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Mar 08 2008

Via i pudori

Published by Maurice under Politica, Ristorante

Sono fazioso? Può darsi. Sicuramente i miei neuroni sono ancora tutti intatti e si attivano con grande eccitazione quando seguo i Tg.
Qui mi sono scagliato contro il Tg2, ora però devo levarmi tanto di cappello per un servizio di Agri3, rubrica sull’agricoltura professionale del Tg3, andato in onda mercoledì 5 marzo alle 12,25 dal titolo "Decimoputzu uguale Caserta" e curato da Paola Sabina Violani.
Ringrazio la Rai che ha messo a disposizione il filmato.

Agri3 ha documentato la situazione di un’imprenditrice agricola piemontese che, con il pianto agli occhi, ha illustrato la situazione della sua azienda, strozzata da un mercato che rifiuta i prodotti agricoli nazionali e dalle banche che individuano nell’agricoltura un settore a rischio, per loro.

E’ ora di buttar via tutti i veli di pudore, orgoglio e riservatezza e dire a voce alta, senza tentennamenti, che le piccole aziende soprattutto familiari stanno precipitando nel baratro economico dei debiti.
Parlo di ditte agricole, artigianali, commerciali, compresa la ristorazione, ditte che hanno alle spalle decenni e decenni di onorata attività lavorativa, che sono sopravvissute a crisi periodiche generali e locali, che grazie al lavoro ed al rinnovamento continuo hanno saputo arrivare fino ad oggi.
Proprio ieri sera sono venuto a conoscenza che a poca distanza dalla mia dimora ben 7 (sette) esercizi pubblici e commerciali sono in procinto di chiudere.

Oggi comunque far sacrifici non basta più e siamo tutti destinati alla chiusura.
La causa ultima è la stagnazione del mercato interno, la recessione, la crisi più nera che, secondo Eugenio Scalfari, sarà uguale se non superiore a quella del ‘36, una crisi mondiale che forse riusciremo a superare non prima che sia trascorso almeno un decennio!
A monte le cause sono molteplici e non essendo un economista non mi metto neppure ad analizzarle. Gli effetti sono sotto gli occhi di tutti.
Pare che non ci sia cura che tenga: lo stesso Berlusconi ha ammesso che, anche se sarà di nuovo Capo del Governo, saranno sacrifici per tutti. Se l’ha detto lui stesso - che ha perso il primato di uomo più ricco d’Italia, scendendo al terzo posto - c’è da farsela sotto, perché evidentemente non esistono più ricette valide per nessuno.

Chi riuscirà a resistere ancora dieci anni?
Finalmente abbandoneremo, spero, il voluttuario e l’inutile che tanti profitti dà alle multinazionali delle TLC (ma già oggi Telecom ha perso più del 9 percento in Borsa). Forse ritroveremo alcuni valori che abbiamo rimosso come "obsoleti", ma ho il terrore di anni di ristrettezze anche per noi evoluti occidentali, pari forse solo al periodo post bellico.

In un simile scenario da day after mi piacerebbe succedesse una sola cosa: sopraffatte dalle sofferenze, vorrei che anche talune banche chiudessero battenti per fallimento, come sta succedendo negli Stati Uniti. Basterebbe mettersi tutti d’accordo per non pagare più i mutui. Mentre loro guadagnano miliardi (di euro) solo sulle transazioni elettroniche, noi ci facciamo in quattro per pagare le rate. Che paghino anche loro come noi, poveri Cristi.

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