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Nov 07 2007

Cucina casalinga? No, di ristorante

Published by Maurice under Ristorante

Il brodetto di Gallinavecchia al post di ieri ci permette di andare avanti con le nostre considerazioni sul mangiare fuori casa.

Una volta il locale che esponeva il cartello "Cucina Casalinga" era preso d’assalto. Casalingo era sinonimo di genuino, semplice ma gustoso, prezzo modico, servizio familiare e senza pretese, insomma era come accomodarsi nel tinello della zia.
Nella Cucina Casalinga si mangiavano i rigatoni al ragù, gli spaghetti al pomodoro e basilico, le fettuccine panna e funghi, la bistecca ai ferri, il pollo alla diavola, il coniglio al forno con le patate, e per finire in bellezza la torta della nonna.
La cucina ruspante si trova ancora oggi nelle due versioni: d’autore e da sbarco. Nel primo caso gli spaghetti al pomodoro saranno sicuramente fatti a mano (in proprio) o di un qualche pastificio molto artigianale dalle parti di Gragnano, con pomodorini di Pachino (veramente coltivati sul balcone) e basilico appena colto nella serra biologica dietro la cucina.
Nel secondo caso… leggere attentamente le avvertenze e le modalità d’uso. Può avere effetti collaterali.

Oggi la cucina casalinga normalmente non si usa più, per un motivo molto semplice: perchè andare a pagare molto di più se le cose che vengono proposte le mangio già a casa?
Si va a cena fuori per mangiare diverso, qualcosa di sfizioso, qualcosa che normalmente a casa non si fa per centomila motivi.

Ed ecco che vanno forte - per fare un esempio terra terra - le cotolette alla milanese con le patatine perchè poche donne accettano di impestare la casa con il fritto, così come il pesce alla griglia, a meno che non si disponga di un barbeque in giardino.
Oppure vengono privilegiate le cotture lunghe (nei pochi ristoranti che le fanno ancora) come i brasati, gli arrosti, i bolliti che nessuna donna che lavora fuori casa può permettersi di fare nell’oretta dedicata alla cucina serale.
Fino a tutto quel ben di dio che gli chef si inventano per far svenire i propri clienti, sfiziosità e fantasie culinarie che solo pochi non addetti ai lavori sanno comporre, sia per i prodotti usati, sia per la tecnica impiegata.
Sfido chiunque a dirmi che a casa sua usa il sifone per fare le spume, o che ha un pacojet per ingolosire i pargoli o un abbattitore, indispensabile in certe lavorazioni. Non resta, quindi, che andare al ristorante.

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