Mar 06 2008

L’ultima fesseria targata Tg2

Published by Maurice at 00:05 under Mass media

Mi chiedo a chi è in mano il tg2 delle 18.30. Una mezz’ora prima va in onda l’edizione per i non udenti, e quindi quella per i cerebrolesi, o almeno così pensano ai piani alti di viale Mazzini.
Non è la prima volta che il tg2 di metà pomeriggio mi fa girare, ma mi fa girare come nient’altro.

Oggi va in onda il solito servizio pseudo economico-ecologico, in realtà una pubblicità redazione della Coldiretti e di una delle tante associazioni consumatori. Il tema sarebbe anche interessante: i costi economici e sociali del packaging; in soldoni si accusano le aziende di produrre e far pagare degli imballaggi che contribuiscono ad aumentare le montagne di rifiuti non o difficilmente riciclabili.

Fin qui il discorso fila liscio, tutti siamo d’accordo sul fatto di diminuire gli scarti. Ma - ecco il ma - interviene a fine servizio il rappresentante dei consumatori con la sua trovata: invece di buttare l’umido - riporto a mente, perché se sapevo che avrebbero trasmesso una simile bestialità avrei attaccato il videoregistratore - facciamo il compost, lasciando i rifiuti a macerare sul balcone.

Punto primo: che ce ne facciamo del compost? Finché ho abitato in città non ho mai avuto a disposizione un metro quadro di terra per farmi un orticello; come me ci sono decine di milioni di italiani che, purtroppo, l’unico verde è quello che hanno in qualche vaso più o meno striminzito, accanto ad un calorifero o - nel migliore dei casi - sul terrazzino. L’Italia da qualche annetto non è più quella del Sabato del villaggio, è quella dei condomini.
Allora, che ce ne facciamo del compost? Passa l’associazione dei consumatori a ritirarlo per sfruttarlo?
Possiamo sempre spendere diverse migliaia di euro per organizzare la raccolta, alla faccia del risparmio. Comunque è un problema da risolvere in altra sede.

Ma, punto secondo e più importante, quel signore ha mai lasciato un uovo, un pezzo di carne o della verdura passa sul balcone in luglio, anche solo per mezza giornata? Se certi alimenti fanno la muffa in frigo, al sole estivo quel signore ha idea di cosa diventano?
In pratica ognuno di noi dovrebbe fare una piccola discarica domestica a cielo aperto, con buona pace per mosche ed insetti coprofagi di vario tipo che avranno di che festeggiare, con grande delizia per i nasi di tutti noi, con grande attenzione per l’igiene collettiva.
Sicuramente declino fin d’ora l’invito se quel signore - ma anche chi al tg2 ha lasciato passare quel servizio - un giorno mi inviterà a pranzo a casa sua. Mi ricorda tanto quella barzelletta sulla differenza tra un vaso da notte ed un bicchiere; non sapete la differenza? A casa vostra c’è un po’ di confusione.

Qui siamo di fronte alla demagogia e all’imbecillità più sfrenata: a volte, non sempre per carità, accendete il cervello prima di parlare.
Se i NAS o l’ASL o qualsiasi altro pubblico ufficiale entra nella mia cucina, e trova anche un solo pelo di muffa, o un alimento scaduto, o non perfettamente conservato (del tipo: un contenitore senza coperchio), mi fa una multa lunga da qui a Palermo, con il rischio, in caso di recidiva, di vedermi chiudere il locale. A piena ragione.

E dalla tv pubblica mi dicono di mettere la monnezza sul balcone: ma neanche Tele Kabul arriva a tanto.
Oggi basta avere un distintivo all’occhiello per sparare qualsiasi fesseria con la garanzia dell’immunità, esattamente come fanno certi sedicenti ecologisti che per indurre a risparmiare l’acqua portano a paragone i consumi d’acqua nostri e quelli del Terzo Mondo. Ed infatti c’è una piccola differenza tra la mortalità e la morbosità nostra e loro.
Se non avete argomenti migliori, tacete per favore, tacete, fate più bella figura.

4 commenti a “L’ultima fesseria targata Tg2”

  1. darioil 06 Mar 2008 alle ore 08:26

    Mah, Maurice…
    Io quel servizio del TG2 non l’ho mica visto, ma so che il piu’ delle volte sparano stupidaggini. Ed e’ sicuramente una stupidaggine raccogliere i rifiuti umidi per produrre compost da parte di chi vive in citta’ e non abbia un giardino a disposizione per utilizzarlo.
    Pero’, mi sembrava di aver capito che tu non abitassi in un appartamento in citta’, ma piuttosto in un paesotto rurale del Trentino. E mi pare di aver letto nel menu’ del posto dove lavori che la verdura utilizzata in cucina e’, almeno in parte, coltivata nell’”orto di famiglia”.
    E a leggere quel post mi vien da dire che tu il compost non lo raccogli.
    Io nemmeno lo faccio, pur avendo ben due giarini di piu’ o meno trentacinque metri quadri. Non lo faccio perche’ non ho ancora organizzato uno spazio adeguato per installare la compostiera che viene data in comodato d’uso dal mio Comune (dopo due anni e mezzo che vivo li’, sarebbe ora, ma fino ad ora ho avuto altre priorita’).
    Il problema e’ comunque sentito, dalle mie parti, perche’ sembra davvero uno spreco di risorse andare in giro per il paese a raccogliere il contenuto dei secchielli verdi quando poi i proprietari di tali secchielli devono andare al supermercato a comprare concime e humus per le loro coltivazioni.
    Uno dei miei vicini di casa invece la compostiera in comodato del comune ce l’ha in giardino. Non e’ molto gradevole esteticamente, ma lui l’ha installata in un posto poco visibile. Non puzza, non da’ problemi igienici, produce compost in quantita’ e risparmia al Comune il problema dello smaltimento del suo umido. Cosa diversa sarebbe prendere la frutta marcia (niente in confronto agli avanzi della bistecca!) e metterli sul balcone a marcire.

    Per cambiare discorso, ho parlato a mia moglie della tua idea di trovarci a casa di uno di noi per una cena o pranzo dove tu dirigi e noi cuciniamo. Ecco, se prometti di non bacchettarmi troppo sulle dita, potremmo anche fare a casa nostra.
    L’unico problema e’ che non abbiamo molto spazio. Anzi, ne abbiamo proprio poco… si pensava invece di fare una roba tipo che, tempo permettendo, si fa sul terrazzo e in giardino, dove lo spazio non manca. In questo caso fino a dieci-dodici persone noi le si puo’ ospitare. Non so fino a che punto pero’ il paesino dove abito, a meta’ strada tra Lecco e Bergamo, puo’ essere comodo.

    ciao

  2. Tommaso Farinail 06 Mar 2008 alle ore 14:15

    Beh, al TG1 se ne vedono anche di peggiori. E non hanno nemmeno l’attenuante di aver avuto il coraggio di replicare con forza alle sciocchezze di Beppe Grillo, che sembra diventato un intoccabile.

  3. Mauriceil 06 Mar 2008 alle ore 18:21

    @ Dario: fino a 30 anni sono vissuto in città, prima di trasferirmi in Trentino. Qui abbiamo l’orto e lo concimiamo con il concime organico naturale, la m… delle vacche, per intenderci.
    Sulla tua proposta ne prendo subito atto. Vediamo chi ci sta.

    @ Tommaso: sei d’accordo anche tu che non ci sono più i Montanelli di una volta?
    Il problema di fondo dell’informazione odierna mia pare sia da una parte il voler fare sempre e comunque scalpore, dall’altra la pigrizia dei giornalisti di non verificare la notizia prima di pubblicarla.

  4. darioil 07 Mar 2008 alle ore 08:16

    Maurice,
    Io non e’ che me ne intenda molto, sai? Cioe’, non so quale sia il concime giusto per la coltivazione giusta nel momento giusto con le giuste condizioni… Quindi non so se la merda di vacca e’ meglio o peggio del compost prodotto da umido casalingo. Immagino che dipenda anche da quale tipo di rifiuti metti nell’umido. Pero’ immagino anche che grosso modo tutti quanti mettiamo piu’ o meno lo stesso tipo di rifiuti nell’umido. Va be’.

    Io capisco benissimo la stupidita’ dell’informazione in TV, e non metto in discussione la tua reazione. Non nel caso specifico perche’ non l’ho visto, ma in generale, e quindi immagino che nel caso specifico abbia ragione tu. Non si puo’ consigliare a chi abita in citta’ di raccogliere la frutta marcia sul balcone. E’ un consiglio stupido.

    Detto questo non capisco se ci sono delle ragioni specifiche per cui sconsigli a chi ne ha la possibilita’ di farlo in modo intelligente (cioe’ a chi come me e te abita in una zona rurale ed ha un giardino da concimare), di raccogliere i rifiuti umidi per produrre concime.
    No, perche’ io ho intenzione di intraprendere l’impresa, ma se c’e’ qualche ragione seria per non farlo (tipo per esempio che il concime prodotto non va bene per l’orticello), sono pronto a tornare sulle mie decisioni…

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