Nov 30 2007
Jingle Bells
Ormai ci siamo. Finisce novembre ed è già cominciato il conto alla rovescia per Natale.
Qualche azienda aveva lanciato i suoi spot televisivi già ad ottobre, Massimo Boldi è uscito già da giorni con il suo film delle feste, ma sono casi isolati. Da domani, però, si comincia a fare sul serio.
Luminarie, alberi già decorati, presepi in allestimento, Stille Nacht che sostituisce il pop nei supermercati. Tutto porta alla notte di Gesù Bambino.
La prova generale sarà il ponte di S.Ambrogio, una tre giorni all’insegna della (speranza della) neve. A onor del vero sulle piste c’è già, grazie alle precipitazioni della prima parte di questa settimana ed ai cannoni, e tutti gli impianti saranno aperti.
A fondo valle, invece, dovremo ancora aspettare un po’ per vedere un po’ di bianco.
Chi vuole fare un salto qui per immergersi nell’atmosfera natalizia, con o senza sci, da qualche giorno alcuni, da domani anche tutti gli altri, aprono i mercatini di Natale, così cari alla tradizione nordica ed ormai una istituzione anche da noi.
Ecco una panoramica dei siti dei mercatini:
Per onor di patria mi permetto di segnalare tutte le iniziative previste, oltre al Mercatino, per il Natale a Trento:
e chi più ne ha più ne metta, basta solo scegliere.
Anche per la ristorazione comincia il periodo d’oro di lavoro.
Finite le cosiddette ferie annuali - quest’anno all’insegna del superlavoro casalingo - da domani si riaprono i battenti con il nuovo menu invernale le cui preparazioni mi hanno occupato gli ultimi tre giorni.
Se non ci sono contrattempi, arriva il mio nuovo aiuto, quindi da lunedì si comincia con l’addestramento sul campo. Il tempo di scaldare i muscoli ed ecco subito la tre giorni di S.Ambrogio, o il fine settimana dell’Immacolata per i non milanesi (auguri a quella persona che compirà gli anni, quanti?, sabato prossimo).
Subito dopo si va con la progettazione del menu di S.Silvestro, il Cenone. Già ad ottobre sono arrivate le prime email di prenotazione e le telefonate cominciano a farsi più pressanti. Un mese esatto e saremo in mezzo al ciclone.
Anche stavolta sopravviveremo, questo è certo.






































Allora: si può approfittare del proprio lavoro per mettere il cuore in pace?
E’ una presa per i fondelli o un difetto di relazionarsi?
Dopo un periodo in cui i giovani meridionali chiedevano di lavorare nella loro terra, oggi sono tornati a battere le strade dei nonni, a lasciare il luogo natio per venire al Nord. Giusta la posizione precedente, giusta quella attuale.
permettersi di girare tra stelle Michelin di varia grandezza, che del food hanno fatto una ragione di vita professionale o quasi. Il sottoscritto non è fra questi, e quindi non posso spendere una parola né offrire un videoclip su quanto è successo in questi giorni.