Dic 28 2007
Buoni propositi
Parallelamente ai bilanci ci hanno insegnato a fare anche i buoni propositi per il nuovo anno.
Cosa porterà il 2008, al di là delle previsioni astrali? Di sicuro sarà l’anno degli europei di calcio in Austria e Svizzera - e non me ne può fregar di meno - l’anno del mio sesto decennio su questa terra - e questo è già più importante - e, come è consono all’età, dovrà cominciare l’età della saggezza, se ancora non è iniziata. Quindi un proposito, uno solo, a me me lo faccio.
Sono della generazione nata nell’immediato dopoguerra, quella che si è ritrovata a diciotto anni a scendere in piazza contro la guerra del Vietnam, e da lì a battersi per tutta una serie di valori e di ideali che sono stato poi affossati dalla generazione seguente. Ringraziando Iddio, con il latte materno i nostri figli pare abbiano assimilato anche i nostri princìpi, e c’è da sperare che almeno nei prossimi decenni qualche briciola dei principi di pace, uguaglianza, giustizia venga distribuita nel mondo.
Per noi, però, tutto questo è rimasto lettera morta, non per colpa nostra.
Abbiamo poi tentato di fare progetti non più pubblici, ma privati: metter su famiglia, farci una "posizione", costruire qualcosa di solido, in qualche maniera affermarci. Quanto si è realizzato? e come si è realizzato? e quanto è durato?
Nelle mie vene oltre al sangue scorre acqua salata. Figlio di un popolo di pescatori, mi ritrovo a sentirmi soffocare se il mio sguardo non riesce a spaziare all’infinito per 360 gradi. Intendiamoci, come tutti i naviganti bramo il porto sicuro, la tranquillità e la dolcezza della casa, ma dalla finestra devo poter vedere l’orizzonte equamente diviso tra cielo e mare. I piccoli spazi mi angosciano, ho bisogno di levar l’ancora per nuovi lidi.
E qui intervengono gli anni passati, già tanti, con il loro carico di esperienze, positive e negative.
Se applicassi il metodo suggeritomi dal mio amico Enrico, quello che ho fatto negli ultimi - ipotesi - vent’anni posso farlo nei prossimi venti. In teoria.
In pratica le cose stanno molto diversamente.
Sono cambiate le circostanze, sulle spalle ho un carico materiale e psicologico che mi dice: attento, non puoi farlo, ed anche se lo puoi, hai voglia di altre bastonate sui denti?
Quanti obiettivi, progetti, grandi e piccoli propositi sono andati in fumo, non per colpa mia, ma perché coinvolgevano altre persone che non erano disponibili?
Un esempio piccolo piccolo, che è successo a tutti, maschi e femmine indistintamente.
Stasera mi sento nella serata giusta. Ecco allora progettare qualche ora di sano piacere: cena, profumo giusto, atmosfera giusta, sguardo assassino, parole perfette. Cosa succede all’ultimo momento? Per un motivo o per l’altro salta tutto. Tanto sforzo per nulla. E parliamo solo di una piccola cosa.
Ecco allora il buon proposito per il 2008 che devo realizzare, perché la mia strada verso l’Inferno è già abbondantemente lastricata, e non per colpa mia.
Basta illusioni, basta programmi a brevissimo, breve, medio o lungo termine, solo un sano carpe diem: se è vero che la c’è la Provvidenza, lasciamo che faccia lei. Vorrà essere benevola? Eccomi, sono qui pronto a raccogliere tutto. In caso contrario, come diceva mia madre, è passato Napoleone, passerà anche questo.
Almeno però non mi illuderò e disilluderò.




















































