Nov 21 2007
Cercasi aiuto cuoco
Ci risiamo. La settimana prossima riapro i battenti e sono di nuovo solo in cucina. Il baldo giovane che mi ha sopportato aiutato quest’estate se n’è andato senza neppure ritirare la busta paga. Abbiamo vaghe notizie di una sua presenza nei giorni successivi alla sua dipartita, ma poi il buio assoluto.
Un giorno il Capo ed io siamo andati anche a casa sua, temendo il peggio: non rispondeva al cellulare né agli SMS, la casa era chiusa. Di questi tempi si rischiano brutte sorprese e stavamo per rivolgerci ai Carabinieri. Poi un labile messaggio per dire che era vivo, e quindi il silenzio siderale.
Per un mese ho avuto il sostegno di un collega in procinto di scegliere fra la Princess Line e Kuala Lampur, ora però sono di nuovo solo.
In un lampo di genio ho fatto all’americana: cartello con la scritta Cercasi aiuto cuoco, non si sa mai. E difatti neppure dodici ore dopo è arrivata una telefonata: ok, ci vediamo questa sera.
L’impressione immediata è stata ottima. Albanese d’origine, italiano da nove anni, varie esperienze di gavetta in cucine (anche una stellata), molta voglia (a parole) di imparare a fare il cuoco come il padre ed il fratello, un metro e novanta di bella presenza (non conta niente con le patate e le carote, ma fa sempre piacere avere una persona gradevole al fianco).
Aspetto una risposta per il mattino seguente, dopo che la sua ragazza avrà parlato con una pizzeria che le abbiamo indicato e che sta cercando una cameriera.
La risposta arriva, ed è negativa.
A lei offrivano mille euro per undici ore al giorno senza riposi settimanali. Al collega della Princess offrono millesettecento euro per tredici ore al giorno come capo-partita, senza riposi, e a Kuala Lapur gliene danno più o meno l’equivalente.
Non ho ancora capito se parlare chiaro con i candidati, offrir loro un impiego in piena regola contrattuale, parlar loro di progetti, proporre una formazione, o se invece prenderli per i fondelli con false promesse, spremerli e sfruttarli.
Sembra che recepiscano meglio quest’ultima proposta.

















































se non li tratti nel modo piu corretto ti pigliano per il culo loro di sicuro, se li tratti male e hai un cuore ti senti una cacca tu. Il gioco dunque è uno solo a mio parere contratto in regola si ma a tempo determinato. Con incentivi. Lavori guadagni, lavori bene guadagni di più. Lavori di merda e ti caccio
Approvo perfettamente la tua linea. Il problema, che forse a Milano non hai, è che non si trova nessuno disposto a fare il cuoco.
I ragazzi dell’alberghiera, come ben sai, a 22-23 anni abbandonano, rimangono i bravi (che devono essere strapagati), i disperati (spesso stranieri, che sono disperati ma che però prima di tutto guardano al guadagno) e le “vocazioni tardive”, ultratrentenni, che però hanno spesso necessità di mantenere una famiglia.
Forse sbaglio, ma ero convinta che fare il cuoco equivalesse sì a farsi il mazzo, ma anche a guadagnare parecchi soldi. Forse se alzi la posta trovi anche qualcuno che ci viene volentieri a lavorare.
Hai provato a mettere l’annuncio su www.subito.it?
A me è servito!
Ciao in bocca al lupo!
P.S.: Ho il cognato cuoco ma ora si vuole specializzare in pasticceria, semmai dove deve tel?
Ciao Michela
Ti ringrazio per il consiglio. Stiamo a vedere…