Dic 18 2007

Davide vs Golia

Published by Maurice at 00:19 under Ristorante

Ansa delle 17.49 di ieri, lunedì 17 dicembre: Trento è la città d’Italia dove si vive meglio, e siccome Trento è il Trentino, siamo la terra dove c’è il meglio.
Non solo, ma Paolo Marchi, nel suo post sempre di ieri, riporta i buoni risultati culinari del Trentino, dove - dice Paolo - si mangia sempre meglio, e nessuno se ne accorge. Spero di esserci anch’io in questo giudizio.

Con Paolo ci siamo incontrati sabato sera, quando mi ha onorato con la presenza sua, della sua deliziosa signora e del suo sbalorditivo figlio Brando. Purtroppo la ressa di quella sera mi ha impedito di deliziarmi della loro presenza troppo poco rispetto a quello che avrei sperato, ma confido di avere altre occasioni per starcene tranquilli a parlare di cucina e cibo.

Chiusa la parentesi sull’informazione, apro i commenti.

Non è la prima volta che mi lamento che il Trentino è considerato un po’ di qua ed un po’ di là, una sorta di terra di nessuno sulla quale non vale la pena soffermarsi a lungo. Siamo la periferia d’Italia, e quello che conta è il centro storico, la Galleria o il Duomo di Milano, noi siamo Buccinasco. Una terra da cartolina, con le sue cime ed i suoi prati, i suoi laghetti ed i campi da sci. Punto e basta.

Questa amarezza si somma al precipizio in cui sta cadendo a velocità supersonica tutta la ristorazione italiana. Non in qualità, ma in quantità. Non ho né tempo né voglia per fare ricerche in questo senso, e confido nella pignoleria dei miei lettori per colmare questa lacuna; di sicuro le aziende della ristorazione stanno cadendo una dopo l’altra come le pedine del Domino, in misura inversamente proporzionale a quanto i mass media si occupano di food and drink.

Porto alcuni dati facilmente verificabili.
Telecom Italia ha chiuso il bilancio 2006 con un utile netto di 3.003 milioni di euro (se non sbaglio quasi 6 mila miliardi delle vecchie lirette). 
Mediaset, da parte sua, ha registrato un utile netto per il 2006 di 505,5 milioni di euro (1.000 miliardi delle vecchie lirette).
Chi si vuole dilettare può aggiungere a questi anche i dati di Tiscali, Wind, Vodafone, 3, Nokia, Siemens, Sony, ed altre trascurabili società del settore TLC. Mettiamoli tutti insieme, e vediamo quanto viene fuori.
Anche il più ignorante di matematica capisce da solo quale potenza di fuoco - si direbbe in termini militari - ha il settore. E’ lampante come la nostra vita sia condizionata ogni giorno di più da queste superpotenze atomiche, per restare nell’allegoria.

Ora prendete non dico un ristorante, ma tutti i ristoranti italiani messi insieme. Insieme decidono di investire  nel bombardamento pubblicitario: italiani, venire a mangiare nei ristoranti.
Quanto possono sparare? Sempre in termini militari è come se gli Stati Uniti, la Russia e la Cina decretassero guerra ad Andorra.

Non dobbiamo stupirci, allora, se siamo e saremo sempre più condizionati da tastiere, tastierine e telecomandi. Il mangiare, e soprattutto il mangiar bene andranno sempre più a farsi fottere.

Ben vengano i complimenti, le recensioni, le segnalazioni o le stelle sulle guide. Fra non molto tutto questo farà parte dell’archeologia sociale o del sano disquisire salottiero: ti ricordi quando Vissani era il numero uno? Ma no, c’era anche quell’altro, Perbellini, ed anche - come si chiamava - Cedroni? No, ti sbagli con i Santini, o forse era Alajmo, sai…quello giovane. A proposito, che fine ha fatto Beck? Dicono che sia in Giappone con la Feolde. 

Dicano quello che vogliono, però è di un bello mandare sms da McDonald’s.

Ecco il primo commento a “Davide vs Golia”

  1. MisterQil 18 Dic 2007 alle ore 16:58

    Mi frullano un sacco di pensieri per la testa, perchè in due giorni hai toccato un argomento che affronterei da almeno due punti di vista. Oggi un lato economico, fatto di pubblicità, concorrenza e grandi numeri: ieri lo stesso lato visto con un approccio consumistico, fatto di faciloneria travestita da informalità, o più spesso da malcostume.
    Partendo da ieri, è troppo facile dire “si comprano l’IPod e non vengono a mangiare”…
    E’ vero, è così, ma ti ricordi quel post sul dover smitizzare il Ristorante ?
    Della gente che preferisce la caciara della Pizzeria e che a conti fatti è intimorita dall’atmosfera più che dai prezzi ?
    Mi accorgo di essere attorniato da schiere di persone che hanno paura di farsi servire come Dio comanda, che sono intimorite da un cameriere che ti da del Lei e da una tovaglia ben stirata, quasi che l’uguaglianza tra le persone debba essere sancita anche da un’assenza di regole, di educazione e da una sciatteria generale.
    Sarà giusto provare a smitizzare il Ristorante, ma anche educare le persone a ciò che è bello (e buono), non mi sembra una brutta cosa.

    Poi continuo…
    :)

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