Feb 17 2008
Puri come l’acqua
Una serata può scivolar via tranquilla tranquilla tra piatti tirati a lucido e complimenti per lo chef, finché non c’è il furbo che rovina tutto. E chi può essere se non l’ultimo tavolo?
(Terza legge della ristorazione: l’ultimo è sempre il rompicoglioni).
Dai tempi di Mi manda Lubrano, tutte le reti si sono improvvisate Robin Hood, difensore dei diritti dei deboli contro i sopraffattori. Non importa se a torto o a ragione, ma il cittadino va sempre difeso dalle vessazioni del potente di turno, che sia la compagnia telefonica, la banca, l’assicurazione o il ristoratore di turno.
Ultimamente le associazioni di difesa dei consumatori hanno protestato perché nelle etichette non ci sono i valori nutrizionali. Ma chi se ne fotte! Vorrei sapere se prima di acquistare una mozzarella rispetto ad un’altra qualcuno guarda i valori nutrizionali. Se ce n’è uno me lo dica, tanto non gli credo. Chi ha tanto tempo (e cultura alimentare) da dedicarsi a leggere tutte le etichette, certamente se ne va alle Bahamas e manda il domestico a fare la spesa.
Tra le tante battaglie c’è quella della minerale: no all’acqua in bottiglia, sì alla caraffa, e se proprio scegliete la bottiglia che sia portata al tavolo ancora chiusa.
Giusta norma, perché più di qualcuno ci ha marciato. Ma un ristorante serio non fa lo scherzetto di vendere due volte la stessa bottiglia. Non so se noi siamo un ristorante serio, di sicuro so che a pranzo e a cena sono io che mi cucco regolarmente le mezze bottiglie avanzate dai clienti.
Stasera - per la terza legge sopracitata e per dimostrare (?) che loro sono consumatori attenti - l’ultimo tavolo arrivato aspetta che la cameriera se ne sia andata per contestare al mio Capo la minerale: "La ragazza ce l’ha portata già aperta".
Non devo aspettare domani per sapere se è vero, perchè è una menzogna grande come una casa.
Caro ragazzo, cà nisciuno è fesso, dicono a Bolzano.
Se vuoi far valere il tuo sacro diritto ad avere la bottiglia chiusa, contesti immediatamente la bottiglia aperta appena te la posano sul tavolo, e la rimandi indietro, e non te la bevi fino alla fine.
Non puoi farmi credere che fosse già aperta e non me l’hai contestata "per vedere se me la faceva pagare". Non siamo noi in malafede: sei tu che sei un imbecille che vuole prendermi per i fondelli.
E se non hai i soldi per pagarti una bottiglia di minerale, la prossima volta vattene in pizzeria.




















































