Gen 10 2008
Anche se ridiamo
dobbiamo essere seri.
Tutti abbiamo il dovere di pensarla come meglio ci piace, in tutto. Chi è milanista e chi interista, chi è cattolico e chi induista, chi impazzisce per Nino D’Angelo e chi per Peter Tosh, chi ama la sesta e chi la preferisce efebica, ognuno ha i suoi gusti e le sue preferenze. Questo fa la differenza, la dialettica, l’arricchimento reciproco e globale.
Immaginate un’intera nazione che tifa per una sola squadra, escludendo la nazionale? Sarebbe una noia mortale, non esisterebbero programmi di dibattito sportivo, non esisterebbero moviole, non esisterebbero i Bar Sport. Poco male, obietterà qualcuno, ma - mi si consenta - sarebbe una noia. Il rigore c’era? Tutti in coro: noooo. Ma se ha preso la palla con tutte e due le mani e l’ha messa a terra in area, non c’era rigore? Noooo.
E’ giusto, quindi, che almeno uno sia di parere diverso.
Dicono che i blog siano la nuova democrazia. Ognuno può scrivere (quasi) tutto quello che vuole, far conoscere la (sua) verità ai quattro angoli della terra: questa è la democrazia. Di recente questo non è proprio vero, visto che cominciano a fioccare le querele sui blogger, ma diciamo che in buona parte è così.
Se poi non sono d’accordo, posso sempre commentare: se l’autore del blog è una persona democratica lascia il commento e magari mi risponde per le rime, almeno finché il commento non è una spam.
Se però per commentare devo registrarmi con nome e cognome (attenzione che le false generalità sono un reato, lo ha di recente sentenziato un tribunale) allora quel blog non è democratico.
E questo è il primo punto: non è democratico. Anche se vuol apparire il contrario, anzi si palesa come un paladino della democrazia. Occhio!
Non posso dire che l’aglio è profumato e se ne mangio un paio di teste crude il mio alito profumo di Mentafresh: come lo scoiattolo posso annientare un’intera vallata appena apro bocca. Potrei trovare montagne di letteratura in merito, soprattutto fra gli autori coreani e rumeni, ma nessuno di buon senso mi crederebbe mai se dico che l’alito da aglio è profumato come una mentina.
Sei libero di farlo, in base al secondo emendamento, ma - almeno per me - non sei credibile.
Se parliamo di sanità italiana o di sicurezza dei voli aerei, non posso citare i dieci casi all’anno in cui è conclamato il caso di malasanità o degli aerei che cadono. Anche se ridiamo, o tentiamo di far ridere, non posso non ricordare le migliaia e migliaia di operazioni ben riuscite tutti i giorni, i milioni di chilometri percorsi in tutto il mondo dagli aerei di linea e charter.
Se parlo di inceneritori devo portare i dati di tutti, o almeno dire che c’è anche quello di Brescia che funziona perfettamente da dieci anni (avete letto il link nel box di ieri? No, tornate subito indietro ed andate a leggervelo subito).
E questo è il secondo punto: non è credibile. Anche se ho un’idea diversa, per essere credibile devo portare a confronto le due campane, devo dire che c’è anche una realtà diversa, che funziona.
Nel nostro codice, ma penso che sia uguale in tutte le leggi di questo mondo, chi partecipa ad un reato è responsabile tanto quanto chi compie materialmente il reato. E’ il concetto del concorso. In uno stupro di gruppo è responsabile allo stesso modo di compie la violenza, come chi applaude o sta a guardare.
Certo, c’è anche il simpatizzante che, da fuori, dice: hanno fatto bene, e non è punibile. Ma in una società evoluta questo dovrebbe far pensare. Resta il fatto che il simpatizzante è uno schierato: i fan di Pietro Maso dovrebbero essere curati.
Che a Pianura ci sia di mezzo la camorra e gruppi politici ben organizzati è sotto l’occhio di tutti. (Mi rassicura che in molti blog ho visto fare la stessa analisi che ho fatto io). I meno giovani si ricorderanno i fatti di Reggio Calabria, quando i boia-chi-molla e la mafia hanno messo a ferro e fuoco la città per giorni. A Pianura sta succedendo la stessa cosa.
Una volta tanto aveva ragione Castelli ed ha ragione il governo a mandare l’esercito: se c’è chi vuole la guerra per creare il caos totale (i rifiuti sono solo un pretesto) è bene che lo Stato si faccia sentire, con le buone o con le cattive. Chi applaude all’esercito applaude allo Stato (che è unico, non è di destra o di sinistra), chi applaude all’altra parte sa che che applaude alla camorra e - chiamamoli con loro vero nome - ai terroristi.
E questo è il terzo punto: è (almeno) un simpatizzante camorrista o terrorista.
D’accordo che da quando è caduto il muro di Berlino non si capisce più nulla. Anche gli americani avevano foraggiato Saddam per contrastare Komeini, salvo rendersene conto troppo tardi che non era uno stinco di santo. Quindi tutti possiamo sbagliare, o cambiare idea con gli anni.
Giuliano Ferrara ha fatto il giro della bussola, ma nessuno se ne scandalizza più di tanto, visto che lo ha dichiarato pubblicamente, sia quand’era nel Pci sia quand’era sottosegretario nel primo governo di centro-destra. Fa un po’ più schifo chi si presenta come verginella, anche se faceva parte della nomenklatura dell’altra parte.
Lui, però, l’abbiamo sempre conosciuto da una certa parte. E’ sempre lo stesso? O ha fatto un’inversione a U anche lui? O siamo noi che ci siamo sbagliati fin dall’inizio?
Un dato è certo (ed è il quarto): è un qualunquista, semplicemente e nella peggiore accezione del termine.
Chi vuole approfondire cos’è stato il qualunquismo, e magari vedere se ho ragione e quali corrispondenze ci sono con il nostro, consulti Wikipedia; ricordo solo che in Francia il qualunquismo ha portato al governo collaborazionista con i nazisti di Vichy.
E visto che siete su Wikipedia, cercate la voce mania: purtroppo troverete solo che è una fissazione patologica, come la mania di grandezza o la mania di persecuzione.
E’ una patologia, comunque, come chi vede il sesso sempre e dovunque. Anche Marx dev’essere stato un maniaco, perché ha ricondotto tutto all’economia, come il nostro eroe, il quale va in videoconferenza (qui non si scherza: videoconferenza, mica un messaggio portato a mano o faxato) non per dire banalità di tipo presidenziale (è una tragedia), ma per incitare il popolo bue a dare fuoco ai cassonetti dei politici.
Certo, gli amministratori hanno le loro colpe alle quali - speriamo - qualcuno faccia corrispondere le azioni conseguenti, anche giudiziarie. Ma la camorra dove sta? I terroristi sono stanno?
E questo è il quinto dato: ormai è un caso patologico, un maniaco ossessionato dalla politica. Tutto inizia e finisce con i politici, dal bel tempo all’affare che non gli tira più, dal teorema di Pitagora al guanciale della carbonara. E basta, hai stufato.
Ora, possiamo anche ridere - anche se a me fa tutt’altro che ridere - ma sulle cose serie dobbiamo essere seri. Non ci si può lasciar prendere per i fondelli da un elemento del genere. Bisogna essere chiari e dire come stanno le cose. Lui potrà anche avere i milioni, ma noi dobbiamo avere occhi per vedere, orecchie per ascoltare e cervello per capire.
P.S. Grazie a Stefano vengo a conoscenza di questo ad articolo già scritto e pubblicato. Non fa che confermare la mia analisi.
















































