Gen 14 2008
La maggioranza silenziosa
Raramente guardo le statistiche ed ancor meno mi baso su di esse per gestire questo blog. Anche perché, con tutta la buona volontà, non riesco a capirci una mazza.
Prendiamo BlogBabel. Tre mesi fa mi dava al duemilacentosettantaduesimo posto nella classifica dei blog, per farmi salire tre giorni fa all’ ottocentoottantunesimo posto, e scaraventarmi oggi - tre soli giorni dopo - al millequattrocentoquarantanovesimo posto: una montagna russa che mi fa venire i conati.
La mia pagerank, sempre per BlogBabel, è 4, cioè un solo punto in meno di Andrea Bleggi e Daniele Luttazzi che sono al nono e decimo posto nella classifica generale.
Secondo ShinyStat invece, il mio gestore di statistiche, sta andando bene, con un aumento del 22,8 percento di visite negli ultimi quattordici giorni, ed un 26,8 percento in più di pagine viste negli ultimi ventotto. Il rank di ShinyStat è però di 13 su 50, cioè 2,6 decimi, come i miei compiti di greco al liceo!
Se c’è qualcuno che ci capisce qualcosa mi spieghi tutto questo.
Ma non è questo che mi interessa, quanto i contenuti, la capacità di interessare chi legge. Facendo un paragone televisivo, non voglio mai diventare la Maria De Filippi della Blogosfera, preferisco magari essere la Milena Gabanelli, della serie pochi ma buoni.
Ho avuto la fortuna nella vita di fare anche il giornalista (giornalista vero, iscritto all’Ordine, di quelli che andavano in giro a fare domande con il taccuino ed il registratore in mano, a mettere il naso in mezzo alle scartoffie, per fare inchieste che andavano su sette colonne).
Questo mi ha avvantaggiato moltissimo quando ho deciso di scendere in campo con il blog.
Però, però, dicevo a Sonia che mi commentava ieri, c’è un però.
Una regola ferrea che mi hanno insegnato e che mi sono poi imposto non solo nel giornalismo, è di mettermi sempre sullo stesso piano del mio interlocutore. Se parlo ad un pubblico di liceali, posso tranquillamente andar giù duro con le citazioni in latino, ma se voglio che mi capisca anche il blogger che fa il coltivatore o la casalinga, dovrò usare un linguaggio meno aulico.
La cucina ha, inoltre, un suo linguaggio, quello che io chiamo il cucinese, dove troviamo il cinese o chinois, la sauteuse o saltiera, il pass, il sous-chef, il plonger o lavapiatti, il leccapentole ed il coppapasta. E’ così, non ci posso far niente, come in barca c’è la drizza, la scotta, il genoa da cazzare o da lascare per andare al traverso o di bolina.
Tutto questo non deve assolutamente intimorire le Sonie e le Pa che mi leggono, mi apprezzano, stanno nell’ombra ed in silenzio. Non dovete.
Dico sempre che i commenti qui sono liberi (con la sola eccezione delle spam): anche MisterQ mi fa le pulci liberamente. Quindi non dovete essere intimorite né dal linguaggio, né dall’inesperienza nel campo, né dai miei capelli.
Normalmente tutti noi scegliamo ciò con cui ci sentiamo a nostro agio: chi guarda il TG2, chi il TG4, chi La7. Un notiziario non in sintonia con le mie idee politiche mi fa solo incavolare, ed alla sera ho bisogno di dormire tranquillamente.
Però, anche se sono d’accordo, posso sentire il bisogno di intervenire con una mia osservazione, e neanche la presenza del Presidente della Repubblica deve mettermi soggezione. Meno che meno se qualcosa non mi è chiaro. Chiedete, gente, chiedete: se il blogger è una persona intelligente, non si tirerà indietro, ed ogni parola è importante.
Che, poi, il blog ha un vantaggio: c’è l’anonimato, ed anche se uno si firma con il nome reale, chi mai è nel mondo sconfinato del web?
Qui facciamo cucina virtuale. Oh, se vi piace il piatto, ogni tanto mandate i complimenti allo chef (anche lui ha la sua buona dose di vanità), se non vi va, ditelo: anche noi qualche volta sbagliamo la dose di sale nell’acqua.


















































Ho letto , per il momento e tutto d’un fiato la prima volta e meglio la seconda volta, prima di lasciarti un commento.Un po’ intimorita, lo confesso, difronte a tanto interessante qui’ e nel resto delle tue pagine e mi sono chiesta, perché no, se sento il bisogno di esprimere il mio parare su cio’?- Allora, eccomi.No, non ci dobbiamo far prendere dai “punteggi” le pagine che scriviamo ci appartengo, almeno per quanto mi riguarda, sono piccoli pezzetti della nostra vita, usiamo il blog, per aprirci,anche, al mondo, anche se restiamo anonimi ma, un commentino in più, credo, non ci dispiace averlo. Questo, che ci sia o non ci sia, noi continuiamo, ma lo ShinyStat lo consultiamo e magari ne aggiungiamo altri.Voglio dire, che in fondo che l’apprezzamento delle nostre pagine o il non ci interessa, per noi, noi non siamo anonimi. Io comunque verro’ spesso da te.
gran bell’articolo ,la cucina deve essere un piacere e non una competizione è una questione di “buon gusto”, e lasciare posto ai bongustai che non faranno capolavori estetici, cervellotico giro d’ingredienti assemblati in modo da stupire, ma lasciare posto a scambio di sapori e non una guerra di numeri,già ne siamo sommersi da quelli banco mat, cell ecc…. buon inizio di settimana
Eccome se mi piacciono i tuoi piatti caro chef, mi piacciono moltissimo!
p.s. anche io ogni tanto butto l’occhio su Blog Babel e, come te, non ci capisco una mazza. Se non sono la sola mi rincuoro, credevo fosse l’età! ;-)
p.s. nel pollaio c’è un uovo, pardon un meme fresco di giornata che ti aspetta!
Ehehehehehhehe… se hai il feed indicizzato ma non usi il counter optional.. per forza non viene fuori l’algoritmo esatto!!! Ahahahahahahahah… scusa ma ci pensavo da ieri sera… mi pare di leggere supercazzola prematurata.. etc etc etc… :)
Io da te torno sempre volentieri perché sei un uomo davvero generoso e un grande cuoco!
E sono stata davvero felice di sapere della vittoria a SanPA!
Son felicissimo di farti le pulci ogni tanto e, molto più spesso, di esser d’accordo con te. Se commento è solo perchè so che dall’altra parte c’è chi mi ascolta, e se ti scrivo e perchè c’è la certezza del rispetto e dell’interesse reciproco.
Tante volte manca il tempo di scriverti in maniera approfondita, ma i tuoi post si susseguono sempre vari ed interessanti e allora mi capita di smarrire qualche commento.
Dopo PacoJet, pentole e tegami, tornando in cucina, sarebbe bello riprendere in mano l’argomento coltelli ed invitare Nicola Cavallaro, che è un cultore delle lame da cucina.
L’ho buttata lì…
:)
@ Mariluna: piacere di conoscerti. Ma sei a Parigi! Io ho un pezzo del mio cuore lì, perché vivono e vi lavorano mio figlio (http://www.ita.cityvox.fr/restaurants_parigi/l-avant-gout_2371/ProfilLieu) e la sua fidanzata (http://www.restovisio.com/restaurant/49-L’altro.htm).
La prossima volta che passo le Alpi ci vediamo, intesi?
@caravaggio: giusto. Piacere di conoscere anche te. Vi faccio accomodare entrambi ai miei tavoli dei link.
@ Gallinavecchia: finisco le risposte e vado subito a vedere cos’hai combinato.
@ Piccola Cheffa: lo so che ci sei sempre (ShinyStat), anche in silenzio mi arriva il tuo calore ed il tuo affetto, contraccambiati.
@Sandra: grazie, anche dell’email.
@ MisteQ: ottima idea, bisogna vedere se Nicola vuole fare un salto, la porta è spalancata. Ho sempre visto di buon occhio un interscambio di post, come si fa a scuola con i diari, dove gli amici mettono le loro firme.
Sulle pentole, però, ho appena cominciato. Devo continuare con i vari materiali e le varie forme, ma le tengo per quando il mondo mi offre pochi altri spunti.
Certo, con piacere, ti aspetto.Appana posso vado a visitare il ristorante.Ciao