi professionalizzanti, quali dei due mi consiglierebbe???
Spero sinceramente di ottenere una sua risposta..
Un grazie sincero
Maria
Alla ragazza che ispirato questo bel post, ci sentiamo di dare delle indicazioni di incoraggiamento. Spesso gli allievi dei nostri corsi di cucina professionale hanno dai 35 anni in su e tutti o quasi ormai lavorano. In sostanza, la cosa è possibile.
Alcune cose vanno superate e tra queste c’è la necessità di poter lavorare un anno guadagnando poco, perché non si riesce mai a partire con uno stipendio decente. Chi già lavora, deve fare il conto, per un po’ di tornare indietro in termini economici. In sostanza, bisogna potersi mantenere almeno parzialmente per un po’.
Crediamo che questo sia lo scoglio maggiore. Per il resto, in Italia di cuochi disoccupati non ce ne sono. Magari non si diventa ricchi, ma lavorare si lavora.
Nel caso di una donna si pone qualche problema in più, perché spesso le attrezzature e gli strumenti sono “maschili”. Altezze da uomo, padelle a saltare da uomo. Ciò nonostante, le donne che hanno voluto ci sono riuscite e per inciso, quando ci riescono hanno alcune marce in più: capacità di reggere lo stress, capacità di lavorare in multitask, sensibilità olfattiva superiore. Ovvio, c’è anche qualche svantaggio (per fortuna, lo scrivente è un uomo).
Questa articolo fa pena! Mi vergogno per te, nella vita ci vuole forza ottimismo…conosco cuochi ed aiuto cuochi felicissimi di farlo e che non hanno trovato difficoltà…tu perchè fai lo chef allora???? per cortesia!!!!!!
Visto che sei così bravo, fatti un blog e spiega tu come si fa. Vedi troppe fiction su Mediaset.
Salve,
mentre leggevo questo blog mi sono riconosciuta in pieno in tutte le persone che scrivono di voler cambiare per lavorare in cucina. Io sono una veterinaria laureata l’anno scorso, dopo tanti anni di faticosi studi mi sono resa conto che il veterinario non è un lavoro per me e in più è davvero difficile trovare qualcuno disposto ad insegnarti il mestiere e darti una piccola retribuzione.
Ho quasi 30 anni e ho deciso di cambiare mestiere e di entrare nelle cucine a breve frequenterò un corso di cucina e sto già lavorando come aiuto cuoca. Mi sento veramente felice e realizzata anche a sbucciare tonnellate di patate :)) Per fortuna la cuoca per cui lavoro è una persona splendida, mi sta insegnando tante cose e mi lascia anche la possibilità di creare qualcosa (soprattutto dolci che sono la mia passione).
Ho girato mezza città per autocandidarmi in cucina e a tutti dico la stessa cosa: so cucinare a casa, ma non in ristorante, ho tanta voglia di imparare e ho una passione grandissima per questo lavoro. Dicendo così i futuri datori di lavoro diventano subito gentili e mi dedicano anche qualche minuto del loro tempo per qualche consiglio, promettendomi che appena si libera un posto mi chiameranno!
Chissà…..io aspetto!
Grazie a tutti….
Splendido, sono contento per te. Non mollare.
Ottimo articolo, conmplimenti, sono capitato qua per caso, ero in cerca di un corso di cucina in lombardia che mi potesse dare delle basi solide e che fosse sostitutivo della scuola alberghiera chenon ho potuto fare a suo tempo,e i magici motori di ricerca mi hanno invece portato su questa pagina che reputo interessantissima…
vorrei un consiglio, ho 28 anni, sono intenzionato a investire dei soldi per il mio futuro, ho visto che con 5-6mila euro la cast alimenti di brescia fa dei corsi di formazione che partono dalla base….alcuni chef mi han dato già il loro parere rifuardo questi corsi…ora vorrei anche il tuo!
valgono la pena? mi permetteranno di trovare un lavoro in cucina, magari non in italia ma all’estero?
grazie!
Cast Alimenti, come l’Etoile del mio omonimo, sono ottime scuole, però… Ti rimando ad un prossimo post, perché la risposta rischia di essere lunga.
Di anni ne ho 43 mi piace cucinare e con discreto successo.
Però questo successo è ristretto all’ambito dei parenti o degli amici i quali, si sa, sono i primi a ridere delle tue imitazioni o delle tue battute.
Penso che per intraprendere questa carriera si debba iniziare ben presto, a 16 anni. Non più tardi
Saluti.
Alessandro