Gen 13 2008
Tutto il resto è noia
Premessa, come si leggeva in certi libri e film: ogni riferimento a blog e persone reali è assolutamente casuale, e serve a rendere più realistico il contenuto del post che segue.
C’è un muro sulla strada che porta in città dove i tifosi di calcio esprimono i loro commenti ciclicamente, a seconda degli avvenimenti. Ha cominciato un milanista con la sua bella scritta di centocinquanta centimetri d’altezza: W MILAN. Poi è passato lo juventino che ha aggiunto DI M…, poi è tornato il milanista, poi l’interista. Oggi è un pastrocchio sul quale gli archeologi avranno il loro bel da fare per decifrare i vari strati di vernice ed i loro significati culturali.
Questa immagine mi è balenata alla mente leggendo l’ultimo post di Sandra sul baccalà mantecato (prego di tener ben presente la premessa).
Considero Sandra una cara amica, generosa, che ha una sua "linea editoriale" con il suo Tocco di Zenzero, è una brava fotografa, è precisa nella descrizione delle sue ricette. Tutto questo per sgomberare il campo da eventuali sospetti che fra noi non scorra buon sangue, e spero di vederla ed abbracciarla presto in quel di San Patrignano.
Ma visto che è domenica, e si sa che alla festa i lettori vanno in camporella piuttosto che stare al pc, mi permetto di fare qualche considerazione su costoro.
Tornando sull’esempio del post di Sandra, volevo fare un appunto al post, ed ho trovato diciannove commenti prima del mio, del tipo "Un altra ricetta slurps slurps! Buon fine settimana a tutti" oppure "Deve essere di un buonoooooooooooo".
Tant’è che mi è venuta la tentazione di lasciar perdere il mio commento ma, proprio per il rispetto e la stima che nutro verso l’autrice, ho deciso di lasciarle comunque due righe. Comunque.
Perché il pensiero era questo: se chioso qualcosa di intelligente (ammesso che lo sia, ma io ho questa presunzione), ne vale la pena? Dalle mie parti si dice: mettere la cravatta al maiale, ne vale la pena?
Il discorso non vale per Sandra, ma per me.
Ho l’impressione, come dicevo in un commento a Loste, che la blogosfera sia una gran bella stanza dove tutti parlano, ma nessuno ascolta.
Un giorno metto giù un post con calore, passione, forse acrimonia, su un tema che mi sta particolarmente a cuore; commenti: zero. Il giorno dopo tocco un tema banale, tanto per riempire la pagine si diceva a scuola, e piovono raffiche di chiose.
Sulle cose (per me) importanti, dove varrebbe la pena infervorarsi, creare un minimo di dibattito, nulla; sulle frivolezze si scatena il cielo.
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AGGIORNAMENTI Per dovere di reciprocità, ma non solo per quello, ho aggiornato la pagina dei link con nuove entrate. |
Scrivo per me, ma, visto che qualcuno mi legge a Mumbay, in Texas ed in giro per l’Oceano Pacifico, spesso penso di scrivere anche per loro. E siccome ho la massima considerazione dei miei lettori, cerco di non dire fesserie.
Stanco di aprire il mio feed reader e perdere tempo a leggere le fisime personali, ho selezionato brutalmente i blog che vale la pena visitare ogni giorno. Nell’elenco delle mie news non c’è (e non c’è mai stato) Beppe Grillo, o Severgnini che pur mi piace o Freddie Nietzsche, che pur seguivo un tempo: alla stessa maniera ho la nausea per chi non parla di niente, per chi parla dei cuscini a punto croce e per chi se la tira.
Probabilmente gli altri riservano a me lo stesso trattamento.
Ma vale la pena scrivere?


















































questo post valeva la pena di essere scritto e di essere letto. aggiungerei che nella blogosfera sono comparse - e questo non vale per te né per sandra - anche le prime markette… a chi regala il vino, a chi non fa pagare il conto… già non faceva piacere leggerle su quotidiani e riviste, figuriamoci sull’anarchico web. af
Lo stesso. Ultimamente comincio ad essere stanca di milioni di blog che scrivono del nulla e parlano del nulla. Non che il nulla non sia da discutere (esiste un bella fetta di fisici e matematici che ci stanno a fare degli argomenti pienipieni) ma è la superficialità che mi sgomenta. Siccome di mio non ho mai pensato di essere profonda ho deciso di parlare poco di ricette per il semplice motivo che lo faccio 10 ore al giorno come mestiere, ultimamente mi capita spesso di non poterne più e voglio pensare-parlare d’altro. Credo sia l’età.
Ovviamente ci sono anche le persone intelligenti, e questi due commenti lo dimostrano.
Ti avevo sempre letto da semplice appassionata (quale sono) senza mai scrivere. Era ora, uffa! Comincio nel mio umile a fare una distinzione tra i blog condotti (mamma parola brutta) da semplici appassionati o da giornalisti o da esperti (cuochi, chef). Nel 2007 ho messo tra i miei preferiti vari autori oltre che te, Mau: quintoquarto, mangiaeabbina, vino al vino, papero giallo e tommaso farina. In ognuno di questi blog ho trovato serietà e passione (ma non solo) in quanto fatti da giornalisti, ma anche disponibilità a darti una motivazione a leggerli. Ecco il motivo per cui la sottoscritta non firma il blog n° 100000000055555666 - come illustre sconosciuta e vera inesperta. Meglio leggere Ziliani, Marchi, Romanelli, Buso, Farina e tanti altri dove almeno ci sono zero foto ma impari.
Senza nessuna polemica, Mau, continuo a leggerti con tantissimo interesse.
Sonia
Benvenuta e grazie per gli apprezzamenti, Sonia, una delle tante visitatrici che stanno nell’ombra, ma che seguono costantemente (fuori dal virtuale, una da sposare!).
Però, c’è un però, che dirò dopo la pubblicità… cioè in un post ad hoc.
Anche io sono una semplice appassionata di cibo o food, come si preferisce dire. In realtà ho scoperto il mondo dei food blog da poco, un paio di mesi, e mi si è rivelato un mondo…Un mondo che però da subito si è diviso in rivoli di diversa frequentazione. Intendo dire, che si trova tutto, ma proprio tutto. Direi che le macrocategorie sono quattro: gli addetti ai lavori ( tu e alcuni altri ), gli “esperti” e qui includo i giornalisti, i frequentatori come cavoletto, i critici. In terzp luogo i semplici appassionati che vogliono parlare di cibo e mettono poco di se nel racconto, e mi si passi il termine, quelli che sono soli quelli che hanno bisogno di comunicare con gli altri a prescindere dall’argomento che usano per farlo. In tutto questo ci sta che ci siano contaminazioni continue, tra un genere e l’altro. Basta sapere a che tipo si appartiene e scegliere quali blog frequentare perchè danno di più, sono interessanti. Non scoraggiarti, scrivere serve, dare un parere professionale anche ed è una forma di contatto che quando è pensata è vera
Caro maurice,mi fa molto piacere venire nominata da te in qs post e l’argomento é più che mai attuale.
Il blog mi ha dato e mi da tanto in senso di scambio di opinioni,commenti e suggerimenti… ho lettori con cui ho iniziato un rapporto epistolare al di fuori del blog,molto piacevole.
Parlando della ricetta del baccalà per esempio ho gradito molto tutti i commenti e dopo di te anche altri lettori mi hanno fatto notare che la ricetta non rispecchia in realtà l’originale che ha tutta una serie di cose diverse rispetto a quelle da me postate..ma il bello dei blog sta proprio li nella possibilità di confronto e “correzione” da parte di chi arriva e lascia la sua.
Negli ultimi due anni e mezzo sono nati talmente tanti blog a temi più svariati che ormai ho perso il conto e a volte la voglia di leggere.
Alcuni hanno argomenti interessanti altri sono mi spiace dirlo noiosi…
Se una persona inizia a scrivere e lo fa con piacere per carità continui pure e scriva tutto ciò che le passa per la testa.D’altronde il blog è “casa sua” e chi passa di li può o no commentare. Ma non sopporto chi inizia e dopo un pò scrive: o non so oggi ho una sensazione,forse smetto perché non ho più cose da dire..e bla bla bla per una pagina intera.. E poi dopo 15 gg puntualmente torna a scrivere le stesse identiche cose. Ma a che pro,mi chiedo??? Per sentirsi dire da 15/20 persone.. ma no perché dai su non mollare ma che belle ricette che posti e che belle cose che scrivi…. etc etc.
Il blog per me é cominciato due anni e mezzo fa,quasi e grazie al blog ho anche avuto parallelamente una bella crescita professionale che oggi mi permette di fare ciò che voglio.. e grazie al blog ho conosciuto persone meravilgliose (che una volta erano solo lettori) e con le quali ho un rapporto d’affetto e di amicizia incredibile.
Ecco, sono stata forse troppo lunga e fuori tema , ma ci tenevo a dire la mia,caro maurice.
Mi auguro di poterti abbracciare presto anche io !
Assolutamente non fuori tema, Sandra, e sono in perfetta sintonia con te.
Sì, a volte manca proprio la voglia di leggere, e viene voglia di chiudere il pc… o di scrivere post del genere. Poi per fortuna passa, grazie anche ai lettori che ti danno una pedata in c..
P.S.: a proposito del baccalà, io ti ho detto come lo faceva mia mamma. Nulla toglie di usare le nuove tecnologie o di gustarlo come si preferisce. Vissani non ha forse sdoganato il vino rosso freddo? o in abbinamento al pesce?
Ma sti cavolo di blog li scriviamo per noi stessi, non per gli altri. Non è come un articolo di giornale che lo metti giù pensando al tuo lettore, il blog è un diario vanitoso, un esercizio di narcisismo, mira a soddisfare il proprio ego e solo in un secondo momento a rendere un servizio a chi ci legge. Il mio che altro non è che un insieme di fatti di vita, curiosità, articoli divertenti e lavoretti al punto croce è un modo per farmi conoscere. Passi di qui? Ti piace? Ti puoi fermare, lasciare un commento, passare avanti. Puoi tornare dopo un mese o mai più. E’ un gioco, serio per noi che lo facciamo perchè ci mettiamo impegno e costanza e molto più ludico per chi ci legge, un esercizio di stile, un modo per essere connessi a persone lontane. E per me, anche un blocco per appunti.