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Mar 10 2008

Più lo mandi giù, più ti tira giù

Published by Maurice under Ristorante

Ho sempre amato il caffè. Tutte le case in cui ho abitato hanno sempre profumato di caffè.
E’ la riconciliazione con la vita appena sveglio, il tocco obbligatorio dopo qualsiasi pasto, la sferzata di energia quando il cervello dà qualche segno di appannamento, l’accompagnamento di rito alla visita di un amico, la pausa di mezza giornata durante il lavoro.
Per me, ma penso per tutti noi italiani è tutto questo, ma anche di più.
Studi recenti hanno dimostrato che fino a sei tazzine al giorno il caffè fa bene. Ovviamente ognuno reagisce a suo modo: se mi va, posso anche bermene uno prima di andare a letto, e dormire tranquillamente le mie doverose ore. C’è chi invece sente la caffeina per tutta la notte, anche se ne ha bevuto uno a metà pomeriggio.

Quando si parla di caffè si intende normalmente l’espresso del bar o la moka di casa.
Da un po’ di tempo, invece, le case stanno puntando molto sulla soluzione mista, la macchinetta cioè da caffè miniaturizzata sia per casa che per ufficio, il caffè in cialde per intenderci.
Se vado dall’estetista o dalla parrucchiera immancabilmente mi sento offrire un caffè di plastica, in un bicchierino di plastica, con cucchiaino di plastica. E’ il nuovo modo di fare business, e ne prende atto anche la coppia Bonolis-Laurenti che pubblicizza la cialda al posto della classica tazzina. Per i consumatori è uno specchietto per le allodole: a conti fatti, se consumi tot cialde al giorno, risparmi tot euro, ed hai la macchinetta da bar a casa tua aggratis, il che ovviamente non è vero.

La conseguenza è che sono crollati i consumi del caffè al bar. Io stesso, quando lavoravo in ufficio, avevo comperato una macchinetta - quella classica, con il caffè in polvere, non a cialde che ancora non esistevano - per tutto l’ufficio; facendo i conti, con i caffè di metà mattina e metà pomeriggio per tutti abbiamo ammortizzato il costo iniziale, senza necessità di assentarci dal luogo di lavoro, e creando un momento di relax comune fra titolari e dipendenti.

Sono crollati i consumi, e nello stesso tempo la qualità.
Se una volta avevamo la più buona tazzina del mondo, oggi - in base ad un’ultima ricerca - il nostro caffè fa schifo.
D’altra parte la qualità si paga: non c’è problema se posso abbattere i costi della qualità spalmandoli sulla quantità, ma quando l’investimento sulla qualità non è più ricambiato dalla possibilità di ammortizzarne il costo sulla quantità, allora tutto va a catafascio.

Dobbiamo oramai farcene una ragione, su tutto. Non è vero che in tempi di crisi si salva solo chi propone la qualità, perché il target di chi può permetterselo si va assottigliando sempre di più.
Lo stesso Berlusconi, considerato fino ad ieri il Paperon de’ Paperoni italiano, secondo Forbes ha perso il primato a favore di Ferrero (Nutella) e Del Vecchio (Luxottica), scendendo dal 51esimo al 90esimo posto nella classifica mondiale. Se anche lui è diventato "più povero", non parliamo dei comuni mortali come tutti noi.

Io ho delle idee precise in merito, ma vorrei sentire il vostro parere: chi è che si sta ingrassando dopo l’entrata in vigore dell’Euro? Chi è che se ne avvantaggia?
Potete rispondere nei commenti, ma anche nel box qui a fianco che è completamente anonimo.

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