Dic 13 2007
Specialisti del tubo
Giornata di m. Cominciata a casa quando, al momento di schiumare il cuoio capelluto con lo shampoo la doccia ha elargito in abbon-
danza solo acqua fredda; bestemmiando - in senso figurato - contro tutta la filiera responsabile del bruciatore, mi sono asciugato il corpo freddo, bagnato e non lavato, mi sono vestito e sono sceso in cucina.
Nella lavagna al primo posto c’erano le brioches, sul bancone avevo già preparato dalla sera prima tutti gli ingredienti pesati, e quindi via con le brioches, che richiedono ben tre ore di lavorazione.
Già dopo la prima mezz’ora di levitazione ho visto che la levitazione potevano farla solo i monaci buddisti, ed infatti dopo il tempo previsto la massa era ancora più massa, nel senso soda, tutt’altro che lievitata. Conseguenza logica: la massa è finita nel bidone dell’organico. Domani niente brioches.
Altra sorpresa del primo mattino: la pectina. Avendo in programma per questa e la prossima settimana la preparazione di una serie di confetture e mostarde, ieri sera ho fatto bollire le mele per ricavare la pectina (uno chef non dovrebbe servirsi dei prodotti chimici). Sennonché - errore di calcolo mio, lo ammetto - la pectina ricavata è stata ben poca cosa rispetto alla materia prima impiegata, quindi dovrò ripetere l’operazione nei giorni avvenire.
Il lato positivo è che ho già la polpa pronta per il ripieno della crostata di domani.
In mezzo al marasma e nonostante il passare delle ore il problema dell’acqua calda non si risolveva né da solo, né passando dal sistema automatico al sistema manuale. Morale che a mezzogiorno ho richiamato il tecnico per scongiurarlo a passare.
Questa volta è venuto, come promesso, ma la caldaia sembra non avere nulla nella parte elettronica. Forse c’è qualche interferenza sulla parte elettrica (i termostati? il timer?) o nella parte idraulica (qualche pompa che non va) o chissà in cos’altro.
La realtà è ben diversa dalla tv: non esiste un dottor House dell’impiantistica che riesca a dare una diagnosi certa per una serie di possibilità così diverse. Bisogna affidarsi alla fortuna, sperando che l’artigiano di turno l’abbia imbroccata.
La specializzazione ha toccato anche questo settore. Se una macchina non va, chi bisogna chiamare? Per rimanere al tema, sulla caldaia possono intervenire ben cinque persone: lo spazzacamino, l’idraulico, il bruciatorista, l’elettricista e l’elettrotecnico. Possibile che uno non sappia fare tutto e risolvere il problema ovunque sia la causa?
In cucina un cuoco deve saper pelar le patate, fare una salsa, impiattare un primo, confezionare un arrosto, cuocere una torta, con una discreta competenza anche sui vini da accompagnamento, senza trascurare le lingue, la legislazione antinfortunistica, sulla sicurezza e sull’igiene.
Se, poi, è anche imprenditore, deve saperne di contabilità, gestione del personale, amministrazione e tecnica bancaria.
Sulla bravura di questi "tecnici" porto un esempio.
Ci eravamo accorti da tempo che il motore di raffreddamento del frigo dei gelati non funzionava: rispetto all’anno precedente stava consumando il 700 percento in più. Il manutentore, chiamato da noi, ha affermato che la cosa era normale: non sapeva o non aveva voglia di intervenire sulla "normalità".
Il frigorista, a cui ci affidiamo ultimamente richiamandolo dalla pensione, domenica (domenica!) ha dato un’occhiata ed ha regolato con un tocco non so cosa. In questi giorni il motore è tornato ai vecchi consumi, questi sì normali.
Allora ditelo! Non ho voglia di lavorare, oppure non ci capisco una mazza. Ma non spacciatevi per specialisti.

















































