Gen 01 2008
Anno che finisce, anno che comincia. Bene.
Eccoci nel nuovo anno.
Facevo le medie quando pensavo a quanti anni avrei avuto nel 2000, nel secolo futuro. Mi sembra ieri, e sono già passati otto anni dall’inizio del nuovo millennio.
Il 2007 è finito bene ed il 2008 è cominciato altrettanto bene.
Al Cenone i nuovi Aimo e Nadia (magari!) hanno raccolto applausi a scena aperta dai commensali che ci hanno scelto. Tutto è scorso nella perfetta organizzazione: i piatti oserei dire perfetti, in giusta successione temporale, armonici anche in quantità perché nulla o quasi è rimasto delle ultime portate.
Devo dire che da quando il Capo è ai miei ordini in cucina, mi sento rilassato e tranquillo anche nei momenti di turbolenza; è un ottimo segno, e per il momento mi Aimo e Nadia, foto di Muccapazza.segue come un bravo discepolo. Ogni tanto devo intervenire per colmare le sue lacune che si riassumono sostanzialmente in quella buona dose di disorganizzazione e qualche tocco di disordine, tipico dei giovani d’oggi, ma tutto sommato è niente rispetto al resto: basta una passata con lo straccio e rimettere le "sue" cose a posto per ritrovare l’ordine naturale dell’universo.
Stanchi della giusta fatica della notte di Capodanno poco dopo le 2 eravamo a letto, e non potevamo iniziare il 2008 solo girandoci dall’altra parte augurandoci la buona notte. Perché quelli che hanno festeggiato sì e quelli che hanno lavorato no? In altri tempi questa occasione ci ha portato due meravigliose gravidanze e due meravigliosi eventi a settembre, oggi invece si va tranquilli.
Rispettata la buona norma del primo dell’anno, la giornata è trascorsa tranquilla nella routine degli altrui giorni vacanzieri. Buone forchette, buoni degustatori che danno soddisfazione compreso qualche germanico gastronomicamente italianizzato, niente bambini, niente strilli né pianti.
Non sono mancati i derelitti di turno che, a servizio ormai abbondantemente concluso, entrano e chiedono se possono ancora mangiare. Caso vuole che all’entrata ci fossi io che ho fatto osservare come fosse un po’ presto per la cena.
E’ patetico notare come la gente non capisca il sarcasmo. "No, no, volevamo pranzare", mi ha risposto il ragazzotto.
Solito discorso, solite considerazioni: ma dove siete stati fino ad adesso? Ok, avete fatto la notte brava, ma allora andate a farvi un cappuccino ed una brioche. O no? Storie di ordinaria cronaca ristorativa.
Fra le cose belle di queste ultime feste ho rivisto due clienti che sono ormai amiche: una con una storia di malattia seria in atto, che sta curando e che non ha toccato il suo splendido aspetto, l’altra con una bimba che ha tanto desiderato, senza essere né sposata né fidanzata.
E belle sono state anche le prenotazioni per il Cenone, in diversi casi fatte a scatola chiusa: conosciamo bene la vostra cucina e sappiamo che ci troveremo bene. Meglio di così! E non sono stati delusi.
Per finire questa carrellata, un ringraziamento a Paolo Marchi che, dalle pagine del Giornale, mi ha ancora onorato del suo plauso. Un grazie a te e tanti auguri di un ottimo 2008.





















































Bello l’inizio! Tanti auguri vecchio mio!
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