Gen 31 2008
Un sacco di Fiat
Chi è abituato a giocare in borsa d’ora in poi stia attento a dare istruzioni al proprio agente: se date ordine di comperare una certa quantità di Blue Chips potreste ritrovarvi non con un bel pacchetto di Generali o Mediobanca, ma con qualche sacco di patate.
Ho letto allibito la notizia che un agricoltore svizzero ha inventato la patata blu. Esperimento su esperimento, dopo dodici anni di costante lavoro è riuscito a produrre la sua originale patata che è già in commercio nella Confederazione, ma lo sarà a breve anche in tutta Europa. Complimenti (?) ed auguri.
Che volete che vi dica? Queste cose mi lasciano perplesso. Ho studiato abbastanza vetrinistica per sapere l’importanza dei colori.
Per Natale si usano il rosso e l’oro, in primavera vanno i colori pastello, giallo per l’estate, la gamma dei rossi-arancioni per l’autunno, il bianco per l’inverno. Non è questione di consuetudine, ma di vera e propria necessità psicologica e di marketing: il nostro cervello, si sa, abbina ad un certo colore una certa sensazione, e quindi la proposta visiva fa scattare certe leve mentali che ci spingono a certi comportamenti.
Tra parentesi, faccio notare come da anni siamo invasi dal nero, il non-colore come sanno bene i fisici, il colore della morte e di certe camicie. Sarà un caso? Chiusa la parentesi.
E’ lo stesso discorso per cui i camici dei chirurghi sono verdi (tranquillità), all’amore è abbinato il rosso (ardore, passione) e gli abiti delle spose sono bianchi (purezza, una volta).
Senza scomodare il Feng Shui, anche per i ristoranti (ma vale anche per il tinello di casa) esistono delle regole, sempre di tipo psicologico. Sconsigliatissimi per il tovagliato tutti i colori della gamma del blu, che inibiscono l’appetito, ma sì alla gamma dei rossi, dal rosa al bordeaux, un po’ meno i gialli che possono irritare. Il bianco fa molto cucina casalinga, o di gran classe, a seconda dei tessuti usati.
Sui piatti oggi c’è una grandissima scelta. La mia opinione è che, potendo, abbinerei un piatto in ceramica per ogni piatto di cibo; purtroppo le cose belle hanno prezzi impossibili: in questo momento non posso permettermi di spendere quaranta euro per una singola ceramica da urlo.
Preferisco allora il bianco immacolato dove sta benissimo sia una misticanza verde, sia una salsa rossa di pomodoro, sia un giallo zafferano, sia un nero di seppia. A proposito di nero, penso che un risottino alla milanese su sfondo nero sia il massimo dell’eleganza.
Non mi piacciono invece le trasparenze che vanno benissimo per il vino e la biancheria intima femminile, ma non per i cibi, che non hanno risalto: pensiamo ad un foto su sfondo colorato o trasparente, è tutta un’altra cosa.
Quindi, tornando alle nostre patate, ci sarà un motivo perché Madre Natura non ha fatto direttamente lei le patate blu. Sinceramente, ad immaginazione, non mi danno la sensazione di un gran che di appetitoso, magari sono la fine del mondo; ma - a memoria - non mi viene in mente nulla di edule di colore blu, né in natura né trattato, e lo stesso gelato azzurro Puffi non mi ha mai ispirato e non l’ho mai assaggiato.
Ma perché? non andava bene quel meraviglioso giallo dorato delle vecchie ed amate patatine fritte?

















































Domanda retorica … e quale sarebbe, di grazia, il valore aggiunto nell’avere una patata blu ? mah !! E pensa agli gnocchi !!! Ma lo “svizzerotten” non ci aveva di meglio da fare che passar 12 anni a menarsela su ’sta cosa !!
Beh, da un paese che ha la cioccolata con la Mucca Viola, mi pare ovvio ritrovarsi con le Patate Blu !
:)
Mister Q me l’hai rubata di bocca! I Belgi sono arrivati prima degli Svizzeri. Ma non avranno forse l’ambizione di farla passare per “patata al sapore di genziana”? Vuoi vedere che per una volta gli svizzeri hanno fatto i raffinati, invece?
Che siano patate al mirtillo?
Io comunque resto dell’idea che il buon vecchio giallo dorato non lo batterà mai nessuno! :-)