Ott 29 2007
Lo facciamo questo nucleare?
Poco prima dell’una di mercoledì 24 ottobre, il parlamento europeo ha approvato la relazione del commissario Reul che invia un chiaro messaggio pro-nucleare a Commissione Ue e Governi, sollecitandoli a sviluppare subito i reattori di quarta generazione.
Il testo approvato dice che «l’energia nucleare è indispensabile per garantire a medio termine il carico di base in Europa», concetto che pianta un’altra bandiera nel campo di chi vorrebbe affidare all’atomo almeno una parte del nostro futuro di consumatori di elettricità e riscaldamento.
Detto questo, però, la relazione evidenzia il «ruolo potenziale del nucleare ai fini della protezione del clima» e che il suo utilizzo «avrà effetti diretti anche sugli obiettivi climatici che l’Ue potrebbe realisticamente fissare».
Fate come volete, sembra voler dire l’Europarlamento, «ma in caso di uscita dal nucleare non si potranno conseguire gli obiettivi in materia di riduzione dei gas a effetto serra e di lotta contro il cambiamento climatico».
Fin qui la notizia che mi era sfuggita, che ho ritrovato a qualche giorno di distanza sul Corriere e che diffondo per chi è distratto come me.
Al referendum sul nucleare di diversi anni fa anch’io ho votato come la maggioranza degli italiani: no. Allora la scelta nuclearista non dava sufficienti garanzie di sicurezza, come poi ha dimostrato Cernobil.
Se oggi fossimo chiamati nuovamente alle urne, cosa voterei?
Non posso giurare se i reattori di quarta generazione siano sicuri e puliti, non sono uno scienziato e - ammetto - mi interesso poco a queste grandi scelte. So però che Rubbia sostiene che la fusione a freddo da lui inventata abbia tutte le carte in regola per coniugare insieme sviluppo energetico, sicurezza umana ed ambientale, assenza di scorie radioattive.
Quindi… se questi sono i nuovi reattori, non avrei nulla da obiettare sulla loro costruzione anche in casa nostra, a meno che mi si dimostri - non ideologicamente - che non è niente vero.
Della stessa mia opinione devono essere anche politici nostrani.
A parte quelli della destra - che hanno approvato la relazione Reul per dargliela sui denti ai verdi - mi ha stupito vedere tra i favorevoli l’ex radicale Marco Pannella (lui che fu tra i promotori del referendum antinucleare), il (ex) socialista Gianni De Michelis, l’ex diessino Achille Occhetto ed il (tuttora) comunista Marco Rizzo.
Non so se essere contento che anche altri emeriti personaggi pensano che il moderno nucleare è sicuro e pulito, o se allarmarmi per i salti di quaglia dei nostri politici che a Roma dicono bianco e a Strasburgo affermano nero.





















































Anche io votai “NO” in quel referendum. Forse fu una scelta strategica sbagliata, ma oggi rimettere in piedi il nucleare richiede tempi enormi. Il sole, il fotovoltaico è la soluzione. Se ogni tetto di casa italiana avesse un pannello da 1Kwh saremmo a cavallo. Perchè i soldi del CIP6 (guarda la tua bolletta) non li investono lì invece che nelle centrali a turbogas (l’energia più costosa)? La risposta è un elenco di nomi dell’economia italiana da paura.
Ti ho risposto sul mio blog, mi farebbe piacere se raccogliessi l’invito.
Ciao Marco.
La fusione a freddo non esiste, per uno che sa un minimo di fisica è come sentire parlare di di pietre che trasformano il piombo in oro.
Caro Luca, io ripeto quello che leggo sulla stampa. Se i giornalisti sono degli imbecilli, io riporto le loro imbecillità. Ho già detto che non me ne intendo di fisica nucleare.