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Nov 10 2007

Colpa del cibo? Dubito.

Published by Maurice under Alimenti, Costume & Società

Ho seguito e seguo mia moglie - che in questi casi non è più il Capo - nelle sue vicissitudini sanitarie che, per fortuna sua, sono rare. A volte, anzi, spetta a me spronarla alla prevenzione, alla cura della sua persona perchè, da buona Gemelli, anche su questo tenderebbe ad essere superficiale. Sposo quindi appieno il post di Gallina Vecchia, che solleva un problema non-problema, nel senso che la prevenzione permette di sconfiggere in partenza un male troppo diffuso. Brava.

Ed allora ne parlo anch’io, dal mio punto di vista e da quest’angolo di mondo ritenuto da tutti un angolo di Paradiso. Premetto che non è assolutamente mia intenzione fare pubblicità negativa né voglio indurre qualcuno a disertare questa terra per le sue vacanze o per un eventuale cambiamento di vita.

Un paio di settimane fa è arrivata come una saetta in un cielo senza nuvole la notizia che Giuseppe, il figlio di una coppia di nostri cari amici, compagno di elementari e di giochi di nostro figlio, dopo una visita medica per uno stato di spossatezza che durava da qualche giorno (una banale influenza?) era stato ricoverato immediatamente al più vicino ospedale di zona.
Dopo i primi accertamenti i medici hanno deciso il suo trasferimento a Trento e da qui - dopo altri esami immediati - al ricovero d’urgenza a quello di Bolzano, specializzato in regione per il trattamento della malattia che ha colpito improvvisamente Giuseppe a 28 anni: leucemia.

Immediata la terapia chemioterapica che, nella diagnosi dei medici e nella speranza dei genitori e di tutti noi, dovrebbe dare risultati positivi.
Resta il problema che ci siamo posti tutti: com’è che un ragazzo sportivo (giocava ad hockey in squadra con mio figlio), senza mai un disturbo, senza precedenti in famiglia, abbia contratto una malattia così devastante?

E perchè in questa terra i tumori sono così all’ordine del giorno? Della Val di Non si sa: l’uso di anticrittogamici sui meleti ha portato questa valle ai vertici della classifica infausta del cancro. Ma come mai nel mio piccolo paese, duemila anime in tutto, solo l’anno scorso si sono registrati ben 7 casi di tumore al seno? Non ho consultato statistiche nazionali o provinciali, ma mi sembra fuori del comune un’esplosione così improvvisa e simultanea di casi.

Mia moglie stessa, subito dopo Cernobil, è stata colpita da ipertiroidismo, una malattia senza precedenti in famiglia sua e da anni debellata da queste parti. Nessun medico ha mai confermato i miei sospetti, ma la coincidenza è stata troppo repentina. Ringraziando Iddio ed i medici, una buona cura di un paio d’anni l’ha debellata radicalmente.

Parlando con i vecchi si sente ripetere che è tutta colpa di quello che mettono nei nostri cibi. I medici, da parte loro, sostengono che una volta si moriva prima per altre patologie; oggi, che queste sono state sconfitte, si muore a tarda età per l’unica malattia che ancora miete molte vittime: il tumore.

Io ho un’altra teoria, e sottolineo teoria, molto personale e per nulla provata, quindi perfettamente opinabile.
Un germe, una spora, un battere nel cibo oggi viene facilmente identificato, e quindi distrutto. Una cattiva alimentazione (troppi grassi, poche fibre, eccetera) ed un cattivo stile di vita possono provocare malattie anche letali, ma già tre coincidenze fanno un caso, e nessuno ha ancora chiarito se e quante radiazioni atomiche, elettromagnetiche,  e simili assorbiamo, con o senza cibi.
Abbiamo tutti i mezzi per contare le polveri sottili, l’anidride carbonica e tutti gli altri gas nocivi, ma non ho ancora visto un solo laboratorio che misuri le radiazioni varie (su Wikipedia ce ne sono di tredici tipi diversi, ma sono tutti?) sul nostro territorio.

Può darsi che la mia sia una posizione oscurantista: la colpa è di quello che non conosciamo. Io però so che ai germi del cibo so porre rimedio, ma non ho un contatore Geiger in cucina.

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